Dove sarà tra un anno (5 nov)

Le azioni di Nvidia Corp. hanno registrato una performance significativa negli ultimi mesi: il titolo è salito di oltre il 70% rispetto a sei mesi fa e, dopo un rally recente, la capitalizzazione ha sfiorato i 5.000 miliardi di dollari. L’amministratore delegato Jensen Huang ha annunciato ordini per oltre 500 miliardi di dollari relativi alle nuove linee di chip Blackwell e Rubin, mentre la società ha comunicato collaborazioni con partner tecnologici come Deutsche Telekom e Samsung. Contemporaneamente, sono emerse limitazioni nell’uso di chip stranieri nei data center statali in Cina, elemento che inserisce un chiaro fattore di rischio geopolitico.

Nonostante i venti contrari legati ai rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina, Nvidia mantiene una posizione di leadership nel mercato dei processori per l’intelligenza artificiale e mostra margini di redditività ancora solidi. L’azienda continua a concentrare programmi di investimento in conto capitale per aumentare la capacità produttiva su scala iperscalata e sostenere la domanda dei grandi clienti cloud.

Controlli alle esportazioni e impatto sui ricavi

Le restrizioni alle esportazioni imposte dagli Stati Uniti hanno avuto ripercussioni immediate sui conti di Nvidia. La società ha registrato una svalutazione straordinaria di circa 5,5 miliardi di dollari legata al chip H20, progettato proprio per attenuare i limiti alle esportazioni di tecnologia avanzata verso la Cina. Alcune stime degli analisti avevano ipotizzato un possibile impatto sui ricavi fino a 9 miliardi di dollari, con un effetto concentrato nel primo trimestre fiscale e il resto distribuito nei trimestri successivi.

Alle tensioni regolatorie si sono aggiunti nuovi dazi e misure di ritorsione che hanno aumentato i costi della supply chain, in particolare per componenti reperiti a livello globale. La concorrenza di fornitori locali, come i chip Ascend sviluppati da Huawei, ha intensificato le pressioni sui margini e spinto l’azienda ad adeguare i prezzi di alcuni prodotti.

Per contrastare i maggiori costi produttivi, Nvidia ha incrementato i listini: per alcune GPU di fascia consumer e gaming sono state segnalate maggiorazioni del 5-10%, mentre per le GPU AI ad alte prestazioni gli aumenti possono arrivare fino al 15%.

Strategia industriale e investimenti nelle infrastrutture

La società sta inoltre rafforzando le catene di approvvigionamento tramite investimenti negli ecosistemi produttivi statunitensi e partner di fonderia. In particolare, l’espansione di capacità annunciata da Taiwan Semiconductor Manufacturing nello stato dell’Arizona e altre iniziative locali supportano l’obiettivo di assicurare forniture più resilienti per le GPU di fascia alta.

Huang ha dichiarato impegni significativi verso clienti internazionali, specificando forniture importanti a imprese sudcoreane e altre grandi società dell’elettronica. La compagnia dispone inoltre di una significativa riserva di liquidità, che funge da cuscinetto per sostenere la crescita e gli impegni di produzione.

Jensen Huang said:

“L’intelligenza artificiale ha raggiunto un ‘ciclo virtuoso’ in cui i miglioramenti dei modelli catalizzano ulteriori investimenti e sviluppo.”

Risultati trimestrali e prospettive finanziarie

Nel secondo trimestre fiscale Nvidia ha riportato ricavi record per circa 46,7 miliardi di dollari, di cui 41,1 miliardi generati dalla divisione data center, riflesso della forte domanda per i suoi acceleratori AI. Il totale è aumentato del 56% su base annua, sostenuto dalle vendite di GPU per l’elaborazione di grandi carichi di lavoro.

Gli investimenti in conto capitale sono cresciuti considerevolmente: nell’esercizio fiscale 2025 la società ha impiegato circa 3,2 miliardi di dollari in capex per espandere la produzione degli acceleratori Blackwell e l’infrastruttura AI, con una dinamica degli investimenti salita di oltre il 200% rispetto all’anno precedente per soddisfare la domanda degli hyperscaler.

Dal lato dei costi, la spesa operativa per ricerca e sviluppo è aumentata di circa il 39% a 3,7 miliardi, mentre il reddito operativo rettificato si è attestato intorno a 25,1 miliardi di dollari. L’azienda ha inoltre ampliato il segmento automotive, che ha registrato una crescita superiore al 100% su base annua fino a circa 570 milioni di dollari, alimentata da partnership per la guida autonoma con partner come Toyota e Aurora Innovation.

Per il terzo trimestre fiscale Nvidia ha fornito una guidance sui ricavi attesa intorno a 54 miliardi di dollari, con un margine di variazione del 2%; la previsione non include ipotesi di spedizioni del chip H20 verso la Cina.

Performance del titolo e valutazioni degli analisti

Il percorso azionario di Nvidia nell’ultimo anno è stato molto volatile: dopo un minimo a 52 settimane vicino a 86,6 dollari, il titolo ha recuperato terreno segnando nuovi massimi storici intorno ai 212 dollari, con la capitalizzazione che ha temporaneamente superato i 5.000 miliardi di dollari. Alcuni dirigenti hanno esercitato vendite parziali di azioni, episodio non raro in società con piani di compenso azionario rilevanti.

Il consenso degli analisti rimane in prevalenza positivo: la maggior parte dei coprenti raccomanda l’acquisto e i target price espressi variano ampiamente, con mediana intorno ai 229,7 dollari per azione e valori compresi tra 100 e 350 dollari. Questa dispersione riflette sia l’ottimismo sulla domanda di GPU nei prossimi 12–15 mesi sia le preoccupazioni relative a eventuali restrizioni commerciali, pressioni concorrenziali e vincoli di offerta.

Per gli investitori orientati alla crescita, Nvidia resta una delle storie più rilevanti nel segmento AI; tuttavia, la valutazione elevata richiede prudenza: chi privilegia la gestione del rischio dovrebbe considerare l’esposizione alle incertezze geopolitiche e alla concorrenza di modelli e soluzioni emergenti.

Prospettive di mercato e conclusioni

Le proiezioni di settore indicano una crescita robusta del mercato dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni, con tassi di espansione stimati elevati fino al 2030. Questo contesto supporta le previsioni di Nvidia, che ha fissato un obiettivo di ricavi per l’esercizio fiscale 2026 intorno a 170 miliardi di dollari, in aumento rispetto all’esercizio precedente.

In sintesi, Nvidia combina una posizione tecnologica dominante e una solida capacità di generare utili con rischi legati a politiche commerciali, possibili restrizioni all’esportazione e intensificazione della concorrenza. La sostenibilità della ripresa dipenderà dall’andamento della domanda per i data center, dall’evoluzione delle relazioni commerciali internazionali e dalla capacità dell’azienda di mantenere l’innovazione e la capacità produttiva.