Confindustria Napoli e commercialisti rafforzano l’alleanza: gli assetti aziendali diventano leva per la crescita

Confindustria Napoli e Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli rafforzano la collaborazione a sostegno delle imprese, puntando sugli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili come strumenti per prevenire le crisi e migliorare competitività e capacità di programmazione delle aziende.

Il tema è stato al centro del convegno “Gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili: le responsabilità per gli organi amministrativi e di controllo vs. le opportunità per le imprese”, organizzato dall’Odcec Napoli nella sede dell’Unione Industriali a Palazzo Partanna. L’appuntamento si inserisce in un percorso di collaborazione già strutturato tra le due organizzazioni.

De Lise: “Conoscere tempestivamente la salute dell’azienda”

“Industriali e commercialisti sono legati da una collaborazione sempre più stretta, che intendiamo consolidare attraverso una partnership strategica”, ha dichiarato Matteo De Lise (in foto), presidente dell’Odcec di Napoli.

Per De Lise, il tema degli adeguati assetti va oltre il semplice adempimento normativo. “I commercialisti mettono le proprie competenze al servizio delle imprese, contribuendo alla loro crescita e allo sviluppo economico del territorio”.

Gli strumenti di controllo e gli indicatori aziendali, ha aggiunto, consentono di “conoscere tempestivamente le reali condizioni di salute dell’azienda” e di orientare con maggiore consapevolezza le decisioni future.

Il quadro normativo deriva dall’articolo 2086 del Codice civile, che impone all’imprenditore operante in forma societaria o collettiva di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche per rilevare tempestivamente una situazione di crisi o la perdita della continuità aziendale.

Genna: “Una spinta al miglioramento delle Pmi”

Sulla stessa linea Vittorio Genna, presidente di Confindustria Napoli, che respinge una lettura degli assetti come semplice vincolo burocratico.

“Ritengo che la riforma dell’articolo 2086 del Codice civile non imponga vincoli alle aziende ma, al contrario, offre una grande spinta al miglioramento delle piccole e medie imprese”.

Secondo Genna, dotarsi di un’organizzazione strutturata può diventare “una molla per poter crescere in termini di competitività e affidabilità sul mercato”.

Il presidente di Confindustria Napoli ha inoltre definito i commercialisti “i nostri partner principali”, sottolineando la volontà di dare una struttura stabile al percorso comune tra professionisti e mondo industriale.

La collaborazione era già stata formalizzata il 1° luglio 2026 attraverso un protocollo che prevede, tra l’altro, tavoli di confronto, iniziative formative e progetti dedicati alla crisi d’impresa, all’accesso ai finanziamenti, alla transizione ecologica e digitale e ai processi di internazionalizzazione.

Saggese: “Non un costo aggiuntivo”

Per Michele Saggese, consigliere dell’Odcec Napoli, una parte delle imprese non avrebbe ancora colto fino in fondo il valore degli adeguati assetti.

“Non si tratta di un semplice obbligo normativo o di un costo aggiuntivo, ma di strumenti che favoriscono la crescita aziendale attraverso modelli organizzativi efficienti, capaci di prevenire e gestire tempestivamente le criticità amministrative”.

In questo processo, secondo Saggese, il commercialista assume un ruolo centrale sia nella verifica dell’adeguatezza degli assetti sia nell’accompagnamento delle imprese verso sistemi di gestione più strutturati.

Prevenire prima che emergano i problemi

Il principio della prevenzione è stato sottolineato anche da Liliana Speranza, consigliera dell’Odcec Napoli.

“Il commercialista svolge un ruolo fondamentale nella pianificazione della crescita aziendale. Gli adeguati assetti rappresentano lo strumento per accompagnare uno sviluppo equilibrato e prevenire tempestivamente eventuali criticità attraverso modelli organizzativi efficienti”.

L’obiettivo, ha osservato, è anticipare l’intervento: “Se vogliamo aiutare le imprese a programmare il proprio futuro, il nostro intervento deve avvenire prima che emergano i problemi, non quando è ormai necessario affrontarne le conseguenze”.

Orefice: superare l’idea dell’adempimento

A sette anni dall’introduzione dell’obbligo, Francesco Orefice, presidente della Commissione Strategie e Controllo dell’Odcec Napoli, invita a superare l’idea che gli assetti rappresentino esclusivamente un onere, soprattutto per le Pmi.

“Sebbene gli strumenti richiesti siano numerosi e talvolta complessi, devono essere considerati un’importante opportunità strategica”.

Una struttura organizzativa e contabile più efficace può infatti permettere alle aziende di recuperare efficienza, individuare prima le criticità e programmare con maggiore consapevolezza investimenti e sviluppo.

Dal rapporto con le banche alla sostenibilità

Il confronto ha affrontato anche gli effetti degli assetti su alcuni snodi centrali della gestione aziendale.

Ciro Esposito, presidente della Commissione Crisi d’Impresa, si è concentrato sulle responsabilità del commercialista nei ruoli di amministratore, sindaco e revisore, mentre Immacolata M.L. Vasaturo, vicepresidente dell’Odcec Napoli, ha approfondito il rapporto tra adeguati assetti e accesso agli strumenti di composizione della crisi.

Sul fronte finanziario, Francesco Gangi, ordinario all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha affrontato il dialogo tra imprese e banche nell’ambito della finanza sostenibile.

Simona Catuogno, ordinaria di Economia Aziendale alla Federico II, ha invece analizzato il legame con la rendicontazione di sostenibilità, mentre Roberto Maglio, anch’egli ordinario alla Federico II, si è soffermato sulla valutazione degli assetti nei trasferimenti d’azienda. Luigi Maria Rocca, presidente della Commissione 231/01, ha infine approfondito il rapporto tra modelli organizzativi 231 e verifica dell’adeguatezza degli assetti.

Il filo comune del confronto è quindi il passaggio da una logica puramente formale a una gestione preventiva dell’impresa, nella quale informazioni contabili, organizzazione interna, controllo dei rischi e capacità di previsione diventano strumenti per sostenere crescita e continuità aziendale.