Confindustria: crescita anemica, la manovra deve muovere l’Italia mobilitare la ricchezza delle famiglie da 6mila miliardi

Il contesto globale ed europeo difficile condiziona pesantemente la crescita economica in Italia, che continuerà a rimanere debole nei prossimi anni. Secondo le previsioni del Centro Studi Confindustria (CsC), il prodotto interno lordo (PIL) crescerà appena dello 0,5% nel 2025, uno 0,1% in meno rispetto alle stime di aprile. Nel 2026, la crescita dovrebbe accelerare lievemente, raggiungendo lo 0,7%, tornando così ai livelli del 2024.

Il rapporto di previsione “Investimenti per muovere l’Italia”, presentato a Roma, segnala come questa crescita insufficiente renda indispensabile un intervento mirato per rivitalizzare il Paese. In particolare, è necessario agire con leve efficaci, anche liberando la ricchezza finanziaria attualmente bloccata in depositi bancari a basso rendimento.

Confindustria sottolinea il ruolo già positivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che sarà completato nella prima parte del prossimo anno, ma evidenzia anche la necessità di una manovra di bilancio che continui a incentivare gli investimenti produttivi, indispensabili per stimolare la crescita economica.

Le analisi ex-post evidenziano come gli incentivi agli investimenti nei beni strumentali 4.0 abbiano contribuito all’aumento recente degli investimenti in Italia. Tuttavia, la ripresa registrata non è sufficiente a riportare il capitale netto ai livelli pre-crisi finanziaria del 2008. Investimenti in beni materiali e immateriali ad alto contenuto tecnologico e digitale sono fondamentali per colmare il divario tecnologico ancora presente nel nostro Paese. Sebbene l’interesse verso questi beni sia cresciuto, esso rimane ancora inferiore rispetto ad altre economie avanzate.

Gli incentivi fiscali legati al Piano Transizione 4.0 si concluderanno in gran parte entro la fine del 2025. Pertanto, il CsC evidenzia la necessità di progettare nuovi incentivi capaci di spingere l’Italia a compiere un salto significativo nel settore degli investimenti tecnologici.

Secondo le valutazioni ex-post, gli incentivi del Piano Transizione 4.0 concessi tra il 2020 e il 2022 hanno incrementato sensibilmente il tasso di investimento, più che raddoppiato per le microimprese, quasi raddoppiato per le piccole imprese, cresciuto del 35-45% per le medie e del 20-25% per le grandi aziende.

Le stime del CsC indicano che il credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali 4.0 nel triennio 2020-2022, stimolando investimenti aggiuntivi, ha permesso allo Stato un recupero fiscale significativo: dei 20,3 miliardi di costo della misura, quasi la metà (48,6%) è stata recuperata tramite gettito aggiuntivo.

Considerando tutte le principali agevolazioni fiscali su beni strumentali e proprietà intellettuale (escludendo i mezzi di trasporto), tra il 2016 e il 2024 si stima che la spesa pubblica di 74,6 miliardi si sia ripagata per circa un quarto (23,5%) grazie agli effetti fiscali generati dagli investimenti incentivati.

Confindustria: mobilitare la ricchezza finanziaria delle famiglie

Un ruolo strategico per accelerare gli investimenti potrebbe essere svolto dalla vasta ricchezza finanziaria detenuta dalle famiglie italiane, che nel 2024 supera i 6.000 miliardi di euro, trainata dai risparmi accumulati negli ultimi anni.

Particolarmente rilevanti sono i depositi bancari, che ammontano a oltre 1.500 miliardi, circa un quarto della ricchezza totale. Gli economisti di Confindustria sottolineano che mobilitare anche solo una piccola parte di queste risorse potrebbe liberare fondamentali capitali per finanziare nuovi investimenti produttivi nel Paese. Ad esempio, dirottare solo l’1% dei depositi verso obbligazioni e azioni emesse da imprese italiane potrebbe tradursi in circa 15 miliardi di euro in nuovi finanziamenti.

Per realizzare questo obiettivo, sono necessarie politiche adeguate che incentivino famiglie e grandi intermediari finanziari, come fondi pensione, compagnie assicurative e fondi comuni, a investire le proprie risorse in strumenti emessi dalle aziende italiane.

È importante evidenziare che tali risorse potrebbero essere impiegate efficacemente anche per sostenere investimenti in infrastrutture di interesse nazionale, sanità e istruzione, in modo da creare un ambiente più favorevole alla crescita economica.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.