Crosetto: valutare il ritiro di Unifil o una nuova presenza dell’Onu, ruolo cruciale delle Nazioni Unite anche a Gaza e in Ucraina
- 12 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Guido Crosetto ha detto:
“Cordiale e costruttivo incontro con il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le Operazioni di Pace, Lacroix. Al centro del dialogo, il ruolo essenziale delle Nazioni Unite nell’attuale scenario internazionale e la necessità di un multilateralismo rinnovato, capace di rafforzare l’efficacia delle missioni di pace e delle iniziative di stabilizzazione. La missione UNIFIL rappresenta un pilastro fondamentale per la stabilità e la sicurezza dell’intero Medio Oriente. Occorre pertanto valutare con attenzione modalità e tempi di un eventuale ritiro o, in alternativa, la possibilità di assicurare una nuova e solida presenza internazionale che ne raccolga l’eredità e ne garantisca la continuità.”
Guido Crosetto ha aggiunto:
“L’auspicabile presenza delle Nazioni Unite anche a Gaza costituirebbe una delle più importanti opportunità per promuovere pace, dialogo e sicurezza duratura nella regione. L’Italia conferma il proprio fermo sostegno all’Onu, foro privilegiato per la risoluzione pacifica delle controversie internazionali e unica vera alternativa all’instabilità e alla guerra.”
Guido Crosetto ha proseguito:
“Il multilateralismo resta la chiave per un ordine internazionale più stabile, giusto e sicuro, e rende oggi ancora più evidente la necessità di un ruolo attivo delle Nazioni Unite anche nella crisi in Ucraina, dove la comunità internazionale avrebbe bisogno di un segno tangibile di unità e responsabilità condivisa. L’Italia continuerà a garantire il proprio contributo qualificato alle missioni di pace, a beneficio della sicurezza globale e della stabilità internazionale.”
Il ruolo delle Nazioni Unite nelle missioni di pace
Le operazioni di pace delle Nazioni Unite mirano a prevenire conflitti, proteggere i civili e facilitare soluzioni politiche sostenibili. Il sottosegretario per le Operazioni di Pace, Lacroix, coordina i contributi militari e civili degli Stati membri e valuta la fattibilità delle missioni in contesti complessi. La discussione con rappresentanti nazionali, come quella citata dal ministro della Difesa, rientra nelle pratiche diplomatiche necessarie per adattare mandati e risorse alle mutevoli condizioni sul terreno.
Un rafforzamento del multilateralismo implica un coordinamento più stringente tra gli organismi internazionali, gli Stati contributori di truppe e le autorità locali, nonché l’adozione di strategie di stabilizzazione che integrino aspetti di sicurezza, governance e sviluppo socio-economico.
La missione UNIFIL e la proroga del mandato
La missione UNIFIL opera nel sud del Libano con l’obiettivo di sostenere il ritiro delle forze straniere, assistere le autorità libanesi nel ripristino della sovranità e contribuire al mantenimento della sicurezza lungo la linea di confine. Negli anni la sua presenza è stata giudicata un elemento stabilizzante per l’intera area del Medio Oriente, anche in funzione deterrente rispetto a escalation transfrontaliere.
Il mandato della missione è stato prorogato in agosto fino al 31 dicembre 2026, con una disposizione che prevede un ulteriore anno, il 2027, per completare il ritiro del personale qualora fosse deciso il disimpegno. Tale decisione riflette un equilibrio tra la necessità di evitare vuoti di sicurezza e le pressioni politiche che chiedono un ridimensionamento della presenza internazionale.
Pressioni internazionali e obiettivi regionali
La scelta relativa al prosieguo o alla conclusione della missione è stata influenzata dalle richieste avanzate da Israele e da alcuni alleati, in particolare gli Stati Uniti, che ritengono opportuno che sia l’esercito libanese a farsi carico della sicurezza e delle operazioni di disarmo verso gruppi armati come Hezbollah nel sud del paese. Questa posizione si basa sull’idea che il rafforzamento delle istituzioni nazionali sia la soluzione duratura ai problemi di sicurezza.
Tuttavia, la transizione verso una piena responsabilità delle autorità locali presenta rischi concreti: il progressivo ritiro delle forze internazionali potrebbe creare un vuoto difficilmente colmabile a breve termine, mentre il processo di disarmo di milizie radicate nell’assetto politico e sociale del Libano richiederà tempo, garanzie politiche e accordi regionali.
Implicazioni per Gaza, Ucraina e la politica italiana
La richiesta di una presenza delle Nazioni Unite a Gaza e il richiamo a un ruolo più attivo in Ucraina evidenziano come le crisi contemporanee richiedano risposte multilaterali coordinate. Una missione ONU in aree caratterizzate da conflitti asimmetrici dovrebbe includere elementi di protezione civile, assistenza umanitaria, monitoraggio dei diritti umani e supporto alla ricostruzione delle istituzioni.
Per l’Italia, mantenere un contributo qualificato alle missioni di pace significa intervenire sia sul piano politico-diplomatico sia con personale militare e civile specializzato. Ciò riallinea la politica estera italiana su strategie volte a prevenire escalation, a favorire processi di pace negoziata e a sostenere la stabilità internazionale attraverso canali multilaterali.
Il dibattito sulla continuità o sul ritiro delle forze internazionali rimane aperto e dipenderà dall’evoluzione della situazione sul campo, dall’impegno delle autorità locali e dal grado di cooperazione tra attori regionali e internazionali.