Analisti rivedono le prospettive di Nvidia dopo l’investimento in Intel

Nvidia ha storicamente utilizzato processori basati su architettura ARM nei suoi superchip, ed è stata anche protagonista di un tentativo di acquisizione del colosso ARM, fermato dalla Federal Trade Commission statunitense. Tra i progetti futuri dell’azienda vi sono diversi nuovi chip basati su ARM, compreso un processore per laptop chiamato N1, derivato dal superchip GB10.

Tuttavia, le ultime mosse di Nvidia hanno sorpreso gli osservatori. Il CEO Jensen Huang è noto per pianificare con largo anticipo e probabilmente dietro a queste scelte si cela una visione strategica più ampia che ancora non è del tutto chiara.

Di recente, Nvidia ha annunciato di voler integrare i propri chip con quelli di Intel, combinandoli in sistemi su chip (SoC) con nuove architetture congiunte.

Chip Nvidia e Intel integrati in un sistema su chip

Il 27 agosto Nvidia ha comunicato i risultati finanziari del secondo trimestre dell’anno fiscale 2026, che mostrano una crescita significativa.

Jensen Huang ha dichiarato:

“Il computing su rack con Nvidia NVLink è rivoluzionario, arrivando proprio al momento giusto poiché i modelli di intelligenza artificiale basati sulla ragione stanno generando incrementi delle prestazioni di training e inferenza di ordini di grandezza. La corsa all’IA è iniziata, e Blackwell rappresenta la piattaforma al suo centro.”

I principali risultati economici del trimestre sono stati:

– Ricavi cresciuti del 56%, raggiungendo 46,7 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
– Margine lordo pari al 72,4%, in calo rispetto al 75,1% del Q2 FY 2025;
– Utile netto di 26,4 miliardi di dollari, con un incremento del 59% anno su anno.

Per i prossimi trimestri, Nvidia prevede:

– Ricavi stimati a 54 miliardi di dollari, con una possibile variazione del 2%;
– Margine lordo atteso intorno al 73,3%, con un margine di errore dello 0,5%;
– Nessuna previsione di spedizioni del chip H20 verso la Cina.

Collaborazione strategica tra Nvidia e Intel

Il 18 settembre Nvidia e Intel hanno annunciato un accordo per sviluppare insieme diverse generazioni di prodotti personalizzati destinati sia al mercato dei data center che a quello dei PC. Come parte dell’intesa, Nvidia investirà 5 miliardi di dollari in azioni ordinarie di Intel.

Un elemento chiave dell’accordo prevede l’integrazione nei rack di data center dei processori x86 personalizzati di Intel, utilizzando la tecnologia NVLink di Nvidia, fino a oggi sfruttata esclusivamente con CPU personalizzate basate su ARM.

Parallelamente, Intel realizzerà sistemi su chip x86 che incorporeranno chip grafici Nvidia RTX, rivolti al settore PC.

Lip-Bu Tan, CEO di Intel, ha aggiunto:

“Le piattaforme leader di Intel per data center e computing client, insieme alle nostre tecnologie di processo, manifattura e packaging avanzato, completeranno la leadership di Nvidia nell’intelligenza artificiale e nel computing accelerato, abilitando nuove innovazioni nell’intero settore.”

Analisi e prospettive degli esperti

Dopo l’annuncio della partnership, l’analista Vivek Arya di Bank of America ha aggiornato la sua valutazione sull’azione Nvidia. Il team ha sottolineato come i tempi di sviluppo dei nuovi prodotti restino incerti e potrebbero richiedere diversi anni, con un impatto limitato nel breve termine sui concorrenti, come AMD e ARM, e opportunità potenziali per le aziende attive nei settori delle attrezzature per semiconduttori e dell’automazione della progettazione elettronica.

Gli analisti hanno inoltre evidenziato che nel comunicato non si fa menzione dell’impiego da parte di Nvidia dei servizi di produzione di Intel Foundry. L’accordo, secondo loro, consentirà a Nvidia di estendere la tecnologia NVLink fino a 72 GPU per rack nell’ecosistema x86, ampliando così la diffusione del protocollo proprietario.

La partnership potrebbe anche migliorare l’accesso di Nvidia ai grandi deployment di intelligenza artificiale enterprise tramite il canale Intel, mantenendo al contempo la flessibilità produttiva e ampliando gli investimenti negli Stati Uniti.

Tra i rischi menzionati, invece, si evidenziano:

– Debolezza nel mercato consumer legato al gaming;
– Concorrenza serrata con altri grandi player pubblici;
– Impatti più consistenti del previsto nelle restrizioni sulle spedizioni di processori verso la Cina;
– Vendite discontinue e non prevedibili in nuovi segmenti come enterprise, data center e automotive;
– Possibile rallentamento nei ritorni di capitale;
– Maggiore attenzione e controllo governativo sulla posizione dominante di Nvidia nel mercato dei chip IA.

Vivek Arya ha ribadito il giudizio di acquisto con un target price di 235 dollari, calcolato con un rapporto prezzo/utili previsto di 37 volte escludendo la cassa per l’anno fiscale 2026. Questo multiplo si colloca nella media storica di Nvidia, che va da 25 a 56 volte gli utili futuri. L’analista ha concluso che la valutazione è giustificata dalla posizione di leadership di Nvidia nei mercati dell’IA in rapida crescita, compensata però dalle incertezze legate ai progetti globali di IA, al mercato ciclico del gaming e alle preoccupazioni sull’accesso all’energia.