La vendita di Bitcoin di MSTR potrebbe dare il via alla sovraperformance di Ethereum

La vendita di bitcoin effettuata da Strategy (MSTR) — la prima dall’inizio del 2022 — è stata modesta rispetto al vasto portafoglio dell’azienda, ma la reazione dei mercati ha sollevato interrogativi su un possibile cambio di fase nei mercati delle criptovalute, secondo il responsabile della ricerca sugli asset digitali di Standard Chartered, Geoff Kendrick.

Geoff Kendrick ha scritto:

“Vedo [lunedì] come l’inizio di una sovraperformance di ETH rispetto a BTC.”

Movimenti di prezzo e contesto recente

Il giorno della vendita di Strategy (MSTR) ether ha registrato un apprezzamento significativo rispetto a bitcoin, nonostante una debolezza più ampia nelle criptovalute. Nel periodo considerato ETH ha guadagnato circa il 5% in termini relativi rispetto a BTC, una dinamica tra le più ampie per sessioni in cui bitcoin è sceso dall’inizio del 2024.

Il dibattito sugli investitori riguarda la capacità di ether di riconquistare slancio dopo aver arrancato rispetto a bitcoin per gran parte degli ultimi due anni. Dal passaggio della rete Ethereum dal modello di proof-of-work al proof-of-stake (settembre 2022), ETH ha perso circa il 66% del suo valore relativo contro BTC, toccando un minimo quinquennale nell’aprile 2025; tuttavia, da quei livelli ha recuperato oltre il 60% nell’ultimo anno.

Previsioni e rapporto ETH-BTC

Secondo Geoff Kendrick, le prospettive a medio-lungo termine per ETH sono rialziste: il suo target di prezzo è di 4.000 dollari entro la fine del 2026 e di 40.000 dollari entro il 2030. Kendrick prevede inoltre che il rapporto ETH-BTC salga a 0,04 entro fine anno dall’attuale, circa, 0,028, il che implica una sovraperformance di oltre il 40% di ether rispetto a bitcoin anche in scenari di mercato sia rialzisti sia ribassisti.

Tesorerie in bitcoin vs tesorerie in ether: modelli economici a confronto

La rilevanza della vendita di Strategy (MSTR) non risiede tanto nei 2,5 milioni di dollari scambiati, quanto nelle differenze strutturali tra le tesorerie che detengono bitcoin e quelle focalizzate su ether. Le società con tesorerie in bitcoin si basano in larga parte sull’apprezzamento del prezzo e su attività di mercato per sostenere i loro modelli di business: dato che bitcoin non genera un rendimento intrinseco, tali società possono trovarsi a dover liquidare asset o raccogliere capitale per coprire costi e obbligazioni.

Al contrario, ether può essere messo in staking per ottenere un rendimento, attualmente attorno al 3% annuo, fornendo un flusso di entrate che riduce la necessità di vendere posizioni. Un esempio citato è Bitmine (BMNR), la più grande tesoreria in Ethereum, che ha accumulato una riserva significativa di ETH senza ricorrere all’indebitamento; nonostante la perdita di valore sulla carta, le operazioni di staking generano ricavi annualizzati rilevanti, con proiezioni di crescita attraverso piattaforme come MAVAN.

Geoff Kendrick sostiene che il reddito generato dallo staking renda le tesorerie in ether più autosufficienti rispetto ai loro omologhi in bitcoin. Questo vantaggio operativo potrebbe tradursi, nel tempo, in una riduzione del premio valutativo tra le società focalizzate su ETH e quelle focalizzate su BTC, man mano che gli investitori premiano flussi di reddito ricorrenti oltre alla mera esposizione al prezzo.

Implicazioni per investitori e mercati

La dinamica osservata evidenzia alcuni temi chiave per chi investe in criptovalute e per i gestori di portafoglio: la possibilità che strumenti che generano rendimento (staking) attraggano valutazioni più stabili; il ruolo delle politiche e della regolamentazione nel definire il quadro operativo per prodotti decentralizzati; e l’impatto delle vendite occasionali da parte di grandi tesorerie sulla volatilità di mercato.

Per gli investitori italiani ciò si traduce in considerazioni pratiche: valutare non solo l’esposizione diretta al prezzo ma anche la possibilità di ottenere rendimenti attraverso servizi di staking autorizzati, comprendere le implicazioni fiscali di tali ricavi e monitorare la liquidità delle società che detengono grandi riserve di asset digitali.

Prospettive regolamentari e di mercato

I cambiamenti di preferenza tra ETH e BTC possono anche dipendere dall’evoluzione regolamentare: una cornice più chiara per gli asset digitali favorisce l’ingresso di capitali istituzionali e la nascita di prodotti finanziari regolamentati che potrebbero accentuare gli spostamenti di allocazione tra le due principali criptovalute.

Inoltre, la maggiore sostenibilità delle tesorerie in ether tramite lo staking potrebbe favorire un mix di strategia aziendale differente rispetto a chi detiene solo bitcoin, con possibili effetti sulla struttura del mercato, sulla volatilità relativa e sui premi di valutazione riconosciuti dagli investitori.

In sintesi

  • Il crescente interesse verso ether sostenuto dallo staking potrebbe indurre una riallocazione dei capitali dagli strumenti puramente esposti al prezzo verso quelli che generano flussi ricorrenti, influenzando la struttura dei premi valutativi nel settore crypto.
  • Per gli investitori italiani, la combinazione di rendimento da staking e volatilità di mercato richiede una valutazione attenta di liquidità, tassazione e affidabilità delle piattaforme di staking prima di ribilanciare portafogli.
  • Se il rapporto ETH-BTC dovesse effettivamente salire come previsto dagli analisti, i gestori di asset e i prodotti indicizzati potrebbero rivedere le loro ponderazioni, con potenziali opportunità per prodotti finanziari locali che offrano esposizione a ETH staking-compliant.


Author: Tony
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