Scivola a 103.000 $, sol, xrp e sui calano del 5% per prese di profitto

La ripresa dei mercati cripto registrata lunedì si è rapidamente dissolta martedì: Bitcoin (BTC) è tornato sui 103.000 dollari dopo aver superato brevemente i 107.000 dollari nella notte.

Durante le ore di contrattazione negli Stati Uniti il prezzo di Bitcoin è sceso fino a circa 102.900 dollari, segnando un calo del 2,5% nelle 24 ore precedenti e annullando i guadagni sostenuti dalle speranze legate al piano di “dividendo tariffario” del Presidente Donald Trump e alle attese di una rapida conclusione dello shutdown governativo.

Anche Ether (ETH) ha registrato un calo, scendendo del 2,3% sotto i 3.500 dollari, mentre large-cap altcoins come Solana (SOL), XRP e SUI sono scesi tra il 4% e il 5%, in un movimento di vendita diffuso attraverso gli asset digitali.

Ribassi nelle azioni legate alle criptovalute

La pressione al ribasso si è estesa anche alle azioni correlate al mondo cripto, in particolare tra le società di mining di bitcoin che vengono percepite come play infrastrutturali nell’ondata di investimenti legati all’intelligenza artificiale.

Tra le quotate più penalizzate, CleanSpark ha perso circa l’8%, Hut 8 quasi il 9% e Core Scientific ha ceduto l’11,5% nelle prime contrattazioni; anche TeraWulf e Bitdeer hanno registrato cali a doppia cifra.

Risultati societari e domanda per infrastrutture AI

La debolezza settoriale è stata in gran parte causata da una serie di trimestrali e guidance inferiori alle attese, che suggeriscono una correzione del trade sulle infrastrutture AI dopo aspettative molto elevate di incremento della domanda di capacità di calcolo.

Il fornitore di cloud computing CoreWeave ha rivisto al ribasso le stime per il prossimo trimestre, citando ritardi nello sviluppo dei data center; il titolo ha così lasciato sul terreno il 15%, tornando ai minimi da settembre.

TeraWulf ha riportato utili deludenti, BitDeer ha registrato perdite più ampie del previsto e ritardi nella consegna dei suoi chip ASIC di nuova generazione hanno ulteriormente pesato sul sentiment.

Ad acuire il quadro negativo è stata anche la notizia che SoftBank ha venduto l’intera partecipazione, del valore di circa 5,8 miliardi di dollari, nel colosso dei chip e riferimento per l’AI, Nvidia, contribuendo a una flessione del titolo intorno al 3,5% e a una caduta dell’indice Nasdaq dello 0,7%; l’S&P 500 ha perso circa lo 0,3%.

Indicatori macro e aspettative sui tassi

Sul fronte macroeconomico, un report sui posti di lavoro nel settore privato statunitense ha indicato un calo delle assunzioni medie settimanali nelle quattro settimane con termine il 25 ottobre, segnalando un possibile indebolimento del mercato del lavoro.

Gli strumenti di mercato ora prezzano una probabilità significativa di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre: il tool CME FedWatch indica una probabilità intorno al 67%, mentre una piattaforma di previsione alternativa mostra una stima leggermente superiore, intorno al 72%.

CME gap e range di prezzo di Bitcoin

Con il crollo di martedì Bitcoin ha colmato il cosiddetto “CME gap” formato durante il fine settimana: si tratta del divario che si crea quando i future su bitcoin sul CME, mercato privilegiato dagli investitori istituzionali statunitensi, aprono su livelli diversi rispetto alla chiusura della sessione precedente.

James Van Straten ha osservato:

“Il ripasso dei gap dei future del CME è un comportamento frequentemente osservato sul mercato, anche se non tutti i gap vengono necessariamente colmati.”

Nonostante i movimenti recenti, Bitcoin rimane compreso in un intervallo operativo tra i 100.000 e i 110.000 dollari, continuando una fase di consolidamento che molti operatori interpretano come una pausa prima di una possibile nuova spinta direzionale.

Commenti degli operatori

Jasper De Maere, stratega desk OTC presso la trading firm Wintermute, ha spiegato:

“Per quanto riguarda le altcoin, il tema resta la presa di profitto sui rialzi, che genera sovraperformance di breve durata. Il consenso si sta consolidando: prima devono muoversi al rialzo le principali criptovalute.”

Paul Howard, senior director presso la trading firm Wincent, ha aggiunto:

“Se l’economia statunitense dovesse mostrare segnali di miglioramento con la fine dello shutdown, il livello di supporto a 100.000 dollari per BTC dovrebbe rimanere solido.”

In sintesi, il mercato ha utilizzato il rimbalzo iniziale come occasione di realizzo dei profitti, con vendite diffuse sia sugli asset digitali che sulle azioni esposte all’ecosistema cripto e alle infrastrutture AI; i prossimi dati macro e le trimestrali societarie saranno centrali per definire la direzione nei prossimi giorni.



Author: Tony
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