Africa pronta a un boom del settore minerario grazie ai minerali critici e alle riforme politiche
- 22 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
L’Africa, tra le regioni più ricche al mondo in termini di risorse minerarie, sta rafforzando la propria posizione come hub strategico per la produzione globale di minerali critici. Secondo i dati del US Geological Survey (USGS), il continente detiene quote dominanti delle riserve mondiali di PGM (79,3%), cromo (61,7%), cobalto (54,5%), manganese (36,5%), diamanti (32,4%), bauxite (25,5%), rame (8,2%), oro (7,8%) e litio (1,6%).
Nonostante questa abbondanza, il settore minerario africano continua ad affrontare sfide strutturali, tra cui carenze infrastrutturali, incertezze normative, costi operativi crescenti e pressioni geopolitiche, come la tariffa del 50% sulle importazioni di rame imposta dagli Stati Uniti dal 1° agosto 2025, che colpisce in particolare paesi esportatori come la Repubblica Democratica del Congo (DRC).
Platino: il pilastro dell’industria mineraria africana
Il platino si conferma risorsa chiave per il continente, che nel 2024 ha rappresentato il 79,5% della produzione globale, nonostante un calo atteso del 6,4% nel 2025 a causa di piogge intense e ristrutturazioni operative. La Sudafrica guida il comparto con l’89% della produzione regionale, seguita da Zimbabwe (11%).
Tra il 2025 e il 2030, si prevede una crescita annua composta (CAGR) dell’1,4%, fino a 5,12 milioni di once entro il 2030. Attori chiave del settore includono Anglo American, Impala Platinum Holdings, Sibanye Stillwater e Northam Platinum.
Sudafrica: leadership sotto pressione
Oltre al platino, la Sudafrica produce il 71,5% del platino globale e il 42,7% del cromo (dati 2024). Tuttavia, il paese è frenato da costi energetici elevati, inefficienze lavorative e problemi logistici. Il governo ha varato iniziative per rilanciare la lavorazione interna (beneficiation) e stimolare la produzione di ferro-cromo, con l’obiettivo di portare la produzione di cromo a 20,5 milioni di tonnellate (+3,9%) nel 2025.
DRC: cobalto e rame in crescita
La Repubblica Democratica del Congo domina nella produzione di cobalto (97,2% della produzione africana nel 2024) grazie a operatori come CMOC Group, Glencore e Jinchuan Group. Il cobalto africano è atteso in crescita del 2,5% nel 2025, raggiungendo 219,2 kiloton, con espansioni in corso nei progetti Kinsanvere, Mutanda, Kisanfu e Tenke Fungurume.
Nel settore rame, la DRC vede una crescita prevista del 3,3% annuo fino al 2030, sostenuta da investimenti nei progetti Musonoi, Mutoshi e Comide Restart. Un altro paese africano, non nominato ma secondo produttore regionale e settimo mondiale, registrerà una crescita del 19,2% nel 2025, trainata dalla miniera Mopani di ZCCM Investment Holdings, per un totale di 937.500 tonnellate.
Guinea: dominio nella bauxite e rilancio del ferro
Nel West Africa, la Repubblica di Guinea rappresenta il 98,3% della produzione africana di bauxite (2024). Con nuovi investimenti nei progetti Bon Ami, AGB2A GIC e Sangarédi, la produzione è prevista in crescita con un CAGR dell’1,8%, fino a 160 milioni di tonnellate entro il 2030.
Guinea punta inoltre a rilanciare la produzione di ferro con il megaprogetto Simandou, che mira a una capacità produttiva di 39,3 milioni di tonnellate entro fine 2025, sostenuto da oltre 26 miliardi di dollari di investimenti.
Ghana: primo produttore africano di oro
Il Ghana si conferma leader africano nella produzione di oro, con una quota del 19,5% nel 2024. La produzione crescerà del 4,1% nel 2025, fino a 5,2 milioni di once, grazie ai nuovi volumi delle miniere Ahafo South (Newmont) e Namdini (Shandong).
Anche i progetti Akrokeri-Homase (GoldStone) e Gan He Mining Resources contribuiranno all’incremento, sebbene la crescita sarà in parte contenuta da cali previsti in asset come Edikan (Perseus), Damang e Tarkwa (Gold Fields) e Akyem (Zijin).