Paesi africani approvano leggi sulle criptovalute per attrarre imprese e investimenti
- 26 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ieri il governatore della Banca del Ghana ha annunciato che entro la fine del 2025 il Paese avrà un quadro normativo organico per le criptovalute, dopo le linee guida preliminari pubblicate lo scorso anno. Questa iniziativa mira a fornire certezze legali a investitori e operatori, collocando il Ghana tra i paesi africani che stanno formalizzando regole specifiche per gli asset digitali.
L’adozione delle criptovalute sta crescendo in molte aree dell’Africa, in particolare nell’Africa subsahariana, dove l’uso a livello popolare e le attività retail fanno della regione una delle più dinamiche al mondo per crescita dell’adozione cripto. Di conseguenza, legislatori e autorità di vigilanza stanno lavorando per definire normative che coniughino innovazione e tutela dei consumatori.
Ghana
Johnson Asiama, governatore della Banca del Ghana, ha detto in occasione di un incontro internazionale che il progetto di legge sarà completato entro l’anno.
“Il disegno di legge è in cammino verso il parlamento. Speriamo che prima della fine di dicembre potremo regolamentare le criptovalute in Ghana.”
La banca centrale aveva pubblicato una bozza di normativa nell’agosto 2024, articolata su otto pilastri e volta a rafforzare requisiti di registrazione e obblighi di rendicontazione per exchange e fornitori di servizi di asset virtuali (VASP). Le nuove regole intendono rispondere a una domanda interna crescente: si stima che circa 3 milioni di ghanesi (quasi il 9% della popolazione) utilizzino criptovalute.
Un quadro normativo chiaro è ritenuto essenziale per attrarre investimenti fintech, migliorare la protezione degli utenti e facilitare l’integrazione delle innovazioni digitali nel sistema finanziario nazionale, pur mantenendo attenzione ai rischi legati al riciclaggio e alle frodi.
Sudafrica
Nel 2022 la Financial Sector Conduct Authority (FSCA) del Sudafrica ha classificato le criptovalute come prodotto finanziario, collocandole sotto il regime del Financial Advisory and Intermediary Services Act (FAIS). La messa in campo di regole di licensing, protezioni per i consumatori e procedure di verifica ha favorito l’ingresso di operatori regolamentati e lo sviluppo di servizi cripto nel Paese.
Diverse licenze operative sono state rilasciate e operatori internazionali hanno avviato attività locali. Progetti di integrazione dei pagamenti in criptovaluta, partnership tra fornitori di pagamenti e operatori cripto e accordi con istituti bancari stanno ampliando l’accesso ai servizi digitali per i consumatori sudafricani.
Enoch Godongwana, ministro delle Finanze, ha dichiarato:
“Esistono ancora sfide pratiche e implicazioni se la criptovaluta viene considerata come denaro.”
Il governo continua a perfezionare il quadro normativo, in particolare per le transazioni cross‑border, con l’obiettivo di bilanciare l’innovazione con la tutela della stabilità finanziaria e la prevenzione degli abusi.
Mauritius
Nel febbraio 2022 Mauritius ha approvato il Virtual Asset and Initial Token Offering Services Act, che istituisce un quadro completo per regolare le attività dei VASP e le offerte di token iniziali. La supervisione è affidata alla Financial Services Commission, che ha anche allineato gli standard nazionali alle indicazioni internazionali in materia di antiriciclaggio.
Botswana
Il Botswana ha introdotto il Virtual Assets Act No. 3 del 2022, affidando la regolazione alla Non‑Bank Financial Institutions Regulatory Authority (NBFIRA). La legge impone la registrazione dei VASP, definisce obblighi di due diligence e stabilisce misure di protezione per i consumatori.
La banca centrale ha valutato il rischio complessivo come contenuto, ma ha indicato la necessità di integrazioni normative per completare il quadro di vigilanza.
Nigeria
Ad aprile 2025 la Nigeria ha formalmente riconosciuto gli asset cripto nel nuovo Investment and Securities Act (ISA), qualificandoli come strumenti finanziari e portando operatori come VASP e gestori di exchange sotto la supervisione della Securities and Exchange Commission (SEC).
La SEC nigeriana ha spiegato il suo intento:
“L’obiettivo non è ostacolare la tecnologia o soffocare l’innovazione, ma creare standard che incoraggino pratiche etiche e rendano il mercato equo ed efficiente.”
