Bankitalia, Panetta: più autonomia strategica, l’Europa riparte dal rilancio dell’economia
- 9 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, ha delineato a Dublino le linee che, a suo avviso, possono rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa. Intervenuto alla lectio intitolata in memoria di Thomas K. Whitaker, ospitata dalla Banca Centrale d’Irlanda, ha indicato tre priorità complementari: il rilancio economico, mercati dei capitali più integrati e la digitalizzazione delle infrastrutture finanziarie.
I tre pilastri per l’autonomia strategica
Secondo il Governatore, la prima condizione è il rilancio della crescita: servono politiche che aumentino gli investimenti, favoriscano l’innovazione e completino l’apertura e l’integrazione dei mercati nazionali. Questi elementi costituiscono, nella sua analisi, le basi della competitività europea e della sua capacità di agire con autonomia strategica sul piano internazionale.
Fabio Panetta ha dichiarato:
“Per recuperare terreno competitivo dobbiamo accelerare gli investimenti, potenziare la capacità di innovazione e promuovere una piena integrazione dei mercati nazionali.”
L’idea dell’asset sicuro comune europeo
Un secondo elemento esaminato è la necessità di mercati dei capitali europei più liquidi e integrati. In questo contesto il Governatore ha rilanciato la proposta di creare un asset sicuro comune europeo, inteso come strumento capace di offrire titoli privi di rischio denominati in euro e in grado di attrarre investitori globali e banche centrali estere in cerca di diversificazione.
Fabio Panetta ha dichiarato:
“Un asset sicuro europeo sarebbe trasformativo: aumenterebbe l’offerta di attività prive di rischio in euro e rafforzerebbe la struttura finanziaria della moneta unica.”
L’introduzione di un tale strumento potrebbe contribuire a consolidare il ruolo internazionale dell’euro, riducendo la dipendenza da strumenti denominati in altre valute e favorendo un migliore funzionamento dei mercati finanziari interni all’Unione Europea.
Digitalizzazione delle infrastrutture finanziarie
La terza condizione evidenziata riguarda la modernizzazione: completare la digitalizzazione delle infrastrutture finanziarie è essenziale per aumentare l’efficienza dei pagamenti, migliorare la resilienza del sistema e favorire l’integrazione transfrontaliera dei servizi finanziari.
Questa trasformazione tecnologica richiede coordinamento regolamentare e investimenti pubblici e privati, oltre a un quadro di governance che assegni ruoli chiari a istituzioni come la Banca Centrale Europea, le autorità di vigilanza nazionali e gli organismi europei competenti per i mercati dei capitali.
Verso un sistema monetario più multipolare
Nel suo discorso Panetta ha osservato che l’ordine monetario internazionale è in evoluzione: processi tecnologici e scelte di politica economica stanno erodendo alcune basi del dominio storico del dollaro Usa, aprendo la strada a un possibile sistema monetario multipolare.
Fabio Panetta ha dichiarato:
“La transizione verso la multipolarità può offrire vantaggi in termini di diversificazione della liquidità globale, ma comporta anche maggiori rischi di volatilità e contagio che vanno gestiti attraverso un più stretto coordinamento internazionale.”
Secondo il Governatore, una minore concentrazione attorno al dollaro Usa potrebbe diminuire la sensibilità dell’economia globale alle scelte politiche statunitensi, ma aumenterebbe la complessità del coordinamento macroeconomico e finanziario tra grandi aree.
Impatto dei cambiamenti commerciali e ruolo delle valute regionali
Panetta ha inoltre sottolineato che la struttura dell’economia mondiale si è modificata: la quota della produzione globale attribuibile agli Stati Uniti si è ridotta significativamente negli ultimi decenni e, misurata a parità di potere d’acquisto, la Cina ha sorpassato gli Stati Uniti circa dieci anni fa.
Le recenti politiche commerciali, comprese misure protezionistiche adottate da alcuni paesi, potrebbero favorire la riallocazione delle catene del valore globale e la regionalizzazione degli scambi. Tali dinamiche potrebbero incrementare l’attrattiva di valute regionali come l’euro e il renminbi, ma la loro affermazione come valute di riserva richiede condizioni che ancora non sono pienamente soddisfatte.
I limiti attuali dell’euro
Nel caso dell’euro, già oggi la seconda valuta a livello internazionale, il limite principale è l’incompletezza della sua architettura finanziaria, politica e fiscale. La frammentazione dei mercati dei capitali europei e la lentezza nell’integrazione istituzionale ostacolano la capacità dell’euro di raggiungere la scala e la coerenza proprie del sistema statunitense.
Per superare questi limiti servono progressi in diverse aree: avanzare nella creazione di un vero mercato dei capitali unico, completare le iniziative di integrazione bancaria e fiscale, e rafforzare meccanismi comuni che possano sostenere la liquidità e la stabilità finanziaria in euro.
Nel complesso, l’appello del Governatore invita a politiche coordinate a livello europeo — fiscali, regolamentari e di investimento — per costruire una piattaforma finanziaria e industriale in grado di sostenere un ruolo più autonomo e resiliente dell’Europa nello scenario internazionale.