Dai miliardi per comprare missili e carri armati ai militari di Strade Sicure: scontro tra la Lega e Crosetto
- 11 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il clima politico, alimentato dall’avvicinarsi delle elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto, ha intensificato le prese di posizione pubbliche su temi di sicurezza e difesa. In questo contesto si registrano frequenti interventi del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e del suo partito, la Lega, su questioni tradizionalmente di competenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto di Fratelli d’Italia. Le divergenze spaziano dall’uso delle risorse per l’acquisto di sistemi d’arma all’impiego dei militari in operazioni di sicurezza sul territorio come Strade sicure.
Interventi di Matteo Salvini e critica alla manovra
Nel corso di un’iniziativa politica tenuta a Bari in vista del voto regionale, il leader leghista ha espresso una forte critica alla direzione della prossima legge di bilancio, ponendo l’accento su priorità diverse rispetto agli acquisti militari.
Matteo Salvini ha dichiarato:
“Dover fare delle leggi di bilancio dove dobbiamo trovare dei miliardi di euro per comprare missili, carri armati e sommergibili, non è la mia legge di bilancio. Per difendere i confini? Certamente, però il governo italiano dice che non esistono solo i confini a Est da difendere, il problema italiano non è l’invasione dei carri armati da Mosca, il problema italiano è l’invasione in corso da parte di un’orda di clandestini che poi ci portano problemi nelle nostre case, nelle nostre piazze.”
Matteo Salvini ha aggiunto:
“Dobbiamo spendere dei soldi per la difesa? Sì, e allora assumiamo dei Carabinieri, mettiamo i militari sui treni, fuori dalle scuole dove vendono droga ai nostri figli. Lasciamo perdere il resto.”
Il giudizio sulla crisi in Ucraina
Salvini ha anche collegato la questione degli aiuti militari all’escalation del conflitto in Ucraina, sottolineando come l’invio di armi possa prolungare le ostilità e auspicando una fase di stabilizzazione prima degli interventi economici e di ricostruzione.
Matteo Salvini ha osservato:
“Più armi produciamo e inviamo più la guerra va avanti, poi saranno Zelensky e Putin a decidere cosa faranno. Da ministro delle Infrastrutture non vedo l’ora di portare le aziende italiane in Ucraina per la ricostruzione. Ma posso ricostruire quando smettono di spararsi.”
Il dibattito su Strade sicure e la presenza dei militari
Al centro della controversia c’è anche il futuro di Strade sicure, l’operazione avviata nel 2008 che impiega personale del Forze Armate — in particolare Esercito, Marina e Aeronautica — per affiancare le forze di polizia nelle attività di prevenzione e controllo del territorio. Attualmente il contingente impiegato si aggira intorno alle 6.800 unità distribuite in oltre cinquanta città.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha evidenziato l’esigenza di rafforzare l’organico delle Forze armate per far fronte a nuove sfide di sicurezza, richiamando la necessità di superare limiti legislativi che oggi vincolano il personale.
Guido Crosetto ha detto:
“La legge 244, quella che fissa il limite sul personale della Difesa a 170mila unità, dobbiamo buttarla via. Lo spirito con cui è nata è morto. Il personale va aumentato. Abbiamo bisogno di 30mila unità in più per la Difesa, dovremmo arrivare a 200mila unità.”
Secondo il ragionamento del ministro, in uno scenario in cui si rende necessario un aumento complessivo del personale la cessione delle unità oggi impiegate in Strade sicure risulterebbe difficilmente sostenibile per il dicastero della Difesa.
Reazioni e proposte della Lega
La posizione espressa da Guido Crosetto ha suscitato repliche da parte della Lega, che ha invece chiesto di potenziare il contingente e di mantenere l’impiego dei militari sul territorio come presidio di sicurezza.
Igor Iezzi ha commentato:
“Altro che tagliare i militari di Strade sicure, anzi: il contingente in strada andrebbe aumentato di almeno altre mille unità. Questo è un presidio di sicurezza prezioso per tutto il territorio italiano.”
In commissione Difesa alla Camera il capogruppo della Lega, Eugenio Zoffili, ha presentato una risoluzione per chiedere l’ampliamento dei contingenti impegnati in Strade sicure e per potenziare le iniziative collegate come le Stazioni sicure. Nella risoluzione si sottolinea il ruolo deterrente di questi presidi contro terrorismo, traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina e reati ambientali in aree sensibili.
Implicazioni e possibili scenari
La discussione evidenzia un dilemma comune nella politica della sicurezza: trovare un equilibrio tra investimenti in capacità militari di difesa nazionale e risorse destinate alla sicurezza interna e al presidio del territorio. Da un lato, incrementare personale e mezzi delle Forze armate risponde a esigenze strategiche e agli impegni internazionali; dall’altro, l’uso delle stesse risorse per potenziare la sicurezza urbana e ferroviaria risponde a istanze percepite come prioritarie dagli elettori.
Le decisioni sul finanziamento degli acquisti militari, sull’assunzione di personale nelle forze dell’ordine e sulla permanenza o l’ampliamento di operazioni come Strade sicure avranno ricadute sulla spesa pubblica, sulla pianificazione delle forze armate e sui rapporti interni alla maggioranza di governo. Il confronto parlamentare sulle risorse e sui limiti normativi, come la legge 244 che fissa attualmente un tetto al personale, sarà dunque centrale nelle prossime settimane.
In assenza di una sintesi chiara fra le diverse sensibilità del governo, la discussione rischia di trasferirsi sul terreno politico-elettorale, condizionando scelte tecniche e di bilancio che richiederebbero invece valutazioni strategiche a lungo termine sul ruolo delle forze armate e delle forze di polizia nella sicurezza nazionale e pubblica.