CORZ pronto a decollare dopo il fallito tentativo di acquisizione di CRWV

Macquarie ha alzato il giudizio su Core Scientific, passando da “neutral” a “outperform” e rivedendo al rialzo il target price quasi del 90%, portandolo da 18 a 34 dollari, dopo il fallimento dell’operazione con CoreWeave.

Gli analisti Paul Golding e Marni Lysaght hanno osservato che l’esito negativo della fusione non è stato una sorpresa, vista l’opposizione degli azionisti emersa nelle segnalazioni e nelle raccomandazioni sui proxy.

Secondo Macquarie, la mancata integrazione lascia a Core Scientific maggiore libertà per mettere a contratto la capacità elettrica a breve termine con clienti focalizzati sull’AI, una strategia che potrebbe rafforzare la diversificazione dei ricavi.

Il mercato ha reagito positivamente: le azioni di Core Scientific sono salite di circa il 4,5% nelle prime contrattazioni, attestandosi intorno ai 21,70 dollari.

Gli analisti hanno ricordato che il portafoglio energetico del miner è pari a 1,5 GW, di cui 590 megawatt già locati a CoreWeave e un ulteriore 1 GW lordo — circa 700 megawatt fatturabili — attualmente oggetto di studi di carico.

La direzione prevede di firmare almeno un nuovo cliente di colocation entro i risultati del quarto trimestre; Macquarie stima che un accordo di questo tipo potrebbe accelerare la diversificazione delle entrate e mettere in luce il vantaggio competitivo nella realizzazione di infrastrutture per il high-performance computing.

Valutazione di Jefferies

Jefferies ha commentato che Core Scientific può riprendere la propria attività con maggiore concentrazione sugli obiettivi strategici, dopo che gli azionisti hanno respinto la fusione proposta con CoreWeave.

Secondo gli analisti guidati da Jonathan Petersen, la società esce dalla trattativa mantenendo 1,5 GW di capacità fatturabile esistente e pianificata, con pochi investimenti di capitale legati all’operazione abortita, fattore che preserva flessibilità finanziaria.

Nel corso delle negoziazioni il miner ha continuato ad espandere l’attività dei data center e, secondo Jefferies, è ora in posizione per siglare nuovi contratti con tenant e forniture di energia entro la fine dell’anno: la firma di un nuovo cliente rappresenterebbe un passo fondamentale per ridurre la dipendenza da CoreWeave e ampliare le fonti di ricavo.

Jefferies mantiene un giudizio “buy” sulle azioni di Core Scientific con un target price di 28 dollari, segnalando che il potenziale di rivalutazione dipenderà dall’efficacia nel reperire nuovi clienti e contratti energetici.

Il contesto di mercato più ampio vede una crescente domanda di capacità elettrica e infrastrutture per carichi di lavoro legati all’AI, che richiedono colocation ad alte prestazioni e collegamenti energetici stabili; per le società che dispongono di impianti pronti e contrattabili, la transizione verso clienti non legati esclusivamente al mining di bitcoin può rappresentare un miglioramento strutturale del modello di business.

Rischi e fattori da monitorare includono la concorrenza per i tenant ad alte esigenze energetiche, la capacità di finalizzare contratti a condizioni vantaggiose, eventuali vincoli di approvvigionamento energetico e l’andamento dei mercati dei semiconduttori e dell’AI che influenzano la domanda complessiva.