Edizione prepara il nuovo corso: uscita di Giuliana Benetton per 3,5 miliardi e piano industriale al 2030
- 21 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Dicembre sarà un mese decisivo per Edizione. La holding della famiglia Benetton si prepara a completare l’uscita del ramo facente capo a Giuliana Benetton, valorizzato circa 3,5 miliardi di euro, e contemporaneamente ad approvare il nuovo piano industriale 2027-2030.
I due passaggi dovrebbero aprire una nuova fase per il gruppo presieduto da Alessandro Benetton, caratterizzata da una governance familiare più semplice, un portafoglio maggiormente concentrato e un peso crescente delle attività industriali rispetto alle partecipazioni puramente finanziarie.
Secondo quanto riportato da Repubblica, negli ultimi quattro anni Edizione ha già profondamente modificato il proprio perimetro, rafforzando gli investimenti nelle infrastrutture, nel travel retail e ora anche nell’alternative asset management.
Giuliana Benetton esce con 3,5 miliardi
Il riassetto familiare parte dall’accordo raggiunto per l’uscita del ramo di Giuliana Benetton, che detiene il 25% di Edizione attraverso le società riconducibili alla fondatrice e ai suoi figli.
La valorizzazione concordata è di circa 3,5 miliardi di euro, pari al 25% del valore netto degli asset della holding. Il pagamento sarà articolato in più fasi: secondo gli accordi resi noti a luglio, 1,75 miliardi saranno corrisposti in quattro tranche tra il 2027 e il 2030, mentre un ulteriore miliardo dovrebbe derivare dalla valorizzazione di immobili e altri asset non strategici.
Per la parte restante, Edizione potrà utilizzare contanti o partecipazioni non considerate centrali, con la struttura definitiva che dovrebbe essere definita entro la fine dell’anno.
Secondo Repubblica, altri asset per circa un miliardo di euro saranno liquidati proprio nell’ambito del percorso necessario a finanziare il riacquisto della quota del ramo Giuliana.
Governance più semplice dopo l’uscita del quarto ramo
Il riassetto modifica anche gli equilibri della famiglia.
Dopo l’uscita del ramo Giuliana, resteranno i tre rami riconducibili a Luciano, Gilberto e Carlo Benetton, che hanno previsto di concentrare la rappresentanza familiare attraverso tre referenti nel consiglio di amministrazione.
La guida della holding resterà affidata ad Alessandro Benetton, presidente esecutivo, affiancato dall’amministratore delegato Enrico Laghi.
L’obiettivo è ridurre la complessità decisionale di una struttura azionaria che negli anni aveva coinvolto numerosi esponenti delle diverse generazioni della famiglia e rendere più lineare la definizione delle strategie di lungo periodo.
Mundys vale quasi metà del portafoglio
Il nuovo corso di Edizione poggia soprattutto su Mundys, oggi il principale asset della holding.
Edizione controlla il 57,01% del gruppo infrastrutturale, partecipazione che a fine 2025 aveva un fair value di circa 6,9 miliardi di euro, pari al 47% del Gross Asset Value della holding.
Attraverso Mundys, il gruppo è presente nelle infrastrutture aeroportuali e autostradali, nei servizi di mobilità e nei sistemi di trasporto intelligenti, con attività distribuite in diversi mercati internazionali.
Altro pilastro è Avolta, nata dall’integrazione tra Dufry e Autogrill, della quale Edizione possiede oggi il 22,77%. La partecipazione aveva un valore di circa 1,67 miliardi a fine 2025.
Benetton Group verso il pareggio operativo
Parallelamente, negli ultimi anni è proseguito il lavoro di ristrutturazione di Benetton Group.
Secondo le indicazioni riportate da Repubblica, la società dell’abbigliamento dovrebbe raggiungere nel 2026 il pareggio operativo, risultato che non conseguiva da oltre un decennio.
Il risanamento del gruppo tessile rappresenta uno dei tasselli del più ampio processo attraverso il quale Edizione ha cercato di riportare maggiore equilibrio tra partecipazioni finanziarie e asset gestiti con un approccio industriale.
Fiumicino, piano da 9 miliardi
Uno dei principali impegni futuri riguarda Aeroporti di Roma, controllata attraverso Mundys.
ADR ha predisposto per Fiumicino un piano di sviluppo da 9 miliardi di euro, interamente finanziato con risorse private: circa 4 miliardi saranno destinati alla manutenzione e all’evoluzione delle infrastrutture esistenti e altri 5 miliardi alle nuove opere, tra cui un nuovo terminal e una nuova pista.
Il progetto punta ad accompagnare la crescita dello scalo verso una capacità di circa 100 milioni di passeggeri annui entro il 2046.
Anche Avolta dovrebbe restare tra gli asset sui quali il nuovo piano di Edizione prevede ulteriori impegni e sviluppo.
500 milioni per far crescere 21 Next
Un altro asse strategico sarà 21 Next, piattaforma europea di alternative asset management nata dall’integrazione di 21 Invest e Tages sotto il controllo di Edizione.
La holding possiede il 55% della società, mentre il restante 45% è detenuto dai fondatori e dal senior management delle realtà confluite nella piattaforma. 21 Next conta oggi circa 3 miliardi di euro di masse gestite e 11 fondi attivi, con l’obiettivo di superare i 10 miliardi nei prossimi anni.
Edizione ha messo a disposizione 500 milioni di euro di seed capital per sostenere il lancio delle nuove iniziative.
Secondo Repubblica, a gennaio è previsto il lancio di due fondi per complessivi 1,3 miliardi di euro, destinati a investimenti in PMI, energie rinnovabili e infrastrutture.
Generali, Cellnex e Mps restano nel portafoglio
Accanto agli asset industriali, Edizione continuerà a detenere importanti partecipazioni finanziarie.
Il portafoglio comprende attualmente circa il 4,8% di Generali, il 10,25% di Cellnex e l’1,45% di Banca Monte dei Paschi di Siena.
A fine 2025 la quota Generali valeva circa 2,6 miliardi di euro, Cellnex circa 1,8 miliardi e Mps circa 365 milioni, su un Gross Asset Value complessivo di Edizione pari a circa 14,8 miliardi.
Parte di questi asset potrebbe essere utilizzata nel riassetto legato all’uscita del ramo Giuliana, anche se la decisione definitiva dipenderà dai valori di mercato e dalle modalità di liquidazione scelte a dicembre.
Verso una holding più industriale
Il nuovo piano 2027-2030 dovrebbe quindi formalizzare un cambiamento già avviato.
Mundys e Avolta assumono un peso sempre maggiore, Benetton Group è interessata da un percorso di risanamento, 21 Next apre un nuovo fronte nei private markets e ADR porta avanti un programma infrastrutturale da 9 miliardi.
Le partecipazioni finanziarie continueranno a far parte del portafoglio, ma il baricentro della holding dovrebbe spostarsi progressivamente verso società nelle quali Edizione può esercitare un ruolo industriale più diretto.
Secondo Repubblica, anche dopo l’esborso legato all’uscita del ramo Giuliana la holding punta a mantenere una struttura finanziaria particolarmente solida, con un profilo di credito indicato come investment grade, BBB secondo Standard & Poor’s.
È su queste basi che a dicembre Alessandro Benetton ed Enrico Laghi dovrebbero presentare il nuovo piano al 2030: meno frammentazione nella governance, maggiore concentrazione del portafoglio e una Edizione sempre più orientata alla gestione industriale dei propri asset.