Il Salone del Mobile chiude con oltre 316mila presenze: boom di buyer esteri

Padiglioni affollati e code davanti agli stand: il Salone del Mobile ha mostrato ancora una volta la sua concentrazione di visitatori ed energie, nonostante tensioni geopolitiche e incertezze economiche internazionali.

Nei giorni successivi all’escalation nel Medio Oriente alcuni avevano chiesto di posticipare la manifestazione, temendo disagi nei trasporti aerei e un calo dei flussi internazionali dovuto alla minore propensione alla spesa. Alla prova dei fatti, però, le prevendite dei biglietti hanno mantenuto livelli simili all’anno precedente, fornendo un primo segnale di resilienza per le imprese partecipanti.

La conferma è arrivata con l’afflusso registrato negli spazi di Fiera Milano a Rho, dove sono stati esposti prodotti di oltre 1.900 aziende provenienti da 32 Paesi: circa due terzi dei brand erano italiani, a rappresentare un comparto che secondo FederlegnoArredo realizza un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro.

Numeri e presenze

I dati ufficiali hanno confermato l’impressione generale: i visitatori complessivi hanno superato i 316.000, con una quota significativa di operatori esteri superiore al 68%. Questo dato testimonia la capacità della fiera di attrarre buyer internazionali, elemento cruciale per il rilancio delle esportazioni italiane nel settore dell’arredamento.

La classifica dei Paesi più rappresentati ha evidenziato il ritorno della Cina ai vertici dopo la fase post-pandemica, seguita dalla Germania (in crescita del 5%) e dalla Spagna (+8,7%). Hanno ottenuto performance positive anche gli Stati Uniti (+8,8%) e il Regno Unito (+10%). Tra le geografie emergenti si segnala il Mercosur con il Brasile al quarto posto e la presenza dinamica della Corea del Sud.

Gli organizzatori hanno espresso soddisfazione per i risultati: in particolare la presidente del Salone, Maria Porro, e il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, hanno sottolineato l’importanza della manifestazione come vetrina internazionale per il made in Italy.

Le voci degli espositori

Michele e Giovanni Gervasoni hanno detto:

“La situazione fuori è difficilissima, ma l’energia e il mood positivo che si respira qui dentro è incredibile. Non si nota alcun tipo di calo.”

Angelo Meroni, presidente di Lema, ha aggiunto:

“Vedere che i clienti vengono, che sono tranquilli, che apprezzano i prodotti e avviano trattative è un segnale che il mercato è vivo e che il business continua.”

I riscontri raccolti fra gli stand confermano che, oltre all’interesse estetico e progettuale per le novità, gli operatori sono tornati a condurre negoziazioni e ordini, fattore determinante per la filiera produttiva italiana, che vive di contratti sia verso il retail sia verso il contract internazionale.

Impatto economico e considerazioni per il sistema

Il successo della manifestazione ha ricadute immediate e pluriennali: oltre alle vendite dirette e ai contatti commerciali, il Salone del Mobile svolge una funzione di promozione del sistema design-manifatturiero italiano, stimolando investimenti in ricerca e sviluppo, collaborazioni internazionali e opportunità per il settore dell’interior contract.

Per gli investitori e gli operatori finanziari, la capacità della fiera di attrarre buyer esteri rappresenta un indicatore di domanda internazionale e di competitività. Tuttavia rimangono fattori di rischio da monitorare: tensioni geopolitiche, possibili strozzature logistiche, e l’andamento della domanda globale che potrebbe risentire di politiche monetarie restrittive e di pressioni inflazionistiche.

Le istituzioni di categoria, come FederlegnoArredo, svolgono un ruolo chiave nel sostenere le imprese italiane nelle attività di internazionalizzazione e nel collegare il mondo produttivo con le politiche pubbliche, per mitigare rischi e favorire la crescita delle esportazioni.

Prospettive per il territorio e per la filiera

La concentrazione di eventi e di operatori a Milano ha effetti positivi sull’indotto: ospitalità, ristorazione, logistica e servizi professionali registrano un aumento della domanda che, se consolidato, contribuisce all’occupazione e agli investimenti locali. Per le aziende espositrici la partecipazione è anche un banco di prova per testare nuovi segmenti di mercato e validare strategie di prezzo e posizionamento.

Nel medio periodo, la sfida sarà trasformare l’attenzione raccolta in contratti sostenibili e in percorsi di sviluppo capaci di fronteggiare eventuali shock esterni. Innovazione di prodotto, efficienza della supply chain e penetrazione digitale restano leve decisive per mantenere la competitività internazionale.

In sintesi

  • L’afflusso internazionale al Salone del Mobile indica una domanda estera resiliente, suggerendo opportunità per incrementare le esportazioni italiane nel settore dell’arredamento.
  • Per gli investitori, il rinnovato interesse dei buyer può tradursi in segnali positivi per le aziende quotate e per quelle con piani di espansione internazionale, pur con attenzione ai rischi geopolitici.
  • La fiera conferma il ruolo strategico di Milano come hub per il design e la manifattura avanzata; politiche di sostegno alla logistica e internazionalizzazione potrebbero moltiplicare i benefici per la filiera nazionale.