Nel primo trimestre il gruppo Prada vola con una crescita a doppia cifra

Ottimo avvio d’anno per il Gruppo Prada, quotato a Hong Kong, che ha chiuso il trimestre gennaio-marzo con segnali di crescita nonostante il peggioramento delle tensioni geopolitiche e delle dinamiche macroeconomiche. I ricavi netti si sono attestati a 1,428 miliardi di euro, in aumento del 14% su base annua a cambi costanti, con una crescita organica del 3%.

Le vendite retail sono salite del 10% (+1% organico) raggiungendo 1,245 miliardi di euro, con un confronto sul primo trimestre del 2025 che era caratterizzato da una base a doppia cifra (+13%) e una performance trainata dalle vendite a prezzo pieno.

Ancora segnali positivi da Miu Miu

Miu Miu ha continuato il suo percorso di crescita, con vendite retail in aumento del 2% nonostante la base di confronto molto impegnativa dell’anno precedente. Il marchio ha mostrato resilienza anche in presenza di un impatto negativo più marcato causato dal conflitto in Medio Oriente.

Per l’intero gruppo (che comprende i marchi Prada, Miu Miu, Car Shoes, Church’s e, a partire dal 2025, Versace) la performance è stata particolarmente buona nelle Americhe, con crescite a doppia cifra sostenute da investimenti recenti e da una solida esecuzione commerciale. La crescita in Asia Pacifico è stata sostenuta soprattutto da Greater China e dalla Corea, mentre il Giappone si è mantenuto stabile.

I ricavi netti di Versace sono stati pari a 143 milioni di euro, in linea con le aspettative del gruppo.

Il commento dei vertici

Patrizio Bertelli ha commentato:

“Ci troviamo a operare in un contesto estremamente complesso, caratterizzato da incertezza e dinamiche geopolitiche in rapida evoluzione. In questo scenario, coerenza e autenticità rimangono gli elementi portanti della creatività e del successo dei nostri marchi, insieme alla continua ricerca di agilità e flessibilità nei nostri processi, grazie anche alla forza della nostra struttura industriale diretta. Guardando al futuro, continueremo ad eseguire la nostra strategia con fiducia, forti delle solide basi costruite nel corso degli anni e con senso di responsabilità nei confronti dei nostri collaboratori e dei nostri partner.”

Andrea Guerra ha aggiunto:

“Il Gruppo ha continuato a crescere in un contesto difficile e contro la base di confronto più impegnativa dell’anno. Prada ha mantenuto una dinamica positiva, mostrando un ulteriore miglioramento delle vendite full price. Miu Miu continua a beneficiare di forte desiderabilità; sebbene il suo percorso di crescita ci porti a confrontarci con obiettivi molto elevati, siamo rassicurati dalla qualità di tale crescita, raggiunta senza compromessi, e siamo fiduciosi riguardo alle opportunità future. L’integrazione di Versace procede in linea con le aspettative, con focus sul rafforzamento di organizzazione e processi in vista della prossima fase di evoluzione creativa. La nostra strategia solida e ben articolata verso l’alto di gamma da un lato, e volta ad attrarre nuova clientela dall’altro, sarà determinante nei prossimi mesi. In parallelo, continueremo ad operare con disciplina, vigili ma fedeli all’ambizione di Gruppo di generare una crescita superiore alla media di mercato.”

Il bilancio del primo trimestre evidenzia punti di forza rilevanti per gli investitori: la capacità del gruppo di sostenere vendite a full price indica potenziali margini più solidi nel prossimo orizzonte, mentre la diversificazione geografica attenua il rischio concentrato su un singolo mercato. Tuttavia, permangono fattori di rischio legati alla volatilità dei flussi turistici, alle oscillazioni dei tassi di cambio e alle tensioni geopolitiche che possono impattare la domanda nelle regioni chiave.

L’inclusione di Versace nel perimetro operativo dal 2025 rappresenta un elemento strategico che dovrebbe ampliare l’offerta di prodotto e rafforzare la quota di mercato nel segmento del lusso. L’integrazione richiederà investimenti in organizzazione e processi, con possibilità di sinergie commerciali ma anche costi iniziali di consolidamento.

Per il mercato italiano e per gli operatori finanziari, la performance del Gruppo Prada è un indicatore della domanda globale per il lusso made in Italy: risultati robusti possono favorire l’appeal del settore in portafogli azionari e attrarre interesse da parte di investitori focalizzati su titoli di qualità e resilienza ciclica.

In sintesi

  • La crescita sostenuta delle vendite a full price suggerisce margini operativi potenzialmente più solidi, un elemento positivo per la valutazione azionaria del gruppo.
  • La forte diversificazione geografica, con spinta dalle Americhe e da Greater China, riduce la dipendenza da un singolo mercato ma mantiene la sensibilità di performance verso dinamiche macro e turistiche globali.
  • L’acquisizione e integrazione di Versace possono creare opportunità di espansione nel segmento alto di gamma, ma richiedono attenzione sugli investimenti e sulla gestione dei costi di integrazione nel breve termine.
  • Per gli investitori italiani, il dossier Prada rappresenta un caso di studio su come i brand del lusso nazionale possano bilanciare crescita organica e operazioni straordinarie per sostenere rendimento e resilienza in contesti incerti.