Prezzo del Bitcoin sfonda i 98.000$, liquidazioni oltre 1,1 miliardi di dollari
- 14 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute ha affrontato una delle prove più severe degli ultimi tempi: il prezzo del Bitcoin è sceso al di sotto del livello di supporto critico dei 98.000 dollari, attestandosi intorno a BTC $97.014,68, in seguito a una forte ondata di vendite in un contesto di scarsa liquidità.
La compressione delle posizioni ha provocato oltre 1,1 miliardi di dollari in liquidazioni, circa la metà delle quali legate a coppie di scambio con Bitcoin, secondo i dati di mercato. Il settore degli altcoin ha sofferto maggiormente: Ether è calato di circa il 9% nelle 24 ore, mentre numerosi token hanno avuto ribassi a doppia cifra. Un indice rappresentativo del mercato è sceso dell’8%, e anche la migliore performance, quella di LTC, ha registrato una perdita del 3%.
La caduta delle criptovalute si è verificata in parallelo a un sell-off sui mercati azionari: i futures sul Nasdaq hanno perso circa il 2,95% nelle ultime 24 ore, evidenziando una correlazione ciclica tra i mercati tradizionali e quello digitale quando aumenta il rischio e diminuisce la liquidità.
Posizionamento sui derivati
L’indice di volatilità implicita a 30 giorni del Bitcoin ha mostrato un picco durante le ore asiatiche, raggiungendo un livello annualizzato vicino al 50%, per poi ridursi a circa il 47,8% nonostante il prezzo spot rimanga vicino ai minimi giornalieri intorno ai 97.000 dollari. Questo andamento indica che, nonostante la forte vendita, non si è verificata un’ondata di acquisti di opzioni dettata dal panico, ma piuttosto una reazione più calibrata da parte degli operatori.
Anche gli indicatori di volatilità per Ether hanno seguito dinamiche analoghe. L’interesse aperto (open interest) nei future su BTC è rimasto sostanzialmente stabile, mentre l’interesse aperto su ETH, SOL, XRP, SUI, ADA, LINK, UNI e la maggior parte degli altri token è diminuito di oltre il 5%, segnalando deflussi di capitale dal comparto.
Sui mercati dei future regolamentati, il premio sui contratti legati a Ether è sceso a circa il 4,26%, il livello più basso da aprile, mentre il premio sui future su Bitcoin è rimasto relativamente più elevato, superiore al 5%. Questa divergenza suggerisce una domanda relativa ridotta per ETH rispetto a BTC, nonostante il movimento relativo dei prezzi.
La fase di debolezza dei prezzi ha tuttavia aumentato la richiesta di opzioni put su diverse piattaforme specializzate: nei flussi su Bitcoin si sono osservati put spread e strutture di risk reversal, mentre per Ether hanno predominato put spread e spread diagonali calendarizzati. Tali strategie sono tipicamente utilizzate per copertura del rischio o per scommettere su ulteriori ribassi moderati.
Situazione nel mercato degli altcoin
Il sell-off a bassa liquidità ha colpito duramente il segmento degli altcoin: oltre a ETH $3.206,97, che ha perso più del 9% in 24 ore, token come AAVE $186,09, JUP $0,2916 e SUI $1,7894 hanno subito cali superiori al 10%.
Durante lo stesso periodo sono state liquidate posizioni in derivati per un valore complessivo superiore a 1,1 miliardi di dollari, di cui circa 510 milioni riferibili a Bitcoin. Molti altcoin sono così scesi sui minimi plurimensili: Aave si trova ai livelli più bassi da maggio e ETH ai livelli più bassi da luglio.
Il futuro degli altcoin dipenderà in larga misura dalla capacità del Bitcoin, considerato l’ancora del mercato, di recuperare il supporto a 98.000 dollari. Un mancato ritorno sopra quella soglia confermerebbe una tendenza al ribasso e l’eventuale inversione di mercato partendo dal picco di ottobre a 126.000 dollari.
Un elemento di relativa resilienza è venuto dal settore delle monete orientate alla privacy: Zcash e Monero sono rimaste in territorio positivo durante la giornata, sfidando la pressione generale. ZEC in particolare ha mostrato performance significative dall’estate, mentre il tema della privacy rimane un fattore narrativo per una parte degli investitori che privilegiano aspetti politici e libertariani rispetto alla pura speculazione.
Implicazioni per investitori e mercato
La combinazione di scarsa liquidità e leva finanziaria amplifica i movimenti di prezzo e può generare ondate di liquidazioni che accentuano la volatilità. Per gli operatori istituzionali e retail è fondamentale monitorare l’esposizione tramite margini e strumenti derivati, oltre a valutare la profondità dei mercati in cui si negozia.
Dal punto di vista regolamentare e strutturale, oscillazioni di questo tipo mettono in evidenza l’importanza di infrastrutture di mercato solide, meccanismi di gestione del rischio su piattaforme di scambio e trasparenza nei dati su open interest e liquidazioni. Autorità e operatori potrebbero intensificare l’attenzione su tali aspetti per mitigare rischi sistemici.
Per gli investitori a lungo termine, la raccomandazione prudente è mantenere una strategia coerente, diversificare le esposizioni e utilizzare strumenti di copertura quando necessario. Chi opera con orizzonti di breve periodo deve essere pronto a rapidi cambiamenti di scenario e a condizioni di mercato meno prevedibili dovute alla combinazione di volatilità e minor liquidità.