Economista famoso avverte che le valutazioni azionarie estreme indicano rendimenti negativi in arrivo

Un operatore di borsa al lavoro al New York Stock Exchange il 24 febbraio 2020.

David Rosenberg, noto economista e fondatore di Rosenberg Research, lancia un avvertimento riguardo a possibili rendimenti negativi per l’indice S&P 500 a causa delle elevate valutazioni di mercato. Il rapporto Shiller CAPE sul mercato azionario si trova infatti al terzo livello più alto mai registrato, un segnale che merita attenzione. Contemporaneamente, i rischi di recessione stanno crescendo, poiché il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento.

Rosenberg non ha sempre visto giusto nelle sue previsioni, anche se è salito alla ribalta grazie alla sua anticipazione della recessione del 2008. Spesso, le sue previsioni pessimistiche sull’economia e sui mercati non si concretizzano. Tuttavia, in un contesto in cui la maggior parte degli analisti di Wall Street mantiene un atteggiamento ottimista, le sue analisi offrono un punto di vista critico che gli investitori dovrebbero considerare con attenzione.

In una recente relazione rivolta ai suoi clienti, Rosenberg ha presentato dati che descrivono una possibile traiettoria negativa dei rendimenti futuri dell’indice S&P 500, basata sulle attuali valutazioni di mercato.

Il rapporto Shiller cyclically adjusted price-to-earnings (CAPE) si aggira intorno a 37,5, una misura che smussa gli effetti dei cicli economici confrontando i prezzi azionari attuali con la media decennale degli utili. Questo valore rappresenta la terza valutazione più elevata di sempre, dietro solo ai picchi registrati nel 2021 e nel 2022.

I dati dimostrano che le valutazioni di mercato sono generalmente indicatori affidabili delle performance azionarie a lungo termine. Secondo analisi di istituti finanziari, come la Bank of America, le valutazioni iniziali spiegano circa l’80% dei rendimenti dei mercati nel decennio successivo. Analisi di strategie di investimento di realtà come Morgan Stanley e Goldman Sachs avevano già evidenziato come le valutazioni elevate siano correlate a rendimenti relativamente modesti nel lungo termine.

Tuttavia, a breve termine le valutazioni sono meno accurate nel prevedere i risultati di mercato. I dati di Rosenberg indicano che quando il mercato raggiunge livelli storicamente elevati di valutazione, come accade ora per la terza volta, i rendimenti a un anno tendono a essere negativi.

Nel dettaglio, la tabella che segue evidenzia come, ogni volta che il rapporto Shiller CAPE supera il valore di 35, i rendimenti futuri dell’indice nei periodi di 1, 3, 5 e 10 anni risultano negativi.

David Rosenberg ha commentato in una recente intervista:

“È l’unico punto di riferimento per cui ogni volta che viene superato, i rendimenti sono negativi.”

Le valutazioni non sono però l’unico motivo del suo scetticismo riguardo alla recente corsa rialzista del mercato. Rosenberg sottolinea infatti come il contesto economico stia mostrando segnali di indebolimento, soprattutto nel mercato del lavoro. Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, la crescita mensile dei posti di lavoro è stata sotto le 100.000 unità negli ultimi quattro mesi. Inoltre, si è rilevato che l’economia ha creato circa 911.000 posti di lavoro in meno rispetto a quanto stimato nel dodici mesi precedenti a marzo 2024.

Rosenberg prevede un ulteriore peggioramento delle condizioni occupazionali. Ha evidenziato come le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione siano salite a 263.000 la scorsa settimana, superando le aspettative degli economisti e raggiungendo livelli che in passato hanno anticipato una contrazione del numero di occupati.

Secondo la sua analisi:

“Sappiamo matematicamente che il tasso di assunzioni attuale è così basso che una volta superata la soglia di 240.000 richieste di sussidio, scatta un impulso negativo sull’occupazione non agricola, e questo è ciò che probabilmente vedremo con i dati di settembre, che saranno resi noti a inizio ottobre.”

Il fatto che i mercati azionari continuino a toccare nuovi massimi storici nonostante questi segnali di debolezza economica indica, secondo Rosenberg, la presenza di un’euforia tra gli investitori, tipica di una bolla di mercato.

Ha aggiunto:

“Questo è ciò che appare uno stato euforico, e lo stiamo osservando in tempo reale. Siamo dentro una gigantesca bolla di prezzi che continua a gonfiarsi. Si riconosce una bolla quando i prezzi salgono nonostante i fondamentali negativi.”



Author: Tony
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