Accordo tra Federchimica e Its Academy per dare slancio a nuovi progetti di formazione nel settore

Federchimica, la federazione nazionale dell’industria chimica, ha sottoscritto un nuovo accordo con le Fondazioni ITS Academy dell’area Chimica e Nuove Tecnologie della Vita per promuovere progetti formativi congiunti volti a sviluppare competenze tecniche specifiche e aggiornate.

Obiettivi dell’intesa

L’accordo nasce con l’obiettivo di creare un canale stabile di confronto tra scuole professionali e imprese, in modo da allineare l’offerta formativa alle esigenze produttive, con particolare attenzione alle sfide della transizione digitale e green del settore chimico e delle filiere collegate.

L’iniziativa punta a rafforzare l’attrattività dei percorsi ITS verso i giovani, migliorare le attività di orientamento e rendere più omogenea e strutturata l’offerta formativa su tutto il territorio italiano.

Dichiarazioni e impegni

Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, ha dichiarato:

“Un passo significativo per valorizzare il talento dei nostri giovani e garantire alle imprese le competenze d’eccellenza necessarie per affrontare con successo la transizione tecnologica e ambientale. Sostenere con convinzione gli ITS Academy significa investire nel futuro e nella competitività, consolidando un ponte solido tra i banchi di scuola e il mondo industriale, capace di offrire prospettive occupazionali concrete, stabili e di alta qualità.”

Indicatori di occupazione e metodo

I percorsi ITS mostrano già tassi di inserimento occupazionale rilevanti: circa l’84% dei diplomati trova lavoro entro dodici mesi dal titolo, con una corrispondenza tra studi e mansioni pari al 93%. Questi risultati riflettono anche la forte integrazione tra formazione e impresa, dato che circa la metà delle ore di docenza è tenuta direttamente da professionisti e aziende.

L’accordo formalizza strumenti di monitoraggio dei fabbisogni formativi, prevedendo incontri periodici tra le imprese e le fondazioni ITS per aggiornare i piani didattici in base all’evoluzione tecnologica, normativa e di mercato.

Settori coinvolti e prospettive

Il partenariato si concentra su ambiti ad alto valore aggiunto come quello chimico, farmaceutico e biotecnologico, dove la richiesta di personale specializzato cresce a fronte di processi sempre più digitalizzati e orientati alla sostenibilità ambientale.

Per le imprese, questa collaborazione rappresenta un’opportunità per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro qualificato, favorire l’adozione di innovazioni e consolidare percorsi di carriera mirati. Per i giovani offre canali più rapidi di ingresso nel mercato del lavoro con competenze spendibili da subito.

Impatto territoriale e istituzionale

La sinergia tra Federchimica e le Fondazioni ITS mira anche a uniformare la qualità dell’offerta formativa su scala nazionale, riducendo le disomogeneità regionali e sostenendo lo sviluppo di poli formativi capaci di rispondere alle esigenze industriali locali.

Dal punto di vista istituzionale, l’intesa rafforza il ruolo degli ITS all’interno del sistema nazionale di istruzione tecnica post-diploma, promuovendo un modello di formazione duale che integra didattica teorica e apprendimento in azienda.

Prossimi passi

Le parti coinvolte prevedono di attivare tavoli di lavoro dedicati alla definizione di curricula aggiornati, azioni di orientamento rivolte alle scuole superiori e misure di accompagnamento all’inserimento lavorativo, con l’obiettivo di consolidare nel tempo il legame tra formazione e domanda industriale.

Monitoraggi periodici e report congiunti consentiranno di valutare l’efficacia degli interventi e di tarare gli strumenti formativi sulle reali necessità delle imprese, soprattutto in relazione alle tecnologie emergenti e agli standard di sostenibilità richiesti dai mercati.

In sintesi

  • Rafforzare l’integrazione tra ITS e imprese può ridurre i costi di recruiting per le aziende italiane e accelerare i tempi di assorbimento delle nuove tecnologie nei processi produttivi.
  • Investire in percorsi tecnici specializzati aumenta l’attrattività degli asset produttivi nazionali per capitali e partnership internazionali orientati a filiere sostenibili.
  • Per gli investitori, la presenza di personale qualificato localmente riduce il rischio operativo legato alla formazione in-house e rende più efficiente la scalabilità di progetti di innovazione verde e digitale.