CoinShares ritira a sorpresa la domanda per l’etf su SOL in staking

CoinShares ha ritirato la domanda presentata alla SEC per la quotazione di un ETF basato su Solana staking, dopo che la struttura dell’operazione e l’acquisto degli asset previsti non sono stati portati a termine.

Nel documento depositato presso la SEC si precisa che la registrazione mirava a registrare azioni legate a una transazione che alla fine non si è concretizzata: non sono state vendute azioni e non ne saranno vendute in virtù di quella dichiarazione.

In precedenza, il primo ETF su Solana con staking era stato lanciato negli Stati Uniti da REX‑Osprey a giugno, seguito da un prodotto analogo di Bitwise lo scorso ottobre.

Il fondo di Bitwise ha debuttato con quasi 223 milioni di dollari in patrimonio il primo giorno di negoziazione, raccogliendo una porzione significativa dei flussi rispetto al fondo di REX‑Osprey, che era già presente sul mercato da diversi mesi, secondo osservazioni di analisti del settore.

Flussi di capitale e performance del prezzo

Nell’arco di novembre i ETF su Solana hanno attratto oltre 369 milioni di dollari di afflussi, alimentati dall’interesse per prodotti che offrono esposizione alla rete con rendimenti da staking indicati in genere tra il 5% e il 7%.

Questi fondi hanno mostrato un comportamento divergente rispetto agli ETF su Bitcoin e Ether, che hanno registrato significative deflows tra ottobre e novembre: i veicoli su Solana hanno invece messo a segno sequenze di giorni con afflussi, nonostante la caduta generale dei prezzi delle criptovalute in quel periodo.

Previsioni, volatilità e fattori trainanti

Nei mesi precedenti alcuni analisti avevano ipotizzato proiezioni di prezzo molto più alte per SOL — fino a 400 dollari — sostenute dall’ipotesi che i flussi degli ETF avrebbero fornito domanda costante. Tuttavia, dopo ottobre le stime sono state corrette al ribasso e diversi operatori ritengono ora che il recupero oltre i 150 dollari presenti ostacoli significativi.

Nel corso di novembre il prezzo di SOL ha segnato un minimo su cinque mesi attorno ai 120 dollari, pari a una riduzione di circa il 60% rispetto al massimo storico vicino ai 295 dollari raggiunto a gennaio 2025.

La forte impennata di inizio anno era stata collegata alla comparsa del Official Trump memecoin sulla rete, evento che aveva stimolato un’ondata di scambi di memecoins su Solana e aumentato temporaneamente la liquidità e l’interesse per il mercato.

Implicazioni per investitori e regolatori

Il ritiro della domanda da parte di CoinShares mette in luce diversi aspetti: da un lato la complessità operativa nell’organizzare emissioni di ETF basati su asset in staking (accordi di struttura, acquisizione di asset, controparti); dall’altro la sensibilità di tali prodotti alle condizioni di mercato e alla domanda degli investitori.

Per gli investitori ciò significa valutare con attenzione il trade‑off tra la possibilità di ottenere rendimenti da staking e i rischi legati alla volatilità del prezzo del sottostante, alla liquidità degli exchange e alle potenziali revisioni normative da parte di autorità come la SEC.

Dal punto di vista regolamentare, le autorità continueranno presumibilmente a monitorare la trasparenza dei prodotti, la correttezza delle informative e l’effettiva capacità dei fondi di gestire i meccanismi di staking senza introdurre rischi sistemici.

Prospettive

Nonostante il calo di prezzo, la domanda per prodotti che combinano esposizione al capitale con rendimento da staking resta un tema centrale nel mercato crypto. La loro diffusione futura dipenderà da fattori come la stabilità dei mercati, la chiarezza normativa e la capacità degli emittenti di completare le strutture operative necessarie per l’offerta.

In sintesi, l’esito dell’iniziativa di CoinShares evidenzia come la maturazione del mercato degli ETF su asset crittografici e il loro impatto sui prezzi richiedano ancora tempo, trasparenza e condizioni operative ben definite.