Trump: i russi fanno concessioni sull’Ucraina
- 26 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Donald Trump ha affermato che la Russia sta facendo concessioni per avvicinarsi a una soluzione del conflitto in Ucraina, sostenendo che uno degli elementi principali del negoziato riguarda la sospensione delle ostilità e il controllo del territorio.
Donald Trump ha detto:
“Beh, stanno facendo delle concessioni. La loro grande concessione è che smettono di combattere e non prendono più terra.”
Secondo il presidente statunitense, molte questioni del negoziato sono legate alla gestione delle linee di confine e alla difficoltà pratica di delimitare zone in aree abitate o attraversate da infrastrutture: la ricerca di soluzioni è quindi complessa e richiede compromessi tecnici e politici.
Donald Trump ha aggiunto:
“Se si cerca di ripulire il confine, non si può passare in mezzo a una casa. Non si può passare in mezzo a un’autostrada. Quindi, stanno cercando di trovare una soluzione, è un processo complicato.”
Riguardo ai tempi, il presidente ha negato l’esistenza di una scadenza fissa per raggiungere un accordo, pur sostenendo che si stiano registrando progressi dopo aver in precedenza fissato una deadline che poi è stata ritirata.
Donald Trump ha dichiarato:
“Sapete qual è la scadenza per me? Quando sarà finita.”
La reazione del Cremlino
La portavoce del Ministero degli Esteri russo ha criticato la copertura internazionale del piano di pace proposto dagli Stati Uniti, sostenendo che parte dell’Occidente stia tentando di ostacolare una soluzione politica per motivi propagandistici e strategici.
Maria Zakharova ha dichiarato:
“L’Occidente, mettendo in scena spettacoli politico-diplomatici, cerca, in primo luogo, di ostacolare la risoluzione politico-diplomatica e, in secondo luogo, di manipolare la situazione a proprio vantaggio.”
Secondo la responsabile diplomatica, alcune componenti internazionali avrebbero previsto un’escalation della crisi e starebbero ora cercando di sfruttare la situazione per ottenere vantaggi geopolitici. Questa lettura riflette la tensione tra Mosca e vari attori occidentali sulla gestione della transizione e sulle garanzie di sicurezza.
La telefonata e le critiche pubbliche
Recentemente è stata resa nota una trascrizione di una conversazione intercorsa a metà ottobre tra l’inviato privato coinvolto nella proposta di pace e un consigliere per la politica estera russa, dalla quale emergerebbero suggerimenti su come presentare il piano a Donald Trump e su come promuoverlo presso le parti interessate.
Donald Trump ha difeso Steve Witkoff, sostenendo che il suo approccio verso i rappresentanti russi rientri nelle normali pratiche negoziali e che spetti a un negoziatore “vendere” l’accordo alle due parti.
Donald Trump ha detto:
“Deve vendere questo piano all’Ucraina. E deve vendere l’Ucraina alla Russia. È quello che fa un negoziatore.”
Il presidente ha pronunciato queste parole rispondendo ai giornalisti a bordo dell’Air Force One durante il viaggio verso la sua residenza in Florida, sottolineando che l’attività di persuasione è parte integrante del processo diplomatico informale.
Una voce critica proviene anche dall’interno del suo stesso partito: un deputato repubblicano ha messo in dubbio l’idoneità dell’inviato, sostenendo che la trascrizione dimostrerebbe un orientamento favorevole ai russi e chiedendo provvedimenti.
Don Bacon ha affermato:
“Non ci si può fidare di lui per condurre questi negoziati. Un agente pagato dalla Russia farebbe meno di lui? Dovrebbe essere licenziato.”
La critica evidenzia il dibattito interno negli Stati Uniti sull’opportunità di affidare ruoli delicati a figure private o non ufficiali nelle trattative internazionali, e solleva interrogativi sulla trasparenza e la legittimità di canali non istituzionali.
Implicazioni diplomatiche e prossimi passi
La proposta di pace proposta dagli Stati Uniti e le reazioni contrastanti mostrano come il percorso verso un accordo richieda il coinvolgimento formale di governo e istituzioni internazionali, oltre al consenso delle parti direttamente interessate, in particolare di Ucraina e Russia.
Dal punto di vista pratico, occorre definire parametri tecnici per il controllo territoriale, meccanismi di verifica delle cessazioni delle ostilità e garanzie di sicurezza che possano essere accettati sia da Kiev sia da Mosca. Sul piano politico, la gestione del processo influirà sulla credibilità degli attori esterni e sulla stabilità regionale.
Nei prossimi giorni sarà importante osservare se verranno avviati canali ufficiali di mediazione, come il coinvolgimento di organizzazioni multilaterali o di terze parti riconosciute, e se le parti sul campo accetteranno di tradurre eventuali intese preliminari in accordi verificabili.