L’Australia vuole integrare le criptovalute nel quadro dei servizi finanziari con una nuova proposta di legge

Il Ministero del Tesoro australiano ha presentato una nuova proposta di legge per le aziende che operano nel settore delle criptovalute nel paese, che prevede l’obbligo per queste realtà di ottenere licenze specifiche e di essere considerate come prodotti finanziari. Questa iniziativa mira a integrare le imprese legate agli asset digitali nel quadro normativo esistente, ponendole sotto la supervisione dell’Australian Securities and Investments Commission (ASIC), l’autorità di controllo dei mercati finanziari.

Secondo la bozza, le piattaforme di asset digitali (Digital Asset Platforms – DAPs) e le piattaforme di custodia tokenizzata (Tokenized Custody Platforms – TCPs) saranno assimilate agli intermediari finanziari tradizionali, soggette quindi alle stesse regole di licenza e tutela dei consumatori applicate al settore finanziario più ampio.

Daniel Mulino, vice tesoriere, ha illustrato la bozza di legge giovedì, sottolineando come la normativa intenderebbe inserire il comparto crypto nelle attuali regole riguardanti i servizi finanziari.

Daniel Mulino ha dichiarato:

“La legislazione finale introdurrà un nuovo quadro regolamentare per le imprese di asset digitali in Australia. Questo sarà realizzato estendendo in modo mirato le leggi esistenti sui servizi finanziari.”

Il Ministero del Tesoro ha inoltre aperto un periodo di consultazione pubblica sulla bozza, che resterà disponibile fino al 24 ottobre 2025, invitando così stakeholder, aziende e cittadini a fornire osservazioni e suggerimenti per migliorare il testo normativo.

Questa iniziativa rappresenta un passo significativo nel rafforzamento del quadro regolamentare australiano nel settore delle criptovalute, cercando di garantire una maggiore trasparenza e protezione degli investitori, oltre a integrare queste nuove tecnologie nel sistema finanziario formale.