La macchina della Cina, la valuta americana Usdt: perché le stablecoin mantengono il dollaro al comando
- 22 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Buongiorno, Asia. Ecco le notizie principali che stanno influenzando i mercati.
Benvenuti all’Asia Morning Briefing, un riepilogo quotidiano che sintetizza le notizie più rilevanti durante le ore di mercato statunitensi, offrendo una panoramica sugli andamenti e sulle analisi del settore. Per un’analisi dettagliata dei mercati negli Stati Uniti si rimanda a fonti specializzate.
Per le strade della Bolivia, un cartellone pubblicitario mostra una vivace immagine di una BYD Dolphin Mini, un veicolo elettrico cinese ormai simbolo della forza export di Pechino nei mercati emergenti.
Il cartello recita: “Tu vehiculo en dolares digital”, sottolineando come il pagamento avvenga tramite USDT, il dollaro digitale adottato da centinaia di milioni di consumatori nei paesi in via di sviluppo.
La situazione appare paradossale: un veicolo elettrico cinese, espressione dell’espansione commerciale cinese nei paesi BRICS, viene infatti acquistato in USDT, una stablecoin ancorata al dollaro statunitense, garantito da titoli di governo americani, proprio quei titoli che la Cina sta riducendo nei suoi portafogli.
Cina da anni promuove la de-dollarizzazione in America Latina, presentandola come un atto di solidarietà tra paesi del Sud globale e un cammino verso l’indipendenza economica da Washington. Attualmente, la Bolivia paga circa il 10% del commercio in yuan, mentre il Brasile ha rinnovato una linea di swap in RMB da 190 miliardi di yuan (circa 26 miliardi di dollari). Anche l’Argentina utilizza la liquidità in renminbi per scongiurare il default.
Tuttavia, la realtà per i consumatori comuni è diversa. Se da un lato Cina domina l’export, dall’altro perde terreno nella funzione di unità di conto. Ciò genera una contraddizione: i prodotti cinesi aumentano la domanda di dollari digitali (USDT) piuttosto che del renminbi stesso.
Per commercianti e consumatori soggetti a inflazione elevata o controlli sui capitali, l’USDT rappresenta stabilità, rapidità e liquidità, vantaggi che lo yuan ancora non è in grado di offrire. D’altronde, lo yuan, come molte valute nazionali, non è strutturato per circolare liberamente offshore, in linea con la politica monetaria rigorosa della People’s Bank of China.
Il predominio dell’export cinese nei mercati latinoamericani spazia dalla soia al litio, dai mezzi pubblici ai veicoli elettrici, ma come evidenzia la pubblicità, alimenta la domanda di USDT e non quella dello yuan.
Nonostante il dibattito sulla de-dollarizzazione, la stablecoin legata al dollaro sta conquistando i mercati emergenti, mentre i progetti di valuta digitale delle banche centrali cinesi rimangono limitati ai confini nazionali. Le stablecoin offrono infatti ciò che le CBDC e le linee di swap in yuan non riescono a garantire: velocità, liquidità e fiducia globale.
Più questa situazione perdura, più sarà difficile per la Cina trasformare il suo peso commerciale in influenza monetaria. La de-dollarizzazione in America Latina avviene, ma in una forma diversa da quella immaginata da Pechino.
Invece di creare zone di regolamento in renminbi, la regione assiste all’ascesa di sistemi basati sul dollaro digitale: una sorta di re-dollarizzazione dal basso che consolida il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale in una nuova veste digitale. Scacciare il dollaro dalla sua posizione dominante continua a essere una sfida ardua.
Nonostante le discussioni sulla diffusione delle CBDC o una valuta unica dei BRICS, questi progetti non hanno ancora preso piede concretamente: le operazioni commerciali quotidiane continuano a essere regolate attraverso USDT, la moneta digitale che domina i mercati emergenti.
Movimenti nei Mercati
Bitcoin (BTC): la criptovaluta principale si mantiene sopra i 114.500 dollari. Il prezzo di BTC appare stabile con una leggera tendenza al ribasso nel corso della giornata, influenzato da un rinnovato interesse degli investitori istituzionali, aspettative di tagli dei tassi negli Stati Uniti e un sentiment macroeconomico favorevole ai rischi. La resistenza stimata tra i 115.000 e i 117.000 dollari sembra resistere, secondo l’osservatorio CoinDesk Market Insights.
Ethereum (ETH): il valore di ETH si attesta intorno ai 4.400 dollari. Anche la criptovaluta di secondo rango mostra una leggera debolezza nel trading intraday, dovuta a una momentum meno vigoroso e al tentativo di riconquistare livelli precedenti di prezzo. La settimana si è chiusa con flussi positivi verso gli ETF, che hanno registrato un ingresso di 556 milioni di dollari.
Oro: il metallo prezioso continua a mantenersi vicino ai massimi storici, sostenuto dall’indebolimento del dollaro statunitense, dalle attese di riduzioni dei tassi da parte della Federal Reserve, dalla forte domanda delle banche centrali e dalle preoccupazioni inflazionistiche.
Nikkei 225: i mercati della regione Asia-Pacifico hanno aperto la settimana in rialzo, con il Nikkei 225 giapponese in crescita dell’1,28%, dopo la conferma da parte della Cina del mantenimento dei tassi sui prestiti e l’influsso positivo dai guadagni di Wall Street.
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