La commissione sui femminicidi approva all’unanimità: sia reato generare contenuti sessuali con l’ai

Più poteri all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per intervenire anche sulle piattaforme senza sede in Italia e l’estensione del meccanismo di segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali sono alcune delle misure previste per contrastare abusi e violenze digitali.

Il pacchetto normativo introduce obblighi più stringenti per gli operatori delle piattaforme online, dalla sorveglianza proattiva dei contenuti alla predisposizione di procedure accelerate per il riconoscimento di segnalatori considerati attendibili, con l’obiettivo di ridurre i tempi di rimozione dei contenuti illeciti e di potenziare gli strumenti investigativi tecnici a supporto delle forze dell’ordine.

Novità per gestori e giornalisti

I gestori saranno tenuti a monitorare attivamente i servizi che offrono per garantire interventi tempestivi in caso di reato e a implementare canali di segnalazione chiari e accessibili. La norma prevede inoltre il rafforzamento delle competenze tecnico-investigative, con un maggiore scambio di informazioni tra autorità amministrative e organi investigativi.

È prevista anche l’accelerazione delle procedure per il rilascio della qualifica di segnalatore attendibile, uno status che facilita la presa in carico delle segnalazioni ritenute coerenti e credibili, riducendo i tempi per la verifica e la rimozione dei contenuti segnalati.

Per quanto riguarda la professione giornalistica, la relazione propone un aggiornamento del codice deontologico, in vigore dal 1° giugno 2025, finalizzato a contenere il fenomeno della superdiffusione — vale a dire la rapida propagazione di notizie e contenuti manipolati, anche tramite intelligenza artificiale. Le modifiche mirano a definire responsabilità e procedure specifiche per limitare la circolazione di materiali alterati che possono recare danno alle vittime.

Reazioni

La commissione che si occupa di femminicidi, guidata da Martina Semenzato, individua nello stalking, nel revenge porn e nei deepfake alcune delle principali emergenze che il provvedimento intende affrontare.

Martina Semenzato ha detto:

“Robusto, complesso e approfondito.”

Elena Leonardi, senatrice e vicepresidente di Fratelli d’Italia, ha richiamato l’attenzione su casi concreti in cui community online hanno diffuso immagini ritoccate tramite tecnologie di sintesi, sottolineando la necessità di strumenti più efficaci per identificare e sanzionare questi abusi.

Sara Ferrari, capogruppo del Partito democratico in commissione, ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione digitale come leva preventiva, sia per i giovani sia per gli adulti, al fine di consolidare una cultura del rispetto e della parità di genere e ridurre la vulnerabilità alle violenze online.

Sara Ferrari ha detto:

“Oltre all’aggiornamento della normativa statale in linea con quella europea per il contrasto al fenomeno e per la tutela delle vittime, riteniamo fondamentale il punto dell’educazione all’utilizzo degli strumenti digitali, non solo in termini tecnici ma per il rafforzamento della cultura della parità di genere, del rispetto e del rifiuto di ogni forma di violenza, rivolta a minori e adulti.”

Contesto normativo e operatività

L’espansione dei poteri dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si inserisce in un contesto europeo più ampio di regolazione delle piattaforme digitali, che richiede cooperazione transnazionale per gestire contenuti prodotti e ospitati oltre i confini nazionali. In pratica, si tratta di rafforzare strumenti di giurisdizione e coordinamento per rendere più efficace l’attuazione delle norme italiane quando i provider non hanno una presenza formale nel Paese.

Dal punto di vista operativo, l’adozione di procedure accelerate per la qualifica di segnalatore attendibile e il potenziamento delle capacità tecnico-investigative richiederanno investimenti in strumenti tecnologici di detection, formazione specialistica per personale amministrativo e forense, e protocolli condivisi tra autorità competenti.

Per i giornalisti, l’adeguamento del codice deontologico comporterà linee guida più stringenti sulla verifica delle fonti e sulle pratiche di pubblicazione, con implicazioni per l’organizzazione redazionale e per i processi editoriali, soprattutto nei casi che riguardano materiale generato o manipolato da sistemi di intelligenza artificiale.

Impatto pratico e criticità

L’efficacia delle misure dipenderà in larga parte dalla capacità delle autorità di coordinarsi a livello internazionale e dalla prontezza con cui le piattaforme implementeranno tecnologie di moderazione e strumenti per l’analisi forense dei contenuti. Resta aperta la questione dell’equilibrio tra tutela dei diritti individuali e libertà di espressione, nonché dei costi di adeguamento per le piattaforme di minori dimensioni.

Inoltre, l’aumento delle competenze tecniche richieste alle autorità e agli organi di polizia potrebbe stimolare una domanda di servizi privati di compliance, consulenza IT e soluzioni di content moderation basate su intelligenza artificiale, generando opportunità per il mercato tecnologico nazionale ed europeo.

Prossimi passi legislativi

I provvedimenti saranno ora valutati nelle sedi competenti per la traduzione in norme operative: si prevede un confronto tecnico tra le autorità coinvolte, emendamenti parlamentari e successiva emanazione di decreti attuativi per definire criteri, tempi e responsabilità. Importante sarà anche il coinvolgimento delle rappresentanze professionali dei giornalisti e dei fornitori di servizi digitali per co-progettare protocolli efficaci.

Il dialogo tra autorità amministrative, operatori privati e mondo dell’informazione sarà determinante per coniugare tutela delle vittime, garanzie procedurali e sostenibilità operativa delle nuove regole.

In sintesi

  • L’estensione dei poteri dell’AGCOM comporterà un aumento della domanda di servizi di compliance e moderazione dei contenuti, creando opportunità per aziende tecnologiche italiane specializzate in soluzioni di detection e analisi forense.
  • Le nuove regole richiederanno investimenti per le piattaforme, con possibili effetti sui costi operativi e sui modelli di business delle realtà più piccole che dovranno adeguare processi e infrastrutture.
  • Per gli investitori, il rafforzamento delle competenze tecnico-investigative e della formazione specialistica segnala un mercato in crescita nei settori della cybersecurity, della consulenza legale-tech e delle tecnologie anti-deepfake.
  • Per il sistema informativo nazionale, le modifiche deontologiche e le pratiche di verifica suggeriscono un possibile rafforzamento della qualità dell’informazione, con ripercussioni positive sulla fiducia del pubblico e sulla credibilità delle testate che adotteranno standard più rigorosi.