Esperimento con i fondi pensione dimostra la blockchain come tecnologia identitaria definitiva
- 26 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Fondo Pensione Congiunto del Personale delle Nazioni Unite (UNJSPF) ha sperimentato l’impiego della blockchain, come illustrato in un documento pubblicato di recente, che ne evidenzia i benefici in termini di sicurezza, efficienza e trasparenza nella conferma delle identità degli iscritti. In collaborazione con la Hyperledger Foundation, l’ONU ha mirato a “migliorare e garantire il processo pensionistico a livello globale attraverso l’implementazione di un’infrastruttura di identificazione digitale supportata da blockchain”.
Fino a poco tempo fa, il fondo pensione operava con un sistema datato 70 anni che coinvolgeva più di 70.000 beneficiari distribuiti in 190 paesi. Tale metodo, basato su documentazione cartacea, mirava a confermare l’identità, lo stato di vita e la residenza degli aventi diritto, ma era soggetto a errori e possibili abusi, causando ogni anno circa 1.400 sospensioni di pagamenti.
A partire dal 2020, l’organizzazione ha avviato un programma pilota per introdurre la certificazione digitale mediante blockchain, portandolo alla completa implementazione nel 2021.
Il documento evidenzia che:
“Il passaggio dalla documentazione fisica ha ridotto significativamente i tempi di lavorazione precedentemente impiegati per ricevere, aprire, scansionare e archiviare i documenti cartacei.”
Grazie alla blockchain, è stato eliminato il problema del punto unico di errore tipico di un sistema gestito centralmente. Il rapporto sottolinea come questo modello possa essere replicato con successo in altri contesti. L’accesso aperto e la possibilità di utilizzo da parte di più entità riducono inoltre la ripetizione delle verifiche di identità.
Espansione e condivisione della tecnologia digitale
Le Nazioni Unite stanno valutando di estendere questa tecnologia all’interno dell’intero sistema ONU e di promuoverla come “bene pubblico digitale”, proponendo l’ampliamento del modello di Certificato Digitale di Diritto anche ad altre organizzazioni internazionali.
Sameer Chauhan, direttore del United Nations International Computing Centre, ha commentato nel documento conclusivo:
“Il progetto ha fornito non solo un prototipo tecnico ma anche un modello operativo per come le organizzazioni appartenenti alla famiglia ONU possono collaborare per progettare infrastrutture digitali pubbliche sicure, scalabili e inclusive.”