Le banche europee pronte a superare sfide future complesse
- 19 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il quadro generale resta complesso, influenzato da rischi geopolitici elevati, dall’accelerazione della digitalizzazione e dall’aumento della concorrenza da parte di operatori non bancari nel settore dei servizi finanziari. Tuttavia, nel complesso le banche europee risultano resilienti grazie al capitale accumulato, a una liquidità consistente e a livelli di redditività solidi.
Banca Centrale Europea, attraverso il suo braccio di supervisione, aggiorna la fotografia annuale sullo stato di salute del sistema creditizio dell’Unione: l’analisi aggregata dei risultati del processo di revisione e valutazione prudenziale (Srep) per il 2025 riguarda 105 istituti vigilati e valuta capitale, liquidità, redditività, governance e gestione del rischio.
Risultati generali e requisiti patrimoniali
I requisiti complessivi in termini di Cet1 e le indicazioni relative al Pilastro 2 applicabili nel 2026 risultano sostanzialmente stabili: il requisito patrimoniale complessivo è indicato all’11,2% e il requisito specifico del Pilastro 2 all’1,2%, mentre la guidance non vincolante del Pilastro 2 è scesa dall’1,3% all’1,1% per il 2026.
Il Cet1 medio ponderato — la componente di capitale di maggiore qualità — si è attestato al 16,1% delle attività ponderate per il rischio. Tra gli istituti con performance rilevanti figura anche Credem, citato tra i più solidi nel rilevamento aggregato.
Claudia Buch ha avvertito:
“Finora il settore bancario dell’area dell’euro ha mostrato una buona capacità di tenuta, sebbene l’effetto dei maggiori oneri sul comparto societario e sui bilanci bancari si manifesterà pienamente solo in modo graduale.”
Redditività e qualità degli attivi
La redditività resta robusta: il ritorno sul capitale si è attestato intorno al 10,1%, sostenuto dal margine di interesse netto e dalle commissioni nette. Questo livello di redditività contribuisce alla capacità delle banche di assorbire shock e di rafforzare i buffer patrimoniali.
Sotto il profilo della qualità del credito, il rapporto tra crediti deteriorati e totale crediti è rimasto contenuto, intorno all’1,9%. Segnali di tensione sono emersi in specifici comparti: i prestiti garantiti da immobili commerciali e i finanziamenti alle piccole e medie imprese mostrano incidenze superiori alla media (rispettivamente circa 4,6% e 4,9%). I crediti classificati in Stage 2, ossia quelli con rischio di deterioramento significativamente aumentato, sono aumentati solo marginalmente, passando dal 9,5% del 2024 al 9,6% nel dato più recente.
Prospettive, rischi e temi regolamentari
Tra le questioni aperte la supervisione ha posto l’accento sull’uscita delle banche europee dalle attività in Russia e sulla necessità di completare l’architettura dell’Unione bancaria, in particolare attraverso l’istituzione di un meccanismo condiviso di tutela dei depositi.
Claudia Buch ha commentato:
“Il percorso di uscita dalle attività in Russia è sulla buona strada.”
Completare l’Unione bancaria e realizzare un sistema di assicurazione unica dei depositi sono ritenuti elementi essenziali per ridurre frammentazione e rischi sistemici nell’area dell’euro. Tale completamento richiede coordinamento fra istituzioni europee e autorità nazionali, nonché accordi politici su coperture comuni e meccanismi di backstop.
Nel valutare le prospettive, la vigilanza continua a monitorare gli impatti potenziali derivanti dall’aumento dei costi per le imprese, dalle tensioni geopolitiche e dall’evoluzione dei modelli di business bancari, inclusi i rischi legati a tecnologie digitali e nuove forme di offerta finanziaria non bancarie. La combinazione di robustezza patrimoniale, liquidità e redditività costituisce però un elemento favorevole per la resilienza del settore nel medio termine.