Berkshire Hathaway: profitti record dalle polizze, ma pesa il dopo Buffet

Da una parte Warren Buffett, che con l’ultima trimestrale ha confermato il passaggio di consegne a Greg Abel come amministratore delegato all’inizio del 2026; dall’altra, i risultati contabili appena pubblicati e le prospettive operative della holding. Questo duplice elemento serve da lente per comprendere l’evoluzione complessa di Berkshire Hathaway.

Il premio Buffett

L’«oracolo di Omaha» ha annunciato la transizione nella leadership, pur precisando che manterrà una quota significativa di azioni di classe A fino a quando gli azionisti non riterranno rassicurante la gestione del successore. A partire dal prossimo anno sarà comunque Greg Abel a presiedere l’assemblea annuale e a firmare la tradizionale lettera agli azionisti, un passaggio che segna una discontinuità simbolica e pratica rispetto al passato.

La prospettiva del cambio al vertice ha inciso sul valore di mercato: le azioni di entrambe le classi hanno registrato una fase di debolezza in prossimità dell’assemblea. Molti investitori retail attribuivano gran parte della fiducia nella società alla figura di Warren Buffett, perciò la transizione ha ridotto quel cosiddetto «premio Buffett» che aveva sostenuto il titolo per anni.

Lateralità e liquidità

Il trend ribassista avviatosi nel 2025 — poi trasformato in movimento laterale — è stato preceduto da un aumento del rapporto tra prezzo e valore di libro fino a circa 1,7 volte, rispetto a una media storica del decennio intorno a 1,3. Una valutazione elevata ha reso plausibile un ritracciamento fisiologico del titolo.

Allo stesso tempo, la holding deteneva una notevole liquidità pari a circa 358 miliardi di dollari al 30/9/2025. Per alcuni osservatori questa riserva è il segnale non di una pausa calcolata nella politica d’investimento, ma dell’incapacità di identificare opportunità adeguate in un mercato caratterizzato da valutazioni elevate, in particolare nelle società tecnologiche legate all’Intelligenza artificiale.

Questa combinazione di valutazioni alte e grande cassa ha alimentato il dibattito tra gli analisti: le attività operative restano solide, ma l’impiego efficiente della liquidità sarà cruciale per la performance futura e per la reputazione del nuovo management.

L’articolazione del business

Per valutare i risultati è utile ricordare la struttura del gruppo, suddivisa in cinque principali aree. La prima è il settore assicurativo, che distingue tra Underwriting (sottoscrizione e gestione delle polizze) e l’investimento del Float (le risorse finanziarie generate dall’attività assicurativa non immediatamente utilizzate per pagare i sinistri).

La seconda area è rappresentata dalle ferrovie, con BNSF Railway tra le maggiori società ferroviarie del Nord America. La terza comprende il comparto Energy, che abbraccia utility elettriche, gasdotti e iniziative nelle rinnovabili. La quarta area include la manifattura, i servizi e la distribuzione commerciale, mentre la quinta è l’ampio portafoglio di partecipazioni finanziarie, indicato come Investing, che sebbene non sia un’attività operativa influisce in misura determinante sui conti consolidati.

Il trend di bilancio

Nel terzo trimestre del 2025 l’utile netto consolidato di Berkshire Hathaway è stato di 30,86 miliardi di dollari, in aumento del 16,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Sul cumulato dei nove mesi invece si è osservata una contrazione della redditività, con un utile di 47,9 miliardi contro i 69,9 miliardi dell’anno precedente.

Gran parte della dinamica trimestrale positiva è riconducibile al segmento assicurativo, dove l’utile riconducibile alle attività di Underwriting è salito a 2,37 miliardi dai 0,75 miliardi del periodo precedente, favorita dalla quasi assenza di eventi catastrofici e dal recupero di risorse su sinistri passati. Il confronto beneficia inoltre dell’assenza di accantonamenti straordinari che avevano gravato il 2024.

Al contrario, la redditività derivante dagli investimenti finanziari ha sofferto per il calo dei tassi d’interesse, che ha ridotto i rendimenti sul portafoglio a reddito fisso. Anche il segmento Energy ha registrato minori guadagni, mentre la divisione industriale, commerciale e dei servizi ha mostrato segnali positivi, con un incremento dell’utile attribuibile dovuto alla ripresa della domanda e a strategie di efficienza dei costi.

Per l’area Investing il risultato è stato particolarmente volatile: tra gennaio e settembre 2025 l’utile attribuibile agli azionisti è stato di 17,2 miliardi, rispetto ai 36,39 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, contribuendo in modo significativo al calo della redditività complessiva sui nove mesi. Se però si isolano le sole attività operative, il profitto attribuibile agli azionisti nei primi nove mesi del 2025 risulta in aumento rispetto all’anno prima.

Scelte di investimento e utilizzo della cassa

Gli analisti continuano a interrogarsi su come verrà impiegata la grande cassa disponibile. Una prima risposta è arrivata dagli investimenti annunciati: l’acquisizione di una partecipazione significativa in Occidental Petroleum per circa 9,7 miliardi di dollari e una nuova posizione in Alphabet del valore di circa 4,3 miliardi.

Warren Buffett ha dichiarato:

“Ci piacerebbe spendere la liquidità, ma non lo faremo a meno che non siamo convinti di poter intraprendere operazioni con pochissimo rischio e che ci possano far guadagnare molto. Le opportunità al momento non sono attraenti.”

La linea di prudenza è stata ribadita anche dalle mosse sul portafoglio azionario: la partecipazione in Apple è stata progressivamente ridotta fino alle attuali 238,2 milioni di azioni, una scelta che riflette valutazioni azionarie elevate e una minore attrattività relativa rispetto agli standard storici del gruppo.

Dal punto di vista dei multipli, il rapporto Price to book value è stato indicato in prossimità di 1,5 volte sugli ultimi dodici mesi, ancora superiore alla mediana del settore di riferimento, mentre il rendimento sul totale degli asset (Return on total assets) si attestava su valori positivi, intorno al 5,5%, segno di una profittabilità operativa superiore alla media del comparto.

Implicazioni per gli investitori

Per gli azionisti e gli investitori privati la transizione a capo del gruppo introduce elementi di incertezza legati alla leadership e alla capacità del nuovo amministratore delegato di mantenere la filosofia di investimento che ha reso celebre la società. Al contempo, la robustezza delle attività operative e la qualità del portafoglio di partecipazioni offrono ancora un consolidato punto di partenza per valutare l’azienda.

In prospettiva, saranno i risultati economici e le decisioni sull’utilizzo della cassa a determinare la capacità del gruppo di ritrovare slancio nei mercati e di riconquistare la fiducia degli investitori, soprattutto se il management dimostrerà una strategia coerente e orientata al valore nel medio-lungo termine.



Author: Tony
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