Annunci Italia e Spagna i paesi dove crescono di più
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I mercati del lavoro all’interno dell’Eurozona mostrano realtà divergenti. Mentre in Spagna e Italia le offerte di impiego rimangono nettamente superiori ai livelli precedenti la pandemia, in Germania e Francia si assiste a un continuo calo delle opportunità di lavoro. Queste disparità nella domanda di nuovi lavoratori stanno progressivamente avvicinando la tensione del mercato tra il Nord e il Sud dell’area.
Secondo i dati raccolti dal portale di annunci di lavoro Indeed, nelle quattro principali economie dell’Eurozona — ovvero Francia, Germania, Italia e Spagna — le offerte di lavoro hanno avuto un andamento simile durante la pandemia e nella fase iniziale della ripresa. Tuttavia, negli ultimi mesi, le tendenze si sono distinte nettamente tra loro. Alla fine di agosto, le offerte di lavoro in Spagna risultavano in aumento del 6% rispetto all’anno precedente e addirittura del 46% rispetto ai livelli pre-pandemici. Nel medesimo periodo, in Italia si è registrato un calo dell’8%, ma i livelli rimangono superiori del 53% rispetto a prima del Covid-19. Diversamente, Germania e Francia affrontano un rallentamento consistente, con riduzioni annue pari rispettivamente al 15% e al 19%. Nonostante ciò, in questi due paesi le offerte di lavoro sono comunque ancora sopra i livelli pre-pandemici — del 13% in Germania e del 17% in Francia — ma mostrano una tendenza decrescente in linea con il calo generale del Job Postings Index nell’area euro.
In termini generali, il trend delle offerte di lavoro rispecchia quello del prodotto interno lordo (PIL), con differenze accentuate dalle peculiarità strutturali dei mercati del lavoro. Rispetto al periodo immediatamente precedente lo scoppio della pandemia da COVID-19, Spagna e Italia hanno sperimentato una crescita del PIL superiore rispetto a quella di Francia e Germania, contribuendo così a spiegare le divergenze osservate nel mercato del lavoro. Nel secondo trimestre del 2025, l’economia spagnola è cresciuta dell’8,8% rispetto all’ultimo trimestre del 2019, quella italiana del 6,3%, e quella francese del 5,0%. La Germania si è invece praticamente stagnata, con un incremento trascurabile dello 0,3%. Questa graduatoria rispecchia la classifica delle offerte di lavoro, fatta eccezione per l’inversione dei ruoli tra Spagna e Italia, dato che la Spagna guida la crescita del PIL, mentre l’Italia primeggia nell’aumento delle offerte di lavoro.
Pawell Adrjan, direttore della Ricerca Economica di Indeed, spiega:
“La correlazione tra aumento del PIL e incremento delle offerte di lavoro è statisticamente rilevante, ma altri fattori influenzano l’andamento, tra cui la politica fiscale e la disponibilità di manodopera. In Europa, la disparità nei ritmi di crescita economica e conseguentemente nelle offerte lavorative dal 2019 riflette elementi quali la crisi energetica del 2022, le incertezze politiche in Germania e Francia, nonché le differenti strategie di spesa per la difesa, che hanno generato o genereranno aumenti di debito e tassazione. Italia e Spagna hanno inoltre potuto beneficiare dei fondi provenienti dal programma Next Generation EU e da una robusta crescita delle esportazioni di servizi. In Spagna, il PIL ha ricevuto un ulteriore impulso dall’aumento della popolazione tramite l’immigrazione e dalla solidità del settore turistico.”
Sebbene in Italia e Spagna il volume di offerte di lavoro sia elevato, indicativo di un’attività di assunzioni intensa, questo non implica necessariamente una difficoltà comparabile nel reperire forza lavoro rispetto ai mercati del Nord Europa. La tensione di un mercato del lavoro si misura infatti confrontando la domanda di lavoratori — rilevata tramite le offerte o vacanze offerte — con la disponibilità di persone pronte a impegnarsi in un’occupazione.
Il divario tra Nord e Sud sulle tendenze delle offerte e la simultanea convergenza della tensione del mercato è strettamente correlato alle carenze segnalate dalle aziende. Nel settore industriale, dove i dati sono completi per tutti e quattro i paesi, datori di lavoro in Spagna e Italia riferiscono oggi carenze meno marcate rispetto a quelle registrate in Germania e Francia. Tuttavia, questa differenza si è progressivamente ridotta a partire dalla metà del 2022. In Italia e Spagna le carenze sono aumentate e restano ben al di sopra dei livelli pre-pandemia del 2019, mentre in Germania e Francia si sono attenuate, scendendo sotto quei livelli. Tale dinamica è coerente con l’evoluzione complessiva dei tassi di posti vacanti e disoccupazione e indica un progressivo avvicinamento nelle difficoltà di reclutamento a livello europeo.
Pawell Adrjan aggiunge:
“I mercati del lavoro europei presentano un duplice scenario: i tassi di posti vacanti divergono, mentre la tensione si sta uniformando. Questo fenomeno riflette sia l’andamento economico sia profonde differenze strutturali fra i diversi mercati. Per chi prende decisioni politiche sarà essenziale comprendere queste sfumature per gestire una crescita economica disomogenea. Germania e Francia rischiano un rallentamento ulteriore, con offerte di lavoro in diminuzione, mentre Spagna e Italia dovranno dimostrare che la recente ripresa sia sostenibile nel lungo periodo.”