Come il boom dell’IA potrebbe scatenare miliardi per alcuni dei più grandi rivenditori americani
- 24 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
L’intelligenza artificiale potrebbe offrire ai rivenditori notevoli vantaggi, ma non rappresenterà una soluzione miracolosa per il settore.
In una nota per i clienti, l’analista di Morgan Stanley Alex Straton ha stimato che l’AI agentica potrebbe generare un’opportunità di risparmio sui costi pari a circa 6 miliardi di dollari per alcuni tra i più grandi rivenditori americani, incrementando le stime di profitto fino al 20% entro il 2026.
Secondo il rapporto, Gap (GAP), Macy’s (M) e Victoria’s Secret (VSCO) sono il trio “eccellente” meglio posizionato per beneficiare di queste innovazioni.
L’interesse di Wall Street per una crescita dei margini guidata dall’AI resta elevato, soprattutto in un settore storicamente segnato da margini ridotti e livelli di stock sovradimensionati.
L’analisi di Straton combina due indicatori: un “premio AI” che quantifica il potenziale risparmio operativo e un punteggio di “riconoscimento AI” basato sulla frequenza con cui le aziende menzionano l’intelligenza artificiale nelle loro comunicazioni ufficiali.
Alla stima centrale, il modello della banca prevede circa 6 miliardi di dollari di risparmi annuali derivanti da strumenti di AI agentica come la pianificazione dell’inventario, l’automazione della catena di approvvigionamento e il servizio clienti automatizzato. Se questi numeri si realizzeranno, potrebbero aggiungere circa 200 punti base ai margini del settore.
Tuttavia, non tutti sono convinti che questa proiezione si tradurrà in risultati concreti. David Swartz, analista senior di equity presso Morningstar, si mostra scettico riguardo a come i rivenditori stiano realmente implementando e parlando dell’AI.
David Swartz ha dichiarato:
“Per quanto riguarda i numeri… non è qualcosa che qualcuno abbia veramente quantificato.”
Swartz sottolinea come l’uso dell’AI venga discusso in modi molto diversi e che sia difficile prevedere con chiarezza i risparmi economici a lungo termine.
Tra le applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale, molte coincidono con le ipotesi elaborate da Morgan Stanley. Marketing, suggerimenti sui prodotti, offerte promozionali e persino il design possono trarre vantaggio dall’AI. Per esempio, l’intelligenza artificiale potrebbe consentire ai rivenditori di indirizzare in modo più preciso la clientela e di testare le promozioni con una rapidità superiore rispetto ai sistemi tradizionali.
Come evidenziato da Morgan Stanley, Swartz ritiene che i processi interni, come la gestione dell’inventario, possano rivelarsi più significativi nel lungo termine, ipotizzando che l’AI potrebbe supportare i rivenditori a capire esattamente quanto ordinare e quali prodotti siano più necessari.
Una migliore previsione della domanda contribuirebbe a ridurre la necessità di sconti e gli sprechi – problemi cronici per il settore – incidendo in maniera sostanziale sui margini, se applicata con successo.
Tuttavia, fino a oggi, Straton ha osservato come “l’impatto dell’AI sull’efficienza dell’inventario sia stato minimo”.
Man mano che l’adozione si diffonderà, i rivenditori potrebbero sperimentare miglioramenti, ma difficilmente l’intelligenza artificiale trasformerà radicalmente il settore in tempi brevi, avverte Swartz.