Imprese, oltre una su quattro vede ricavi in crescita nel 2026. Ma il caro energia pesa sui margini
- 25 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Le imprese italiane mantengono aspettative positive sul 2026 e sul 2027 nonostante tensioni internazionali, volatilità e costi energetici elevati. Più di un’azienda su quattro prevede di aumentare il fatturato quest’anno, mentre tra le imprese guidate da giovani la quota sale al 37,6%. Il principale fattore di preoccupazione resta però l’energia: oltre sette imprese su dieci temono un aumento della bolletta e, tra queste, il 43,4% prevede una riduzione dei margini.
È quanto emerge dall’analisi realizzata da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne su un campione di circa 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi con un numero di addetti compreso tra 5 e 499.
Nel 2026 il 27,5% prevede fatturato in crescita
Per il 2026 il 27,5% delle imprese prevede una crescita del fatturato di almeno il 3% rispetto all’anno precedente. Il 19,8% si attende un incremento delle esportazioni, mentre il 15,8% prevede un aumento dell’occupazione.
Le aspettative restano positive anche guardando al 2027: il 25,9% delle imprese stima una crescita del giro d’affari, il 20,6% un aumento dell’export e il 13% una crescita degli occupati.
Il quadro resta comunque articolato. Per il 2026 oltre la metà delle imprese prevede una sostanziale stabilità del fatturato, mentre il 20,1% si attende una flessione.
Nel 2027 la quota di aziende che prevede ricavi in calo scende al 7,1%, ma aumenta sensibilmente l’incertezza: il 16,7% delle imprese dichiara di non essere ancora in grado di formulare una previsione sull’andamento del business.
Più ottimiste le imprese guidate dai giovani
Le aspettative sono più favorevoli tra le aziende guidate da giovani.
Per il 2026 il 37,6% prevede una crescita del fatturato, il 34,8% un aumento delle vendite all’estero e il 24,3% un incremento dell’occupazione.
Anche per il 2027 le percentuali restano superiori alla media generale: il 33,3% stima ricavi in aumento, il 34,1% prevede una crescita dell’export e il 21,4% degli occupati.
Energia, oltre il 70% delle imprese teme rincari
A pesare sul quadro resta soprattutto il costo dell’energia.
Oltre il 70% delle imprese teme infatti un aumento della bolletta energetica e, all’interno di questa platea, il 43,4% stima una riduzione dei margini di profitto.
L’aumento dei costi energetici si conferma quindi uno degli effetti più diretti delle tensioni geopolitiche e dell’instabilità dei mercati internazionali.
«Le imprese sembrano aver imparato a convivere con la situazione di incertezza permanente del quadro internazionale, reagendo con maggiore rapidità e adattando le proprie strategie a uno scenario in continua evoluzione», ha osservato Andrea Prete, presidente di Unioncamere.
Secondo Prete, dopo la flessione registrata nel 2022 in seguito allo scoppio della guerra russo-ucraina, la fiducia degli imprenditori si è mantenuta negli ultimi tre anni sostanzialmente stabile.
Il 36% investirà nel green
Proprio la necessità di ridurre l’esposizione ai costi energetici spinge una parte crescente delle aziende a investire nella sostenibilità.
Tra il 2026 e il 2028, il 36,1% delle imprese prevede di realizzare investimenti green, con particolare attenzione agli interventi destinati al risparmio energetico.
Per Unioncamere si tratta di una scelta che unisce sostenibilità e competitività, consentendo alle imprese di ridurre strutturalmente la dipendenza dai costi dell’energia.
Digitale, investimenti previsti dal 38% delle aziende
Parallelamente prosegue la trasformazione digitale.
Negli ultimi tre anni il 44,6% delle imprese ha adottato tecnologie digitali 4.0, mentre il 38% prevede di effettuare nuovi investimenti nel digitale tra il 2026 e il 2028.
All’interno di questa dinamica assume un peso crescente l’intelligenza artificiale: il 21,8% delle imprese ha già investito nell’IA tra il 2023 e il 2025 oppure prevede di farlo nel prossimo triennio.
Il quadro che emerge dall’indagine è quindi quello di un sistema produttivo che continua a scommettere sulla crescita, pur in un contesto ancora fragile, e che individua soprattutto in efficienza energetica, digitalizzazione e intelligenza artificiale le principali leve per difendere margini e competitività.