Ex Ilva, nuovi blocchi stradali a Taranto e Genova: Urso convoca un incontro per il 28 novembre
- 20 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Prosegue il secondo giorno di mobilitazione a Genova per i lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, che da ieri hanno occupato l’area produttiva e stanno bloccando la viabilità con mezzi da lavoro e bancali di legno in fiamme in piazza Savio, nodo strategico per il traffico del ponente cittadino, dopo la rottura del confronto tra sindacati e governo.
Sviluppo della protesta
Dopo aver passato la notte nelle tende montate al centro della carreggiata, i lavoratori hanno dato vita a un corteo interno allo stabilimento e mantengono il presidio a oltranza, impedendo il normale deflusso del traffico in piazza Savio. I blocchi hanno già provocato una forte paralisi alla viabilità urbana e al nodo autostradale genovese.
I rallentamenti e le code si registrano anche oggi nel ponente cittadino e sulle autostrade A7, A12 e A10, con ripercussioni sui pendolari, sui trasporti merci e sulla logistica portuale, mentre sindacati e lavoratori attendono una convocazione ufficiale da parte del governo per discutere il futuro dell’impianto.
Solidarietà delle istituzioni locali
Al presidio permanente in piazza Savio sono intervenuti il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e la sindaca di Genova, Silvia Salis, che hanno incontrato i sindacalisti e gli operai e hanno chiesto un intervento deciso del governo, in particolare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso.
Motivazioni e impatto sull’indotto
I lavoratori protestano soprattutto per i numeri legati alla cassa integrazione e per le prospettive incerte del settore siderurgico nella città, temendo perdite occupazionali e la riduzione della produzione. Alla mobilitazione partecipano anche molte ditte dell’indotto, che sottolineano come una eventuale chiusura o ridimensionamento dello stabilimento avrebbe effetti a catena su forniture e servizi locali.
La situazione solleva questioni di carattere economico e sociale a livello regionale: oltre all’impatto diretto sull’occupazione, sono in gioco le filiere produttive collegate all’acciaio e il ruolo strategico del sito per la competitività del territorio.
Posizione sindacale
Pierpaolo Bombardieri ha dichiarato:
“Il lavoro fatto dal ministro Urso sta portando l’Ilva alla chiusura. È più di un anno che ci dicono che c’è un potenziale investitore interessato, ma oggi non c’è nulla. Quello che è successo nell’incontro dell’altra sera decreta la chiusura dell’Ilva. Le nostre proposte sono sul tavolo: quando si parla di formazione, chiediamo formazione per quale scopo, per smantellare lo stabilimento o per garantire la produzione dell’acciaio? Non è chiaro.”
Il segretario generale della Uil ha così sintetizzato le preoccupazioni sindacali: la mancanza di proposte concrete per il rilancio industriale e la definizione di percorsi occupazionali credibili alimenta il timore di una chiusura e di ricadute occupazionali per centinaia di addetti e per l’indotto.
Prospettive e prossimi passi
La vicenda resta in attesa di un incontro ufficiale con il governo, che dovrà chiarire le ipotesi di investimento, i tempi e gli strumenti per la tutela dell’occupazione e della produzione. Sul tavolo ci sono temi complessi che riguardano politica industriale, attrazione di capitali privati e possibili interventi pubblici per garantire la continuità produttiva.
Nei prossimi giorni sarà determinante la convocazione formale delle parti e la calendarizzazione di negoziati che possano offrire soluzioni concrete, pena l’aggravarsi della mobilitazione e delle conseguenze sui trasporti e sull’economia locale.