Stellantis, Filosa: in Italia nessun ridimensionamento. le auto cinesi? Bruxelles è il vero problema

Il piano industriale di Stellantis per Italia non prevede tagli alla forza lavoro e punta su investimenti e forniture nazionali per consolidare la produzione, ha dichiarato il chief executive durante un’intervista televisiva.

Antonio Filosa ha detto:

“Il nostro piano è il nostro impegno e non ci sono ridimensionamenti previsti della forza lavoro in Italia.”

L’intervento di Antonio Filosa è avvenuto nell’ambito del programma condotto da Bruno Vespa su Rai 1, dove il manager ha illustrato i punti chiave della strategia nazionale del gruppo automobilistico.

Antonio Filosa ha spiegato:

“Il piano di Stellantis per l’Italia è molto pragmatico e assegna una chiara missione produttiva per tutte le fabbriche, a ciascuno stabilimento senza nessuna esclusione.”

Nel corso dell’intervista il Ceo ha sottolineato l’entità degli impegni finanziari e degli acquisti dalla filiera locale, elementi che, secondo la società, dovrebbero sostenere occupazione e competitività industriale.

Antonio Filosa ha aggiunto:

“Stiamo investendo 2 miliardi di euro in un anno solo in Italia, stiamo acquistando 6 miliardi di euro in componenti e servizi da fornitori tutti italiani. La nostra parte la stiamo chiaramente facendo, abbiamo bisogno della seconda parte, abbiamo bisogno di un’urgente revisione delle regolamentazioni a Bruxelles.”

Da Bruxelles regolamenti irrealistici

Secondo il vertice dell’azienda, la sfida principale non sarebbe l’aggressività dei concorrenti esteri sul piano commerciale, ma l’impatto delle normative comunitarie sulla fattibilità industriale e sui costi di adeguamento. Questa posizione apre un confronto sul ruolo delle regole europee nell’ambito della transizione energetica e della mobilità sostenibile.

Antonio Filosa ha detto:

“I costruttori cinesi, per quanto agguerriti nella loro concorrenza, non sono il vero problema. Il problema sono le regolamentazioni che partono da Bruxelles, che non sono realistiche e che stanno indebolendo quello che di meglio abbiamo, ovvero l’industria automobilistica europea e italiana.”

Da un punto di vista istituzionale, qualsiasi modifica normativa a livello europeo richiede l’intervento della Commissione europea per le proposte e l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione. Le richieste di revisione avanzate dalle imprese portano spesso a negoziazioni lunghe, che coinvolgono aspetti tecnici, ambientali e di politica industriale.

Per il settore manifatturiero italiano la combinazione di investimenti privati e di regole comunitarie coherentii è cruciale: gli impegni annunciati da Stellantis possono tradursi in ordini per la filiera locale, mantenimento dell’occupazione e sviluppo di competenze, ma dipendono anche da incentivi e da condizioni di mercato determinate a livello europeo.

Nel complesso, il dibattito riporta all’attenzione la necessità di bilanciare obiettivi ambientali e competitività industriale, definendo strumenti regolatori che favoriscano la transizione senza compromettere la capacità produttiva locale e il ruolo strategico dei fornitori italiani.



Author: Tony
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