Ho 65 anni, 2 milioni di dollari e nessun debito: conviene ancora pagare il consulente finanziario?

Un sondaggio del 2025 condotto da Northwestern Mutual mostra che gli americani ritengono che servano in media circa $1,26 milioni per andare in pensione in modo confortevole.

Al contrario, una rilevazione della Federal Reserve del 2022 evidenzia che il risparmio mediano per le persone tra i 65 e i 74 anni è pari a circa $200.000, segnalando un divario sostanziale rispetto alla cifra ritenuta necessaria.

Se vi state avvicinando alla pensione con un portafoglio di $2 milioni siete quindi in una posizione ben più solida della media: avete più risorse rispetto alla tipica persona della vostra fascia d’età e superate anche la cifra indicata come obiettivo per una pensione confortevole.

Resta però una domanda pratica: conviene assumere un consulente finanziario per gestire il vostro patrimonio pensionistico? La risposta dipende da una serie di fattori personali e di costo-beneficio.

Vantaggi di un consulente finanziario

Affidarsi a un professionista offre il vantaggio di avere un parere tecnico e distaccato: un consulente non è emotivamente coinvolto nelle vostre scelte e può aiutare a prendere decisioni razionali in momenti di volatilità o stress personale.

Un aspetto cruciale riguarda la pianificazione dei costi legati all’assistenza a lungo termine. Studi di settore, come quelli citati da Genworth, indicano che il costo medio di un’assistenza domiciliare può essere significativo e che una stanza privata in una struttura di cura può avere costi annuali molto elevati. Un consulente può aiutarvi a valutare coperture assicurative, riserve patrimoniali o strategie di protezione del capitale per far fronte a tali spese.

Un professionista esperto può inoltre identificare eventuali lacune del portafoglio: rischi di concentrazione, esposizione insufficiente all’inflazione o mancanza di soluzioni per generare reddito stabile in fase di decumulo.

Se intendete lasciare un patrimonio in eredità, un consulente può suggerire strumenti e strategie di pianificazione successoria che ottimizzino la trasmissione dei beni e mitigino l’impatto dell’inflazione sul valore reale del patrimonio nel tempo.

Costi e svantaggi

Il principale svantaggio è il costo. Molti consulenti applicano una commissione proporzionale al patrimonio gestito; se la tariffa è dell’1% su un portafoglio di $2 milioni, si traduce in $20.000 all’anno. Questa spesa può essere significativa, soprattutto se l’obiettivo principale nella pensione è la generazione di reddito stabile piuttosto che la crescita aggressiva del capitale.

Inoltre, non tutti i consulenti agiscono sempre nel miglior interesse del cliente: è importante verificare il mandato professionale, la struttura delle commissioni e se il professionista abbia l’obbligo fiduciario di privilegiare gli interessi del cliente rispetto ai propri.

Infine, molte decisioni di pianificazione successoria richiedono comunque l’intervento di un avvocato per la redazione di testamenti, trust o altri strumenti legali, con costi professionali separati rispetto a quelli del consulente finanziario.

Quando gestire il patrimonio da soli

Se siete riusciti a costruire e amministrare con successo un portafoglio di $2 milioni, potreste avere le competenze e la disciplina necessarie per continuare autonomamente. Vantaggi pratici includono l’assenza di commissioni e il pieno controllo delle scelte d’investimento.

La gestione autonoma è più plausibile se avete una solida conoscenza della diversificazione, della gestione del rischio e di come convertire il capitale in reddito sostenibile in pensione, oltre a una routine per rimanere informati sulle dinamiche dei mercati finanziari.

Come valutare un consulente

Prima di decidere, è sensato incontrare uno o due consulenti per capire cosa propongono: chiedete chiarezza sulla struttura delle commissioni, sul ruolo fiduciario, sulle referenze e su casi concreti di gestione in fasi di mercato avverse.

Valutate anche servizi aggiuntivi come la pianificazione fiscale, la gestione del rischio sanitario e l’integrazione con la pianificazione successoria: queste componenti possono giustificare il costo se il consulente fornisce una soluzione completa e personalizzata.

Conclusione

Un patrimonio di $2 milioni mette in una posizione finanziaria di vantaggio, ma la decisione di avvalersi di un consulente finanziario dipende da esigenze personali, tolleranza al rischio, capacità di gestione autonoma e valutazione dei costi rispetto ai benefici attesi.

In molti casi conviene almeno consultare un professionista per ottenere un secondo parere strutturato; se però siete ben organizzati e ottenete già la stabilità di reddito desiderata, potreste continuare a gestire autonomamente il patrimonio risparmiando le commissioni ricorrenti.

Questo testo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza personalizzata. Prima di intraprendere decisioni significative consultate i professionisti competenti e verificate la documentazione e i costi associati a qualsiasi servizio.