Lavoro in crisi: fino a 5 mesi per trovare uno chef, in Lombardia mancano autisti e offrono un bonus di 3.000 euro
- 23 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Caselle da riempire in due ambiti distinti: da una parte il mondo della ristorazione, dall’altra il comparto dei trasporti. Si tratta di figure professionali diverse, entrambe però richieste con urgenza per far fronte a una domanda crescente dopo due anni di contrazione occupazionale.
Una recente indagine della Fipe, che utilizza dati Istat, segnala che il tasso di posti vacanti nel settore della ristorazione è il più elevato a livello nazionale. Tra le misure in arrivo, si prevede un incremento delle offerte di lavoro a partire da questa primavera; nel frattempo alcune imprese del settore dei trasporti hanno già avviato reclutamenti mirati, come l’iniziativa di Fnm Autoservizi per assumere autisti in Lombardia.
Il quadro della ristorazione
La carenza più pronunciata riguarda i ruoli di sala e, soprattutto, la figura dello chef. Secondo la rilevazione, il 51% dei titolari di locali segnala difficoltà nel reperire personale di sala; per chi cerca uno chef i tempi medi di attesa possono arrivare fino a cinque mesi. Il fenomeno si inserisce in un contesto di riduzione occupazionale: la Fipe registra oltre un milione di lavoratori dipendenti nel 2025, con una flessione del 10,3% rispetto a due anni prima, pari a circa 114mila posti in meno.
Dietro questi numeri ci sono fattori strutturali: la stagionalità del lavoro, condizioni contrattuali percepite come insoddisfacenti, la difficoltà di conciliare impegni serali e festivi con la vita familiare, e una offerta formativa territoriale non sempre allineata alle esigenze pratiche delle imprese. Inoltre, l’invecchiamento della forza lavoro e il trasferimento di giovani verso altri settori o all’estero accentuano il mismatch tra domanda e offerta.
Per rispondere a questa carenza, gli operatori propongono diverse azioni: potenziamento degli istituti professionali e degli ITS con percorsi mirati alla ristorazione, incentivi salariali per rendere più competitiva l’offerta contrattuale, e misure che favoriscano l’ingresso di pensionati parziali o lavoratori stranieri qualificati, nel rispetto delle normative vigenti sull’immigrazione e sulle certificazioni professionali.
Le sfide e le opportunità per i trasporti
Nel settore dei trasporti la carenza riguarda soprattutto autisti professionali con patenti e qualifiche adeguate, specialmente per il trasporto passeggeri regionale e locale. Fnm Autoservizi ha lanciato campagne di reclutamento in Lombardia per colmare questi vuoti, offrendo percorsi formativi e incentivi per accelerare l’inserimento.
Le difficoltà di reclutamento nel comparto derivano da una combinazione di fattori: età media elevata dei conducenti, requisiti formativi e sanitari stringenti, turni articolati e questioni legate alla qualità del lavoro. Queste tensioni possono avere ripercussioni sulla continuità del servizio pubblico e sulla capacità delle imprese di espandere le rotte o aumentare la frequenza delle corse nei momenti di maggiore domanda.
Dal punto di vista operativo e finanziario, la carenza di personale spinge le aziende ad accelerare investimenti in tecnologie che aumentino l’efficienza: sistemi di pianificazione automatizzata, strumenti digitali per la gestione dei turni, e veicoli a più basso impatto manutentivo e ambientale. Sul piano regolatorio, le autorità regionali e nazionali potrebbero intervenire con incentivi alla formazione, percorsi di apprendistato professionalizzante e accordi collettivi che migliorino l’attrattività del lavoro di guida.
Impatto economico e politiche necessarie
La carenza di personale in questi due comparti ha implicazioni che vanno oltre il singolo posto di lavoro. Nel breve periodo possono verificarsi difficoltà operative, calo di servizio o aumento dei costi per sostituzioni e straordinari; nel medio-lungo termine la situazione può condizionare la competitività delle imprese italiane nei settori turistico-ricettivo e della mobilità locale.
Per gli enti pubblici e i policy maker la sfida è definire un mix di interventi che combini formazione, incentivi all’assunzione, riconoscimento delle qualifiche e miglioramento delle condizioni contrattuali. Per le imprese, invece, è strategico investire nella formazione interna, valorizzare percorsi di carriera chiari e adottare tecnologie che riducano il carico operativo su mansioni critiche.
Infine, la cooperazione tra camere di commercio, istituti tecnici, regioni e imprese può facilitare la creazione di bacini locali di lavoro qualificato, mentre gli investitori guardano con interesse ai segmenti della formazione professionale, della transizione digitale e della mobilità sostenibile come opportunità di crescita e innovazione.
Azioni concrete suggerite
Tra le azioni pratiche indicate dagli operatori e dagli esperti figurano: accordi territoriali per stage e tirocini in ristoranti e aziende di trasporto, finanziamenti pubblici per corsi rapidi di qualifica, premi assunzione per giovani e over 50, nonché iniziative per migliorare la reputazione dei mestieri legati a orari non convenzionali.
Per attrarre nuovi talenti sarà inoltre importante comunicare meglio le possibilità di carriera, l’inclusione di strumenti di welfare aziendale e, nel caso dei trasporti, percorsi di transizione verso flotte più verdi e meno intensive in manutenzione, che possono rendere la professione più stabile e meno gravosa nel lungo periodo.
Conclusione
La situazione descritta dalla Fipe e le iniziative come quelle di Fnm Autoservizi evidenziano l’urgenza di interventi coordinati. Solo un approccio che combini formazione, incentivi economici e innovazione tecnologica potrà ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro e sostenere la ripresa di due settori chiave per l’economia italiana.
In sintesi
- La carenza di personale nella ristorazione e nei trasporti potrebbe accelerare l’adozione di soluzioni digitali e di automazione, creando opportunità per fornitori di tecnologia e servizi HR specializzati.
- Investire in formazione professionale e percorsi di riqualificazione rappresenta una leva strategica per attrarre capitale umano e ridurre i costi operativi a medio termine.
- Per gli investitori, i segmenti legati alla mobilità sostenibile, alla formazione e ai servizi per l’occupazione locale offrono potenziali ritorni, soprattutto se collegati a incentivi pubblici e contratti di lungo periodo.