Francia: un sì decisivo al bilancio della sicurezza sociale

Un sostegno risicato ma determinante: la legge finanziaria per la Sécurité Sociale francese è stata approvata dall’Assemblée nationale dopo un voto incerto fino all’ultimo istante, con 247 voti a favore, 234 contrari e 98 astensioni, segnando un primo successo per il governo guidato da Sébastien Lecornu.

Il voto in Assemblea

Il sostegno al provvedimento è arrivato soprattutto dai gruppi vicini all’esecutivo: i parlamentari di Ensemble, il MoDem di François Bayrou e la maggior parte dei deputati socialisti (con sei astenuti). Si sono aggiunti nove voti favorevoli del gruppo Horizons, collegato a Édouard Philippe, mentre gli altri elementi del gruppo si sono astenuti.

I partiti di opposizione hanno espresso posizioni divergenti: i Républicains si sono divisi (18 favorevoli, 28 astensioni, 3 contrari), gli Ecologisti hanno registrato una parte di astensioni e voti contrari, mentre il Rassemblement national e La France Insoumise hanno votato nettamente contro.

Il contrasto con il Sénat

La legge approvata alla Camera non corrisponde al progetto votato in Senato: i due rami del Parlamento hanno licenziato testi profondamente diversi e la Commissione mista paritaria, composta secondo la Costituzione da sette deputati e sette senatori, non è riuscita a trovare un compromesso il 26 novembre.

I senatori si sono mostrati contrari a specifiche misure, in particolare alla sospensione prevista di alcuni aspetti della riforma delle pensioni concordata tra il governo e il Partito socialista, ampliando così il contrasto istituzionale tra le due Camere.

Iter costituzionale e via libera definitivo

Secondo il procedimento previsto dalla Costituzione, se il Sénat respinge nuovamente il testo, il Governo potrà invocare il meccanismo previsto dall’articolo 45 della Costituzione per chiedere all’Assemblée nationale di votare definitivamente una delle versioni già approvate, evitando così una navetta parlamentare senza fine.

Questa procedura riflette la natura del bicameralismo francese, spesso descritta come imperfetta o asimmetrica: la Camera bassa, eletta direttamente dai cittadini, ha un ruolo preminente, anche perché può esercitare poteri di controllo politico sul Governo, mentre il Sénat rappresenta gli enti territoriali e ha una legittimazione differente e meno diretta.

Modifiche sulle spese per la sanità

Il via libera definitivo ottenuto in Assemblea è stato facilitato da una serie di concessioni del Governo, tra cui l’aumento dell’obiettivo di crescita delle spese per la sanità dall’2% al 3% per l’Assurance-maladie, misura approvata con 259 voti a favore e 64 contrari.

La parte della legge dedicata alle sole spese è stata approvata in anticipo con 227 voti favorevoli, 86 contrari e 189 astensioni. È stata inoltre ritirata una norma che avrebbe permesso all’Assurance-maladie di rivedere le tariffe mediche in caso di redditività eccessiva in settori come radioterapia, diagnostica per immagini e dialisi, dopo le forti proteste dei sindacati dei medici liberi professionisti.

Contributi sui redditi patrimoniali e misure sociali

Il testo prevede anche un incremento dei contributi sui redditi da patrimonio, seppure ridimensionato rispetto alla versione iniziale dopo le correzioni operate in Senato. La revisione punta a reperire risorse per finanziare le misure sociali e sanitarie previste dalla finanziaria.

Tra le misure strutturali sono previste la creazione della rete France Santé con l’obiettivo di garantire l’accesso alle cure nei territori più isolati, estensioni degli aiuti alle famiglie fino ai 18 anni dei figli (in luogo del precedente limite di 14 anni), un congedo supplementare di due mesi alla nascita fruibile da entrambi i genitori e un incremento delle pensioni dedicate alle madri.

Queste scelte cercano di rispondere a problemi persistenti come la desertificazione sanitaria nelle aree rurali e la necessità di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, ma espongono anche il Governo a critiche sui costi e sulle priorità di bilancio, alimentando un dibattito politico che proseguirà nelle prossime fasi dell’iter parlamentare.



Author: Tony
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