Economia della cura con le amministrazioni che pagano i nonni per accudire i nipoti

L’iniziativa della Croazia, limitata ai confini della città, segue il modello svedese, che rappresenta il primo – e finora unico – programma di portata nazionale. Dal 2024, in Svezia, i pensionati sono coinvolti direttamente nei progetti a sostegno della genitorialità e dell’occupazione. I neo-genitori lavoratori hanno infatti la possibilità di trasferire fino a 45 giorni dei propri congedi ai nonni, consentendo soprattutto alle madri di rientrare prima al lavoro.

In Portogallo, invece, è stata la città di Cascais, alle porte di Lisbona, a intervenire sul tema dei congedi: dal 2023 i dipendenti comunali che diventano nonni hanno diritto a un mese di pausa retribuita dal lavoro.

Un approccio leggermente diverso, sebbene coinvolga un numero maggiore di cittadini rispetto al progetto portoghese, è quello attuato nel Regno Unito. Da diversi anni, nel Paese, i pensionati con lacune nella documentazione previdenziale che si occupano dei nipoti possono ricevere un credito dallo Stato. Per l’anno fiscale 2025/2026, la somma erogata è di 330 sterline annue.

I dati confermano l’interesse verso questa misura: tra il 2023 e il 2024 sono state presentate quasi 43mila richieste, con un incremento del 43% rispetto ai dodici mesi precedenti e più del doppio delle domande registrate nel biennio 2019-2020, quando erano state poco più di 18mila. Complessivamente, negli ultimi cinque anni, sono quasi 132mila le domande presentate, di cui oltre 104mila approvate.

La situazione italiana: sono i nonni a farsi carico

Secondo il rapporto 2024 dell’Anla – Associazione Nazionale Lavoratori Anziani, il 76% dei nonni in Italia vede regolarmente i nipoti a cadenza settimanale, mentre oltre il 40% ha incontri quotidiani con loro. Anche se questi dati non quantificano precisamente il carico di cura, emerge che circa un terzo degli anziani si dedica con costanza all’assistenza dei nipoti che hanno genitori lavoratori, come evidenziato da un’indagine 2024 di Coldiretti, che porta questa quota al 34%.

Tre nonni su dieci offrono un supporto occasionale, quasi un quarto interviene in situazioni di emergenza. Questi dati diminuiscono se si considerano i nonni ancora attivi professionalmente: tra questi, quasi il 20% non si occupa mai dei nipoti.

In Italia, grazie a una modifica inserita nella Legge di Bilancio 2025, i nonni potranno essere inclusi tra i familiari beneficiari dei piani di welfare aziendale a partire dallo stesso anno. L’emendamento ha esteso la lista degli ascendenti ammessi ai servizi di welfare, inglobando non solo i genitori ma anche nonni e altri parenti diretti.

Questo ampliamento consente di utilizzare i crediti welfare anche per coprire spese dedicate all’assistenza dei nonni, soprattutto in relazione ai servizi di supporto alla persona, riconoscendo finalmente il contributo fondamentale degli anziani nel sostegno alle famiglie.



Author: Tony
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