Dalla prevenzione la spinta che serve al paese
- 19 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Mettere al centro la prevenzione come leva strategica per contenere i costi del sistema sanitario e, al contempo, sostenere la produttività e la competitività del Paese è stato il tema principale discusso durante il forum organizzato da Assolombarda nell’ambito del Life Science Forum.
Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, ha detto:
“La prevenzione è una leva strategica per la sostenibilità dei conti pubblici e per la competitività nazionale. Accogliamo positivamente i fondi aggiuntivi previsti nella legge di bilancio, ma è necessario un cambio di passo: una governance più flessibile e orientata agli investimenti, capace di garantire continuità e risultati misurabili. Chiediamo inoltre che Bruxelles consideri la salute non come un costo ma come un investimento, con particolare riguardo agli interventi di prevenzione.”
Strategia e risorse
Nel dibattito è stato sottolineato che le risorse aggiuntive introdotte in bilancio rappresentano un passo in avanti, ma non bastano da sole: serve una programmazione che privilegi interventi preventivi a lungo termine, criteri di valutazione chiari e strumenti che facilitino investimenti pubblici e privati nel settore.
Si è evidenziata la necessità di una governance in grado di coordinare politiche regionali e nazionali, promuovendo partenariati con il mondo della ricerca e dell’industria per tradurre gli investimenti in risultati concreti sul territorio.
Obiettivo: un circolo virtuoso
L’obiettivo dichiarato è creare un circolo virtuoso in cui campagne di immunizzazione e programmi di screening riducano le spese dirette per le cure, diminuendo la pressione sui servizi ospedalieri e aumentando la capacità produttiva complessiva grazie a una popolazione in miglior stato di salute.
Secondo gli intervenuti, misure preventive efficaci possono tradursi in risparmi per la sanità pubblica e in benefici economici misurabili, con effetti positivi anche su assenteismo, produttività e costi sociali indiretti.
Vincoli europei e proposta di riforma contabile
Una questione centrale emersa è la disciplina dei conti pubblici a livello europeo: le attuali regole del patto di stabilità non prevedono lo scorporo delle spese per la prevenzione, trattandole come spesa corrente. I partecipanti hanno quindi proposto che la UE riconsideri la classificazione di questi interventi, riconoscendone il carattere di investimento per permettere una gestione finanziaria più favorevole.
Se considerata come investimento, la prevenzione potrebbe essere contabilizzata diversamente, favorendo interventi di ampia portata e con ritorni sul medio-lungo periodo, sia in termini di salute pubblica sia di sostenibilità dei conti.
Evidenze e ritorni economici
Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e Sanità Pubblica presso la Università Vita-San Raffaele di Milano, ha osservato:
“Un euro investito in prevenzione può generare benefici fino a sedici volte superiori, a seconda dell’intervento e del contesto.”
I dati presentati al forum mostrano esempi concreti: nella Lombardia, l’intensificazione delle misure preventive in alcuni ambiti ha coinciso con un calo significativo dei ricoveri per bronchioliti neonatali nell’anno di maggiore intervento. Questi risultati vengono citati come indicazione della capacità della prevenzione di ridurre ricoveri e costi ospedalieri.
La regione dispone inoltre di una rete di ricerca particolarmente avanzata, con 18 IRCCS attivi sul territorio, fattore che rende la Lombardia un laboratorio importante per sperimentazioni e modelli trasferibili ad altre realtà nazionali ed europee.
Il comparto delle scienze della vita è riconosciuto come un asset economico rilevante: rappresenta oltre il 12% del PIL regionale e integra ricerca clinica, produzione e servizi, con impatti significativi sull’occupazione e sull’innovazione tecnologica.
Implicazioni politiche e prospettive
I partecipanti hanno chiesto politiche di lungo periodo che assicurino continuità degli interventi preventivi, indicatori di outcome condivisi e meccanismi di finanziamento sostenibili. Al centro della proposta c’è l’idea di valutare la prevenzione con criteri economici e sanitari che ne evidenzino il ritorno sull’investimento.
Per tradurre queste indicazioni in pratica sarà necessario un coordinamento tra livelli regionali, governo nazionale e istituzioni europee, oltre a strumenti di monitoraggio e valutazione che permettano di misurare l’efficacia delle politiche in termini di salute pubblica e impatto economico.
In conclusione, il forum ha ribadito che rafforzare la prevenzione non è soltanto una scelta sanitaria, ma anche una decisione strategica per la sostenibilità economica e la competitività del sistema-Paese.