Zelensky rivela che nelle armi russe ci sono 132mila componenti estere e Trump invita gli europei a smettere di comprare petrolio da Mosca

Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che, durante le ore notturne, i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e neutralizzato 19 droni ucraini a lungo raggio. Secondo quanto divulgato dall’agenzia Tass, i droni sono stati abbattuti in diverse aree: 12 nel territorio della Repubblica di Crimea, quattro sul Mar Nero, due nella regione di Bryansk e uno nella regione di Kursk. Come di consueto, il comunicato ufficiale del Cremlino non è accompagnato da elementi indipendenti che ne confermino immediatamente la veridicità.

Dall’altra parte, le autorità ucraine forniscono dati e resoconti differenti: l’aeronautica militare di Kiev, riportata da media locali, parla di un attacco notturno che ha coinvolto 54 droni di diverse tipologie, tra cui Shahed e Gerber. Di questi, 33 sono stati abbattuti o intercettati, mentre 21 hanno raggiunto e colpito otto località distinte. Tra gli episodi più rilevanti si segnala un attacco nel villaggio di Velykyi Burluk, dove un incendio ha distrutto la copertura di un magazzino agricolo estesa su circa 200 metri quadrati, fortunatamente senza causare vittime o feriti.

La richiesta di Zelensky: sanzioni più severe e intensificazione degli attacchi

Volodymyr Zelensky ha rilanciato attraverso Telegram l’appello per un inasprimento delle sanzioni contro la Russia, affermando l’importanza di bloccare tutte le possibili vie di rifornimento e di esercitare pressione su stati e aziende che facilitano Mosca.

Volodymyr Zelensky ha dichiarato:

“È necessario interrompere ogni possibile canale di approvvigionamento, aggirare le sanzioni e fare pressione sui Paesi e le società che supportano l’apparato militare russo”.

Il presidente ucraino ha sottolineato la complessità industriale del sistema bellico russo, che si avvale di migliaia di componenti provenienti dall’estero, e ha sollecitato l’adozione di un nuovo pacchetto di sanzioni estremamente incisivo, con il sostegno degli Stati Uniti. Nei successivi interventi, ha inoltre stimato l’intensità degli attacchi provenienti da Mosca, con numeri elevati di droni, bombe intelligenti e missili impiegati negli ultimi giorni contro il territorio ucraino.

Le garanzie di sicurezza finlandesi e il dibattito sul deterrente

Sul fronte diplomatico, il presidente della Finlandia, Alexander Stubb, ha illustrato i principi delle cosiddette “garanzie di sicurezza” destinate a Kiev. Queste misure impegnerebbero formalmente gli Stati europei firmatari a intervenire militarmente nel caso in cui la Russia riprendesse azioni aggressive su larga scala contro l’Ucraina.

Alexander Stubb ha sottolineato che tali garanzie diventeranno operative solo dopo un eventuale accordo tra Kiev e Mosca, ribadendo con fermezza che «la Russia non avrà nessun diritto di veto sulla loro formulazione». Per assicurare l’efficacia deterrente, secondo il leader finlandese, è fondamentale che queste garanzie siano percepite come realistiche e vincolanti, con l’effettiva volontà dei partner di entrare in azione.

L’Unione Europea e il rafforzamento della difesa comune

Dall’Unione Europea giungono segnali chiari circa l’intenzione di consolidare una difesa europea più autonoma e robusta. In un’intervista, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha evidenziato la necessità di sviluppare un pilastro europeo della difesa che affianchi la Nato.

Ursula von der Leyen ha ricordato l’istituzione del programma «Prontezza per il 2030», finalizzato a colmare le lacune nelle capacità militari, accelerare le procedure e mobilitare fino a 800 miliardi di euro a favore dell’industria della difesa europea.

Per aumentare la resilienza strategica, la presidente ha inoltre evidenziato l’importanza di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia, attraverso investimenti significativi in energie rinnovabili e nucleare, soprattutto per soddisfare il carico di base.



Author: Tony
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