SBI e Startale lanceranno una stablecoin in yen regolamentata per la liquidazione globale
- 16 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Startale Group e SBI Holdings hanno siglato un memorandum d’intesa per sviluppare un stablecoin denominato in yen, pensato per l’uso istituzionale e per liquidazioni transfrontaliere in un contesto regolamentato.
L’iniziativa combina la stack blockchain di Startale, inclusi gli sviluppi sulla rete Soneium, con la capacità distributiva e la copertura regolamentare di SBI Holdings. L’obiettivo dichiarato è costruire un’infrastruttura digitale interoperabile con la finanza tradizionale.
Per l’emissione e il rimborso del token è prevista la partecipazione di Shinsei Trust & Banking, mentre la circolazione dovrebbe essere gestita da SBI VC Trade in qualità di piattaforma di scambio di asset cripto autorizzata. Startale è incaricata dello sviluppo tecnologico, inclusi smart contract e misure di sicurezza, e SBI coordinerà gli aspetti di conformità e la distribuzione verso clienti istituzionali.
Dettagli tecnici e posizionamento di mercato
Il progetto è pensato per affiancare il Startale USD (USDSC), lo stablecoin in dollari sviluppato per la rete Soneium e per l’app di Startale. USDSC dovrebbe fornire la liquidità in dollari, mentre il nuovo token in yen fungerà da controparte regolamentata per operazioni di cambio, regolamenti e flussi relativi ad asset tokenizzati.
Il mercato degli stablecoin è valutato in centinaia di miliardi di dollari e resta in larga parte ancorato a token indicizzati al dollaro statunitense; la nuova iniziativa mira a coprire una quota della domanda per strumenti denominati in altre valute, con particolare attenzione alle istituzioni finanziarie e ai flussi internazionali.
Quadro normativo e sperimentazioni in Giappone
L’operazione si inserisce nel nuovo quadro normativo giapponese dedicato agli stablecoin e nelle attività promosse dalla FSA nell’ambito del suo Payment Innovation Project. Il progetto si accompagna ad altre sperimentazioni avviate da grandi istituti bancari giapponesi.
In parallelo, un pilota congiunto promosso da Mitsubishi UFJ, Sumitomo Mitsui e Mizuho sta esplorando una versione programmabile dello yen digitale per regolamenti transfrontalieri e per flussi legati ad RWAs (asset reali tokenizzati). Tali sperimentazioni mirano a definire standard operativi, requisiti di interoperabilità e modelli di governance compatibili con la regolamentazione nazionale.
Obiettivi operativi e casi d’uso
Il nuovo stablecoin in yen è progettato per servire come infrastruttura di base per servizi finanziari digitali integrati con il sistema bancario tradizionale: regolamenti interbancari, conversioni valutarie per operazioni cross‑border, e trasferimenti associati ad asset tokenizzati.
Yoshitaka Kitao ha detto:
“Gli asset tokenizzati e i sistemi di regolamento basati su token rappresentano una tendenza sociale irreversibile; la creazione di un’infrastruttura in yen punta a consolidare questa evoluzione integrando servizi digitali e finanza tradizionale.”
Tempistiche e passaggi regolamentari
Le aziende indicano come obiettivo di lancio il secondo trimestre del 2026, subordinato al completamento delle approvazioni regolamentari. Tra i passaggi necessari figurano il rilascio di autorizzazioni da parte della FSA, verifiche di conformità AML/KYC, e test operativi su custodia, liquidità e interoperabilità con altri sistemi di pagamento.
Il percorso verso l’adozione istituzionale richiederà inoltre l’integrazione con infrastrutture esistenti, l’adozione di standard di sicurezza a livello enterprise e accordi con controparti finanziarie per garantire liquidità e stabilità in scenari di mercato diversi.
Impatto potenziale sul mercato e rischi
Un stablecoin denominato in yen potrebbe offrire alle istituzioni una alternativa per diversificare l’esposizione valutaria e per facilitare regolamenti internazionali in valute non‑dollaro. La possibilità di collegare tali token ad RWAs apre scenari per nuovi strumenti finanziari e per l’allocazione di capitali su mercati digitali regolamentati.
Tra i rischi rimangono la necessità di un robusto quadro regolamentare, la gestione della liquidità e della stabilità del peg, e la complessità tecnica dell’interoperabilità con sistemi finanziari esistenti. L’adozione dipenderà dalla capacità degli attori coinvolti di garantire trasparenza, compliance e resilienza operativa.
In sintesi, l’accordo tra Startale Group e SBI Holdings rappresenta un passo significativo verso la creazione di infrastrutture di pagamento digitali regolamentate in Giappone, con potenziali ricadute sul mercato globale delle valute digitali e sugli asset tokenizzati, se accompagnato da approvazioni regolamentari e da una solida implementazione tecnica.