Ecco perché i rialzisti di bitcoin devono guardare da vicino i tassi d’interesse – Crypto Daily

Bitcoin ha riguadagnato terreno a circa BTC$65.946,22, riportando ottimismo sui mercati e alimentando valutazioni secondo cui l’attuale salita sarebbe l’avvio di un nuovo trend rialzista con obiettivi molto oltre il massimo dell’anno scorso intorno a $126.000.

Valutazioni rettificate per il costo del capitale

Un’analisi più approfondita prende in considerazione il ruolo del costo del capitale, misurato dal rendimento del titolo decennale statunitense, noto come US10Y. Rapportando i prezzi nominali a questo rendimento emergono metriche come il rapporto BTC/US10Y e il rapporto Nasdaq/US10Y, utili a valutare l’effettivo valore relativo degli asset rispetto al costo del denaro.

Nonostante i record nominali registrati nell’ultimo anno, entrambi i rapporti non hanno superato i massimi osservati tra il 2020 e il 2021. Questo suggerisce che, una volta corrette per il rendimento obbligazionario, le vere vette macro per Bitcoin e per il settore tecnologico sono probabilmente quelle del biennio 2020-21.

Come può risolversi la divergenza

La discrepanza tra prezzi in dollari e valutazioni aggiustate può essere ricondotta a due esiti alternativi. Il primo vede un crollo dei tassi di interesse che riduce il denominatore (il rendimento) e spinge i rapporti verso nuovi breakout. Il secondo prevede una correzione dei prezzi in dollari di Bitcoin e delle azioni tecnologiche, che si riallineerebbero così alla debolezza strutturale mostrata dai rapporti.

Perché lo scenario di aggiustamento dei prezzi è più probabile

Due elementi rendono più probabile lo scenario di riduzione dei prezzi: il primo è l’atteggiamento ancora restrittivo della Federal Reserve, con segnali e discorsi che non hanno escluso ulteriori rialzi dei tassi; il secondo è che un calo repentino dei rendimenti nominali richiederebbe un cambio di politica monetaria significativo o una discesa dell’inflazione molto più rapida di quanto atteso.

In assenza di un pivot credibile delle banche centrali, i multipli corretti per il rendimento tendono a segnalare una sopravvalutazione relativa rispetto ai livelli di costo del capitale correnti. Ciò implica che i corsi espressi in dollari potrebbero dover moderarsi per ripristinare una coerenza statistica con i rendimenti reali e nominali.

Implicazioni per gli investitori

Per gli investitori italiani è importante leggere questa dinamica con una doppia lente: la valutazione relativa degli asset rischiosi rispetto ai rendimenti obbligazionari e l’esposizione valutaria rispetto all’euro. Un rialzo persistente dei rendimenti statunitensi può penalizzare asset ad alto rischio e contemporaneamente rafforzare il dollaro, impattando ritorni in euro.

Strategie possibili includono una parziale riduzione delle posizioni più speculative, l’uso di coperture valutarie per posizioni in dollari, e una diversificazione verso strumenti a reddito fisso con scadenze e qualità creditizia differenziate. Anche gli investimenti in settori meno sensibili al tasso di sconto possono contribuire a mitigare la volatilità.

È inoltre utile monitorare indicatori macro come il percorso dell’inflazione, le comunicazioni del Federal Reserve e i dati sul mercato del lavoro statunitense, poiché queste variabili determinano in larga misura il sentiero dei rendimenti reali e, di conseguenza, le valutazioni corrette degli asset rischiosi.

Prospettive e fattori di rischio

I principali fattori che potrebbero ribaltare l’attuale valutazione includono shock macro imprevisti (ad esempio una rapida disinflazione o un cambio netto nella politica monetaria), eventi geopolitici di ampia portata o variazioni strutturali nella domanda di tecnologia e mercato delle criptovalute.

Al contrario, se la dinamica dei tassi dovesse rimanere su livelli elevati, gli asset più levereggiati o valutati su aspettative di crescita molto pronunciate potrebbero subire correzioni significative, favorendo soluzioni più difensive e strumenti indicizzati ai rendimenti reali.

Conclusione

La ripresa dei corsi di Bitcoin ha riacceso il sentimento positivo, ma una lettura che integra il US10Y mostra come i massimi reali di mercato siano probabilmente già passati nel 2020-21 se si considera il costo del capitale. Per gli investitori è quindi cruciale valutare non solo i prezzi nominali, ma anche il contesto dei tassi d’interesse e le possibili traiettorie della politica monetaria.

In sintesi

  • Una valutazione corretta per il rendimento decennale statunitense ridimensiona la forza apparente di Bitcoin e del Nasdaq, suggerendo maggior prudenza nella sovraesposizione.
  • Per gli investitori italiani la forza del dollaro e i livelli dei rendimenti Usa sono fattori critici che possono erodere i ritorni in euro; la copertura valutaria diventa quindi rilevante.
  • Strategie difensive e diversificazione tra duration, qualità creditizia e asset reali possono mitigare il rischio in uno scenario di tassi elevati o stagnanti.
  • Un possibile pivot delle banche centrali rimane il principale catalizzatore per un nuovo rally genuino: fino ad allora, il mercato potrebbe vedere fasi di riallineamento dei prezzi nominali rispetto ai rendimenti.


Author: Tony
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