Potenziare il private credit con le infrastrutture on-chain

Il credito privato, in particolare la finanza garantita da attività (Asset-Backed Finance, ABF), rappresenta uno dei settori in più rapida crescita della finanza globale. Già oggi un mercato da 6,1 trilioni di dollari, secondo Apollo Global Management il potenziale complessivo supera i 20 trilioni di dollari. Nonostante la sua dimensione e il ruolo che sta assumendo nel finanziare imprese e consumatori nel mondo, questo settore opera ancora in gran parte tramite fogli Excel. Le conseguenze sono evidenti: un aumento della complessità operativa in middle e back office, capitale inattivo e costi di finanziamento fino al 30% superiori rispetto a quanto potrebbero essere.

La situazione attuale ricorda il gestire il proprio orario di lavoro annotandolo su un post-it giallo, spedendolo e aspettando 15 giorni per ricevere il pagamento, ma a questo processo lento, nel 2025, nessuno vorrebbe sottostare.

Queste inefficienze derivano dal modo in cui l’ABF è gestito oggi. A differenza del credito corporate, dove la solvibilità del debitore e il suo bilancio costituiscono una garanzia, la finanza garantita da asset fa affidamento sui flussi di cassa contrattuali degli asset sottostanti: si tratta di prestiti come il Buy Now Pay Later (BNPL), crediti della supply chain o finanziamenti alle piccole imprese. Per gestire questa complessità, fondi come Apollo e Blackstone strutturano facilitazioni personalizzate per gli originatori.

Gli originatori possono ricevere migliaia di richieste di prestito ogni mese, ma i prelievi avvengono solitamente solo su base settimanale. Nel frattempo, il capitale rimane fermo, causando un “cash drag” — ovvero la perdita di rendimento dovuta al capitale che non viene investito in prestiti generativi di reddito — mentre gli originatori devono ricorrere a costosi fondi propri per coprire le lacune di liquidità.

I gestori tradizionali dispiegano vaste squadre operative per monitorare covenant, verificare garanzie e amministrare le modalità di pagamento distribuite a cascata. Si tratta di un lavoro intenso, soggetto a errori e costoso.

Una svolta trasformativa guidata dalla tecnologia web3

Sta emergendo un cambiamento significativo che promette di accelerare la crescita dell’ABF, grazie soprattutto all’integrazione della tecnologia blockchain. Al centro di questa evoluzione non c’è solo un miglioramento infrastrutturale, ma anche una nuova forma di moneta: quella programmabile.

I nuovi operatori possono sfruttare strutture di credito programmabili e stablecoin per erogare prestiti più rapidamente, a costi inferiori e su scala più ampia. Attraverso la tokenizzazione delle strutture di credito e l’inserimento di smart contract in ogni fase del ciclo di vita, i gestori riescono ad automatizzare la verifica, far rispettare le norme in tempo reale ed eseguire prelievi e rimborsi istantaneamente. L’abbinamento con le stablecoin programmabili per il finanziamento e il regolamento permette di eliminare completamente il cash drag. Piattaforme come Fence e Intain stanno già dimostrando nella pratica l’efficacia di questo modello, gestendo in codice origine, reportistica e pagamenti a cascata.

Fonte: Fence.Finance

Le ripercussioni sono di grande rilievo. I grandi gestori come Apollo e Blackstone possono ridurre drasticamente i costi operativi, mentre fondi più piccoli, gestori emergenti e family office possono accedere al mercato senza dover impiegare numerosi addetti. L’infrastruttura on-chain potrebbe infine contribuire a democratizzare un mercato storicamente chiuso ai soggetti diversi dalle grandi istituzioni. Nel tempo, i gestori legati a processi manuali basati su sistemi tradizionali rischiano di perdere terreno in favore di fondi specializzati che sposano l’infrastruttura blockchain.

Con il rinnovato interesse verso le criptovalute e l’attenzione all’emissione di stablecoin, l’ABF rappresenta un caso concreto di applicazione della tecnologia per risolvere inefficienze reali e cogliere un’opportunità di mercato in rapida espansione. Sarà opportuno seguire da vicino gli sviluppi di questo settore.