Bitcoin rallenta mentre l’attacco degli Usa al Venezuela provoca turbolenze prima della riunione della Fed

In Venezuela si sta intensificando una situazione geopolitica delicata, mentre gli investitori attendono di conoscere l’impatto della decisione sui tassi di interesse che il Comitato Federale del Mercato Aperto (FOMC) degli Stati Uniti annuncerà domani, nello specifico riguardo a come reagirà il Bitcoin.

Da tempo si registrano tensioni tra gli Stati Uniti e il Venezuela. Recentemente, gli Stati Uniti hanno effettuato due attacchi a imbarcazioni sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga venezuelano. L’ultimo, reso noto lunedì, ha causato la morte di tre persone, mentre il primo attacco, avvenuto il 2 settembre, ha provocato 11 vittime e l’affondamento della barca.

Gli Stati Uniti sostengono che queste imbarcazioni siano utilizzate da “narcoterroristi” per trasportare coca e fentanyl verso il proprio territorio. Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha definito il primo attacco come un “crimine efferato”, accusando l’ex presidente Donald Trump di voler trascinare il paese in una “guerra su larga scala”.

Il prezzo del Bitcoin non ha ancora subito forti scossoni a seguito di queste notizie, mantenendo però una certa flessione. Al momento della stesura, il Bitcoin viene scambiato a circa 115.018 dollari, con un incremento dello 0,2% nell’ultimo giorno. Tuttavia, rispetto allo stesso periodo del mese precedente, la criptovaluta mostra un calo del 2,7%, dati secondo il portale aggregatore CoinGecko.

Gli analisti della piattaforma di scambio criptovalute Bitunix suggeriscono ai trader di restare vigili e monitorare attentamente l’evoluzione della situazione in Venezuela.

Hanno evidenziato:

“I flussi verso il dollaro statunitense e i titoli di Stato americani come rifugio sicuro potrebbero entrare in competizione con gli asset rischiosi. Gli investitori dovrebbero osservare con attenzione le reazioni internazionali e le potenziali sanzioni, tenendo sotto controllo le resistenze del Bitcoin a 117.000–118.000 dollari e i supporti a 114.000 e 111.000 dollari. In caso di sviluppi improvvisi, si consiglia di ridurre la leva finanziaria e limitare l’esposizione su singole posizioni.”

La conferma del consigliere di Trump alla Federal Reserve

Malgrado l’aumento delle tensioni internazionali, gli utenti su Myriad, un mercato predittivo gestito dalla società madre di Decrypt, DASTAN, sono convinti che il FOMC deciderà domani un taglio dei tassi di interesse, anche se la speranza di un taglio di 50 punti base sembra svanire.

Il 90% degli utenti prevede un taglio da 25 punti base. Il segmento che scommette su una riduzione di 50 punti base ha raggiunto il 30% il 9 settembre, per poi ridursi drasticamente al 7,4% degli operatori al momento della scrittura.

Secondo il FedWatch Tool di CME Group, che utilizza i prezzi dei futures sui tassi di interesse per stimare il sentiment dei trader, la situazione appare leggermente più prudente. Attualmente, il 96% degli operatori si aspetta un taglio di 25 punti base, mentre soltanto il 4% punta a una riduzione più marcata.

Impatto degli eventi geopolitici sui mercati

In termini più generali, il colpo inflitto all’imbarcazione venezuelana sembra aver provocato una certa preoccupazione nei mercati. L’indice di volatilità VIX, calcolato dal Chicago Board Options Exchange (CBOE), ha mostrato un incremento costante dal venerdì precedente, segnando un rialzo del 1,69% negli ultimi cinque giorni e attestandosi a 15,66.

L’impatto delle tensioni geopolitiche è ancora più evidente nel MOVE Index, ovvero la stima della volatilità per le opzioni sui titoli di Stato americani calcolata da Merrill Lynch. Questo indice è cresciuto del 4,79% rispetto alla chiusura del giorno precedente, raggiungendo 76,88 martedì mattina, pur mostrando un calo del 8,47% rispetto a cinque giorni fa.