Crypto deve smettere di usare il metodo mNAV fuorviante secondo NyDIG
- 29 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
L’industria delle criptovalute dovrebbe smettere di utilizzare la metrica nota come rapporto tra capitalizzazione di mercato e valore netto degli asset (mNAV), poiché risulta inaccurata e fuorviante per gli investitori, secondo Greg Cipolaro, responsabile globale della ricerca di NYDIG.
In una nota diffusa venerdì, Cipolaro ha affermato:
«La definizione di ‘mNAV’ nel settore deve essere eliminata e dimenticata. Il “market cap to Bitcoin/digital asset value”, ossia la definizione originale di mNAV, è una metrica inutile.»
Ha aggiunto che il mNAV non considera le società di tesoreria che svolgono altre attività oltre all’acquisto e al possesso di ingenti quantità di criptovalute e non rappresenta correttamente il debito convertibile delle aziende.
Trader e investitori utilizzano il mNAV, a volte indicato anche come multiplo del valore netto degli asset, per stimare il valore delle società e determinare i momenti più opportuni per comprare o vendere le loro azioni, confrontando il valore delle partecipazioni in criptovalute con la capitalizzazione di mercato.
Le aziende che detengono più criptovalute rispetto al loro valore di mercato sono considerate negoziate a sconto, mentre quelle il cui valore supera quello delle proprie riserve digitali vengono scambiate a premio.
La metrica mNAV è fuorviante per gli investitori
Cipolaro ha spiegato che questa metrica è, nel migliore dei casi, ingannevole e nel peggiore poco seria. Il motivo, secondo lui, è duplice: il mNAV non valorizza adeguatamente le aziende di tesoreria crypto che dispongono di attività operative al di fuori del solo possesso di criptovalute, come ad esempio le vendite di software di Strategy.
Un esempio è la società Semler Scientific, che opera nel settore dei dispositivi medici e funge anche da tesoreria bitcoin, la quale ha segnalato una quotazione inferiore al valore delle proprie partecipazioni criptovalutarie fin dallo scorso agosto, a causa dell’aumento della concorrenza.
Cipolaro ha ribadito:
«Il Net Asset Value (NAV) è ciò che conta realmente nel gioco dell’aumento degli asset digitali per azione, non il valore d’impresa né tantomeno la capitalizzazione di mercato.»
Ha sottolineato che se una società di tesoreria crypto è in grado di generare rendimento, un altro parametro chiave per gli investitori, può emettere azioni a un valore superiore al proprio NAV.
Il debito convertibile ignorato dal mNAV
Un ulteriore motivo per abbandonare il mNAV è legato al fatto che questa metrica si basa su un numero di azioni in circolazione «assunto», che probabilmente include anche il debito convertibile, come prestiti che devono ancora essere convertiti in azioni.
Cipolaro ha spiegato:
«Quando si analizza il debito convertibile, la situazione si complica. Considerare il debito convertibile automaticamente come equity non è corretto né da un punto di vista contabile, né economico.»
I detentori di debito convertibile, infatti, richiederebbero un rimborso in denaro e non in azioni in cambio dei loro crediti.
Ha aggiunto che il debito convertibile rappresenta una responsabilità ben più gravosa per una tesoreria digitale rispetto alla semplice emissione di azioni, ed è assimilabile a una strategia di gestione della volatilità, dato che le società di tesoreria crypto sono incentivate a massimizzare la volatilità del loro patrimonio netto.
Incertezza sull’accordo tra Strive e Semler
La nota di Cipolaro è arrivata dopo l’annuncio, lunedì, dell’acquisizione di Semler Scientific da parte di Strive, la prima volta che una società di tesoreria crypto acquisisce un’altra.
L’accordo prevede che gli azionisti di Semler ricevano 21,05 azioni di Strive per ogni azione posseduta di Semler, mentre gli azionisti di Strive beneficiano di un aumento del NAV per azione, che rappresenta essenzialmente un “rendimento”, come ha spiegato Cipolaro.
Cipolaro ha commentato:
«L’operazione risulta vantaggiosa per entrambe le parti, anche se richiede un certo impegno. Gli azionisti di Semler vedono il valore delle proprie azioni superare il NAV per azione, sia rispetto al valore delle azioni esistenti che a quello della nuova società risultante dalla fusione.»
Al venerdì, il NAV per azione di Strive era di 1,14 dollari, mentre la società risultante dalla fusione dovrebbe avere un NAV per azione di circa 1,32 dollari.
Tuttavia, Cipolaro ha concluso con una considerazione cauta:
«Rimane difficile prevedere quale sarà il prezzo a cui il titolo sarà scambiato, poiché dipenderà dal premio o dallo sconto rispetto al NAV che gli investitori decideranno di attribuirgli.»