Negli ultimi mesi l’incertezza regolatoria e vicende giudiziarie riguardanti alcune piattaforme hanno generato cautela tra gli operatori, ma le autorità hanno ribadito l’apertura alle attività che rispettino le normative e gli obblighi di conformità.
Namibia
Nel 2023 il Namibia ha promulgato il Virtual Assets Act (VAA), predisponendo regole per i VASP con regimi di licenza e supervisione. L’obiettivo dichiarato del legislatore è proteggere i consumatori, prevenire abusi di mercato e mitigare i rischi collegati al riciclaggio e ai finanziamenti illeciti.
La principale autorità di vigilanza ha adottato un modello di licenza in due fasi (provvisoria e poi completa) e coinvolge anche la banca centrale nelle valutazioni delle domande autorizzative.
Tanzania
La Tanzania ha inserito nel Finance Act 2024 una tassa del 3% sulle operazioni relative a scambi di asset digitali o trasferimenti effettuati a residenti, definendo in senso ampio criptovalute, token e non‑fungible token (NFT) come asset digitali. Le piattaforme sono tenute ad essere registrate come agenti depositari presso l’autorità fiscale.
Questo approccio segna un cambio rispetto a una precedente posizione più repressiva: la banca centrale aveva vietato alcune attività cripto in passato, ma ha annunciato di voler esplorare uno studio su una valuta digitale di banca centrale seguendo un percorso graduale e basato sull’analisi dei rischi.
Seychelles
Ad agosto 2024 l’Assemblea nazionale delle Seychelles ha approvato il Virtual Asset Service Providers Act (VASPA), in vigore dal 1° settembre. La normativa impone l’ottenimento di licenze dalla Financial Services Authority e l’adozione di misure antiriciclaggio e di identificazione del cliente (KYC), oltre alla registrazione degli operatori legati a NFT e offerte iniziali di token.
Grazie a una reputazione di centro finanziario e a requisiti regolatori specifici, il Paese ha registrato un’affluenza significativa di registrazioni e investimenti legati alla tecnologia blockchain negli ultimi anni.
Kenia
Il parlamento del Kenia ha approvato il Virtual Asset Service Providers Bill, che istituisce un quadro regolatorio per le criptovalute e designa la Bank of Kenya come autorità responsabile del rilascio di licenze per stablecoin e emittenti di token, mentre la Capital Markets Authority fungerà da supervisore per exchange e piattaforme di trading.
Kuria Kimani, presidente del comitato finanze dell’assemblea nazionale, ha osservato:
“Speriamo che il Kenya possa diventare la porta d’ingresso per l’Africa… La maggior parte dei giovani tra i 18 e i 35 anni usa ora asset virtuali per trading, pagamenti e come forma di investimento o attività commerciale.”
L’approvazione della legge è vista come un passo importante per consolidare un ecosistema cripto regolato, favorire l’inclusione finanziaria dei giovani e attrarre imprese tecnologiche internazionali.
Ruanda
A marzo 2025 la Capital Markets Authority (CMA) e la Banca Nazionale del Ruanda hanno presentato una bozza di legge congiunta per regolamentare le criptovalute e i VASP. Il testo propone l’istituzione di licenze per gli operatori, ma adotta un approccio più prudente rispetto ad altri Paesi.
La bozza prevede il divieto di attività ad alto rischio ritenute difficili da controllare, come il mining su larga scala, gli sportelli automatici per criptovalute e i servizi di mixing, ritenuti canali potenziali per il riciclaggio.
Carine Twiringiyimana, responsabile licensing e approvazioni presso la CMA, ha spiegato le ragioni della proposta:
“Una preoccupazione chiave è che gli asset virtuali possano essere usati come canale per il riciclaggio di denaro. Per questo le regolamentazioni vengono introdotte: per mitigare tali rischi e fornire indicazioni chiare al pubblico e ai fornitori di servizi.”
In sintesi, molte giurisdizioni africane stanno passando da un atteggiamento di sospetto o divieto a modelli regolatori che cercano di bilanciare sviluppo tecnologico, trasparenza e misure di prevenzione dell’abuso finanziario. L’efficacia di questi quadri dipenderà tuttavia dalla capacità delle autorità di applicare le norme, coordinare la vigilanza transfrontaliera e aggiornare le regole in funzione dell’evoluzione del mercato.