Senatori degli Stati Uniti chiedono al tesoro di non escludere gli stati dal processo sui stablecoin previsto dal GENIUS Act

Il dispiegarsi della normativa sui stablecoin negli Stati Uniti ha creato tensioni tra il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e le autorità di vigilanza statali, secondo un gruppo di senatori di entrambi gli schieramenti che chiedono un processo esplicito per certificare che la supervisione statale sia equivalente a quella federale.

Il provvedimento noto come Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins (GENIUS) Act, pensato per regolamentare gli emittenti di stablecoin, è in corso di traduzione in regole operative da parte di varie agenzie federali, incluso il Dipartimento del Tesoro. Tuttavia, la prima fase di lavoro sembra non aver convinto alcuni regolatori statali, che nel frattempo stanno preparando i propri regolamenti collegati al GENIUS Act, come emerge da una lettera inviata martedì da legislatori guidati dalla senatrice Cynthia Lummis, presidente della sottocommissione sul cripto della Commissione bancaria del Senato.

I firmatari hanno scritto:

“I principi finali del Tesoro per valutare se i regimi statali siano sostanzialmente simili al quadro normativo federale sono elementi critici in questo processo. I principi proposti sono stati pubblicati dal Tesoro ma non hanno affrontato la tempistica e i requisiti procedurali relativi alla certificazione statale.”

La preoccupazione centrale è che, senza una procedura chiara e tempi definiti, gli stati non dispongano di una via ufficiale per dimostrare che i propri standard di vigilanza raggiungono la parità con quelli federali, situazione che potrebbe generare incertezza per gli emittenti di stablecoin e per le istituzioni finanziarie coinvolte nei pagamenti digitali.

Oltre a Cynthia Lummis, la lettera è stata firmata da altri esponenti repubblicani e da alcuni senatori democratici, tra cui Angela Alsobrooks, Catherine Cortez Masto e Kirsten Gillibrand, a testimonianza della natura bipartisan delle perplessità espresse.

Perché la procedura di certificazione è importante

Il concetto di “sostanziale similarità” stabilisce se un regime normativo statale è sufficientemente allineato alle regole federali per consentire agli operatori di operare su scala nazionale senza duplicazioni o conflitti regolatori.

Se il meccanismo di certificazione non fosse chiaro, gli stati potrebbero applicare standard diversi che renderebbero più complessa la compliance per gli emittenti, aumentando i costi di conformità e il rischio di contenziosi. La chiarezza procedurale è altresì rilevante per gli investitori e per le banche che devono valutare l’esposizione normativa e i requisiti patrimoniali collegati ai servizi connessi ai stablecoin.

Impatto sul mercato e sulle imprese

L’incertezza regolatoria può rallentare l’adozione di soluzioni di pagamento basate su stablecoin, poiché gli operatori potrebbero attendere indicazioni definitive prima di lanciare prodotti su vasta scala. Inoltre, una possibile divergenza tra standard statali e federali rischia di frammentare il mercato interno, complicando operazioni transfrontaliere e rapporti con partner esteri.

Per gli investitori istituzionali e i gestori patrimoniali, l’assenza di un quadro uniforme aumenta la difficoltà di valutare il rischio regolamentare a medio termine, incidendo sulle scelte di allocazione e sulle strategie di ingresso nel settore dei pagamenti digitali.

Prospettive e possibili evoluzioni

È probabile che il confronto tra il Dipartimento del Tesoro e le autorità statali prosegua attraverso consultazioni pubbliche e richieste formali di chiarimenti. Le opzioni includono l’emissione di ulteriore guidance da parte del Tesoro, un processo di certificazione strutturato con scadenze definite, o un intervento normativo più dettagliato da parte del Congresso per fissare regole procedurali vincolanti.

In assenza di una soluzione condivisa, il rischio di contenziosi giudiziari rimane concreto e potrebbe prolungare i tempi di implementazione delle nuove regole, con effetti diretti su innovazione finanziaria e competitività delle imprese fintech.

Rilevanza per lettori e operatori europei

Dal punto di vista europeo e italiano, lo sviluppo normativo statunitense è significativo perché influenza prassi di mercato, standard tecnici e dinamiche di interoperabilità internazionale. Le imprese italiane che intendono offrire servizi collegati ai stablecoin dovranno monitorare attentamente l’evoluzione delle procedure di certificazione per valutare rischi di compliance e opportunità di ingresso nel mercato statunitense.

Inoltre, una maggiore certezza negli Stati Uniti potrebbe accelerare la definizione di standard globali, mentre incertezza e frammentazione potrebbero favorire approcci regolatori alternativi implementati dall’Unione europea o da singoli paesi.

In sintesi

  • La mancanza di una procedura chiara per certificare la “sostanziale similarità” alimenta incertezza regolatoria che può rallentare l’adozione dei stablecoin e aumentare i costi di compliance per gli emittenti.
  • Per gli investitori istituzionali, la frammentazione normativa rappresenta un fattore di rischio che potrebbe ridurre l’appetito per esposizioni nel settore dei pagamenti digitali fino a quando non emergerà chiarezza normativa.
  • Un meccanismo di certificazione ben definito favorirebbe la concorrenza e ridurrebbe le barriere all’ingresso, con potenziali ricadute positive per l’innovazione fintech anche in Europa e in Italia.


Author: Tony
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