Arrestato il manager della Cid a Saluggia: allarme in città

La conferma è arrivata in serata dalla Questura di Vercelli: la polizia ha arrestato il manager della Cid spa di Saluggia, filiale italiana della multinazionale turca Alvimedica S.Y., in esecuzione di un mandato internazionale emesso dalla magistratura della Turchia. Il dirigente, Ahmet Özcan, risultava latitante da quando, nel febbraio scorso, era stato formalmente incriminato in patria per i reati di frode aggravata ai danni del gruppo e di riciclaggio.

Dettagli dell’accusa

Secondo la denuncia avanzata dalla famiglia fondatrice della holding, assistita in Italia dallo studio legale Dla Piper, l’imprenditore avrebbe artificiosamente creato fondi fuori bilancio per un ammontare superiore ai 65 milioni di dollari. L’accusa descrive un meccanismo complesso di cessione di società con la promessa — poi non rispettata — di una successiva retrocessione ai legittimi proprietari.

Le indagini ipotizzano che le operazioni siano state pianificate per occultare valori patrimoniali e deviare risorse. I reati contestati, qualora confermati in sede processuale, configurerebbero gravissime violazioni della normativa penale societaria e finanziaria, con implicazioni per la responsabilità penale e civile degli amministratori coinvolti.

Il piano finanziario contestato

Gli atti d’inchiesta riferiscono che, nel 2023, per fronteggiare l’indebitamento di alcune società del gruppo, Özcan avrebbe persuaso la proprietà a procedere a una ristrutturazione finanziaria complessiva. Il progetto prevedeva il trasferimento temporaneo delle attività a veicoli societari costituiti nei Paesi Bassi, con l’impegno a restituire successivamente le partecipazioni al termine della riorganizzazione e in vista di un’ipotetica quotazione in borsa.

Operazioni di questo tipo, se regolarmente strutturate, possono essere strumenti leciti di ristrutturazione. Tuttavia, l’inchiesta sostiene che lo spostamento delle proprietà sia stato utilizzato per dissimulare prelievi di denaro e creare riserve non contabilizzate, compromettendo la trasparenza contabile e i diritti dei soci.

Procedura di estradizione

Secondo quanto comunicato dalla Questura di Vercelli, il fermo è avvenuto in esecuzione del mandato internazionale emesso dalle autorità giudiziarie turche. Il manager si sarebbe reso irreperibile dopo l’incriminazione, nonostante il ritiro del passaporto disposto dalle autorità competenti.

Le procedure di estradizione sono state avviate: la loro definizione comporterà gli adempimenti previsti dall’ordinamento nazionale in materia di cooperazione giudiziaria internazionale, con la verifica delle garanzie procedurali e la possibile pronuncia dell’autorità giudiziaria chiamata a decidere sulla consegna alle autorità straniere.

Impatto sul territorio e sui lavoratori

La società coinvolta fa parte del distretto biomedicale di Saluggia e impiega circa 200 addetti. Già lo scorso anno le organizzazioni sindacali si erano mobilitate in seguito alla scomparsa del manager, che era stato dato per irreperibile dopo l’avvio della vicenda giudiziaria.

Le ripercussioni sul posto di lavoro e sull’economia locale dipendono dall’evoluzione delle indagini e dalla capacità dell’azienda di garantire continuità produttiva e trasparenza gestionale. Autorità, sindacati e stakeholder del distretto stanno monitorando la situazione per tutelare i livelli occupazionali e la stabilità delle filiere produttive del settore biomedicale.

Al momento l’arresto rappresenta un passaggio procedurale nel più ampio sviluppo dell’inchiesta transnazionale; gli sviluppi successivi, sia sotto il profilo giudiziario sia sotto quello societario, definiranno le responsabilità e le misure necessarie per il risanamento e la tutela degli interessi coinvolti.



Author: Tony
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