Sei cambiamenti normativi che hanno segnato la settimana delle criptovalute
- 11 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Economia, Mercati
Con l’adozione delle criptovalute in crescita a livello globale, i governi stanno valutando gli impatti potenziali sui loro sistemi finanziari e sulla stabilità economica. Questa settimana, numerosi cambiamenti normativi hanno influenzato il settore crypto: alcuni ostacolano l’innovazione, mentre altri la favoriscono.
Negli Stati Uniti, lo shutdown governativo ha bloccato qualsiasi avanzamento sulle richieste di fondi negoziati in borsa (ETF) focalizzati sulle criptovalute. Le agenzie federali operano con personale minimo finché il Congresso non raggiungerà un accordo sul bilancio.
Nel Regno Unito, invece, il governo ha revocato il divieto sugli exchange-traded notes (ETN) basati su criptovalute, strumenti di debito che consentono agli investitori di esporsi al mercato crypto senza possederle direttamente. Le autorità regolatorie britanniche ritengono che il mercato sia maturo per supportare questi prodotti.
Altri Paesi stanno lavorando a quadri normativi e definizioni legali per le criptovalute, mentre alcuni fondi sovrani iniziano a investire in asset digitali.
Di seguito, sei importanti cambiamenti politico-normativi che hanno interessato il settore crypto nell’ultima settimana.
Lo shutdown americano blocca il progresso sugli ETF crypto
Negli Stati Uniti, Democratici e Repubblicani al Congresso non sono riusciti a trovare un’intesa sul bilancio. Sebbene i Repubblicani controllino il Senato, non dispongono dei 60 voti necessari per approvare la legge di spesa, determinando così lo shutdown federale a partire dal 1° ottobre.
Di conseguenza, molte agenzie governative hanno sospeso le attività o operano con personale ridotto. Tra queste, la Commissione per i Titoli e gli Scambi (SEC), che regola e autorizza strumenti finanziari, compresi molti aspetti del settore cripto.
Le decisioni in sospeso sugli ETF sono rimaste ferme, senza commenti o progressi significativi. Ad esempio, la SEC non ha preso posizione sulla richiesta di Canary Capital per un ETF spot di Litecoin entro la scadenza originaria del 3 ottobre.
Tuttavia, alcuni sviluppi continuano a emergere a Washington. Questa settimana, il Senato ha confermato Jonathan McKernan come sottosegretario per la finanza interna presso il Dipartimento del Tesoro.
L’industria delle criptovalute guarda con favore alla nomina di McKernan, noto per le sue posizioni critiche contro alcune politiche governative che hanno portato a esclusioni bancarie, sebbene non abbia mai affrontato direttamente il tema crypto.
Il Regno Unito revoca il divieto sugli ETN crypto
Il principale ente regolatore finanziario del Regno Unito, la Financial Conduct Authority (FCA), ha allentato alcune restrizioni su investimenti collegati alle criptovalute.
Ieri, la FCA ha annunciato che gli investitori retail potranno accedere agli exchange-traded notes (ETN) legati alle criptovalute. Secondo il regolatore, il mercato si è sviluppato abbastanza da rendere questi prodotti più diffusi e meglio compresi.
Fino al 2021, la FCA aveva proibito gli ETN crypto per i piccoli investitori, ritenendoli non adeguati e privi di reale necessità d’investimento. La nuova comunicazione precisa che i derivati crypto restano comunque esclusi dall’offerta per i retail.
Questa decisione riflette un approccio più maturo e prudente nei confronti delle criptovalute nel contesto degli investimenti individuali nel Regno Unito.
Fondo sovrano del Lussemburgo investe in ETF Bitcoin
Il fondo sovrano del piccolo Stato europeo Lussemburgo ha deciso di destinare una parte del suo portafoglio agli ETF Bitcoin.
In un comunicato di mercoledì, Bob Kieffer, Direttore del Tesoro e Segretario Generale, ha dichiarato che il fondo ha allocato l’1% del proprio patrimonio in ETF legati a Bitcoin. Al 30 giugno, il fondo gestiva circa 764 milioni di euro, quindi la quota investita sarebbe intorno ai 9 milioni di dollari.
Le regole del fondo consentono di investire fino al 15% del capitale in asset alternativi, tra cui private equity, immobili e criptovalute. Kieffer ha sottolineato che l’1% rappresenta una scelta equilibrata, ma anche un segnale chiaro sul potenziale a lungo termine di Bitcoin.
Il Kenya approva la legge sui fornitori di servizi di asset virtuali
Il Kenya, paese dell’Africa orientale, si appresta a introdurre un quadro regolatorio per i fornitori di servizi di asset virtuali (VASPs).
Martedì, il Parlamento keniota ha approvato il disegno di legge dedicato ai VASP, che ora attende la firma del presidente William Ruto. La normativa mira a istituire requisiti di licenza e regole per la tutela dei consumatori, fornendo una base giuridica chiara per le attività legate agli asset digitali.
Questi sviluppi rappresentano un passo importante per l’integrazione delle criptovalute nel sistema finanziario formale in Kenya, facilitando così la trasparenza e la sicurezza per utenti e operatori.
Chebet Kipingor, responsabile delle operazioni di business della piattaforma crypto Busha Kenya, ha commentato che questa legge rappresenta “un segnale che l’economia più innovativa dell’Africa è pronta a equilibrare l’innovazione con la tutela dei consumatori, guidata dal progresso e non dalla paura nel definire il nostro futuro digitale.”
L’UE vuole ampliare la propria autorità sul settore crypto
Verena Ross, presidente dell’Autorità europea per i mercati finanziari (ESMA), ha confermato lunedì che l’agenzia sta puntando a regolamentare direttamente exchange crypto e altri operatori correlati. Questo sposterebbe la supervisione dagli enti nazionali verso l’ESMA, rafforzando l’integrazione e la competitività globale dei mercati europei.
Bank of England adotta un approccio più flessibile verso gli stablecoin
GC Cooke, cofondatore della piattaforma britannica per la gestione di stablecoin Brava Finance, ha dichiarato che il governatore della BoE, Andrew Bailey, sta manifestando maggiore apertura affinché gli stablecoin possano convivere con asset controllati direttamente dalla banca centrale, come le valute digitali emesse dalle banche centrali (CBDC).