Comitato della Camera dei Lord del Regno Unito esorta la Banca d’Inghilterra a rivedere le restrizioni proposte sulle stablecoin
- 3 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un comitato della House of Lords del Regno Unito ha invitato la Bank of England a riconsiderare i limiti proposti per le detenzioni di stablecoin da parte dei consumatori, oltre a rivedere i requisiti che obbligherebbero gli emittenti a detenere almeno il 40% delle attività di copertura in depositi presso la banca centrale privi di rendimento.
Contesto normativo e definizione
Le stablecoin sono token digitali ancorati al valore di attività finanziarie tradizionali, come valute fiat quali il dollaro statunitense o la sterlina. Negli ultimi anni banche centrali e legislatori hanno iniziato a costruire quadri regolamentari per l’emissione e l’uso di questi strumenti, e la Bank of England è stata tra le autorità che hanno proposto misure più stringenti rispetto ad altri mercati.
Le proposte contestate
La Bank of England aveva suggerito limiti di detenzione pari a 20.000 sterline per singolo individuo e 10 milioni di sterline per le imprese, oltre alla regola che impone una quota minima del 40% delle attività di copertura in depositi centrali senza rendimento. Diversi operatori del settore avevano giudicato tali misure eccessivamente restrittive, con il rischio di penalizzare la competitività del mercato britannico rispetto ad altri paesi.
Posizione del comitato della House of Lords
Il comitato trasversale per la regolazione dei servizi finanziari della House of Lords ha raccomandato un approccio più prudente e graduale:
House of Lords ha dichiarato:
“Considerata la fase ancora iniziale del mercato delle GBP stablecoin, invece di imporre limiti di detenzione in via preventiva la Banca dovrebbe valutare la crescita del mercato e fissare limiti solo se i rischi per la stabilità finanziaria lo richiedono chiaramente.”
Impatto sulle imprese emittenti
Il rapporto mette in guardia sul fatto che i vincoli sulle attività di copertura potrebbero compromettere la redditività e la sostenibilità commerciale degli emittenti di stablecoin nel Regno Unito, alterando i modelli di liquidità e i margini derivanti dalla gestione delle riserve. Per alcune startup fintech, obblighi eccessivi sui rendimenti delle riserve possono rendere difficile attrarre capitali o mantenere l’attività sul territorio nazionale.
Replica della Bank of England
La Bank of England ha manifestato l’intenzione di rivedere le proposte alla luce delle osservazioni ricevute. In particolare la deputata governatore per la stabilità finanziaria, Sarah Breeden, ha riconosciuto la necessità di un approccio meno rigido.
Sarah Breeden ha ammesso:
“Le nostre proposte sono risultate eccessivamente caute; stiamo esaminando attentamente soluzioni alternative per gestire il rischio che riteniamo importante con l’ingresso delle stablecoin.”
Riflessioni sui possibili sviluppi regolatori
Un approccio basato sul monitoraggio e sull’intervento mirato—piuttosto che su limiti fissi e preventivi—potrebbe favorire l’innovazione e la permanenza di operatori nel mercato britannico, preservando al contempo la stabilità finanziaria. Tra le opzioni praticabili figurano sistemi di segnalazione intensificata, requisiti di capitale scalabili in funzione dei rischi effettivi e l’uso di programmi pilota o sandbox regolamentari.
Per gli investitori e i soggetti interessati nel contesto europeo e italiano, la direzione che prenderanno le autorità britanniche avrà effetti indiretti: un regolatore più permissivo potrebbe attirare emittenti e capitale verso il Regno Unito, mentre norme più rigide potrebbero incentivare la delocalizzazione verso giurisdizioni percepite come più favorevoli.
Considerazioni finali
Il dibattito mette in evidenza il bilanciamento necessario tra innovazione fintech e gestione del rischio sistemico. La scelta tra misure preventive e interventi basati su evidenze avrà conseguenze pratiche sia per la competitività dei mercati finanziari sia per la protezione dei risparmiatori.
In sintesi
- Un approccio regolatorio meno restrittivo potrebbe preservare la competitività del mercato fintech nel Regno Unito e limitare la fuga di emittenti che altrimenti cercherebbero giurisdizioni più favorevoli, con ricadute sui centri finanziari europei.
- I requisiti di liquidità e rendimento imposti alle riserve influenzeranno i margini degli emittenti: per gli investitori significa valutare la sostenibilità dei business model delle società che emettono stablecoin.
- Per il sistema finanziario italiano, una regolamentazione dinamica e basata su dati potrebbe facilitare l’integrazione di soluzioni digitali senza compromettere la stabilità, offrendo opportunità a operatori locali attivi nel mercato dei pagamenti e delle valute digitali.