Biomedicale: da Palermo nasce la rete delle competenze
- 19 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Venti nuovi laboratori dedicati al biomedicale e al biotech e una rete che mette in collegamento formazione, imprese, ricerca e sistema sanitario: si è conclusa con l’inaugurazione dei Laboratori Biomed e Biotech 4.0 dell’Its Academy Nuove Tecnologie della Vita A. Volta una tre giorni organizzata a Palermo in collaborazione con Sicindustria, pensata per le competenze necessarie a sostenere l’innovazione nella sanità e nella filiera delle tecnologie della vita.
Il taglio del nastro alla Culla tecnologica di via Principe di Belmonte, nel cuore della città, ha segnato il termine di tre giornate incentrate sui nuovi profili tecnici, sul rapporto con le aziende, sulla ricerca applicata e sull’innovazione sociale. All’ultima sessione hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale del Dipartimento Istruzione della Regione Siciliana, Vincenzo Cusumano, e il vicepresidente di Confindustria per l’Education e l’Open Innovation, Riccardo Di Stefano.
Il modello Its e il divario del Mezzogiorno
Riccardo Di Stefano ha dichiarato:
“Il Mezzogiorno sta vivendo un trend di crescita che è sotto gli occhi di tutti. Questo, però, non deve farci pensare che il divario sia stato superato. Il gap rimane, ma siamo davanti a una dinamica positiva che dobbiamo saper accompagnare.”
Il vicepresidente di Confindustria ha collegato l’investimento nei laboratori a un progetto più ampio di sviluppo delle competenze tecniche. Ha richiamato l’espansione degli Its, passati da circa 11.000 a 40.000 iscritti, e il tasso di placement medio vicino al 90%, sottolineando il ruolo che questi percorsi possono avere nell’inserimento occupazionale e nell’attrazione di investimenti tecnologici sul territorio.
Riccardo Di Stefano ha aggiunto:
“Quello che questo Its e gli altri Its virtuosi italiani stanno provando a fare è scardinare uno dei tabù più radicati del nostro Paese: l’idea che la formazione tecnica sia una formazione di serie B.”
Nel discorso è stato richiamato anche il percorso definito come “4+2“, che consente a giovani di cominciare la formazione tecnica già a 14 anni e arrivare, in prospettiva, a ottenere un diploma di formazione terziaria e concrete opportunità lavorative intorno ai 20 anni. Secondo gli organizzatori, l’approccio mira a rafforzare il collegamento tra istruzione e mercato del lavoro, riducendo il mismatch tra competenze offerte e richieste dalle imprese.
Oltre all’annuncio dei nuovi spazi, i promotori hanno sottolineato l’importanza della continuità negli investimenti pubblici e privati: questi laboratori devono diventare poli permanenti per la formazione specialistica, il trasferimento tecnologico e la sperimentazione con imprese e strutture sanitarie locali. Un’attenzione particolare è stata riservata alla capacità di integrare ricerca applicata e servizi sanitari per favorire progetti di innovazione sociale e nuove imprese nel settore life sciences.
Dal punto di vista istituzionale, l’iniziativa è stata presentata come un esempio di utilizzo orientato delle risorse pubbliche per creare infrastrutture formative direttamente collegate alle esigenze produttive regionali. La sfida rimane ora nel trasformare l’energia iniziale in percorsi stabili di collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e aziende sanitarie, così da consolidare posti di lavoro qualificati e attrarre investimenti a lungo termine.
In sintesi
- Il rafforzamento dei laboratori specializzati può aumentare l’offerta di competenze certificabili, riducendo il gap occupazionale e rendendo più appetibile l’area per investimenti in biotech e servizi sanitari avanzati.
- Per gli investitori, una rete stabile tra Its, imprese e sistema sanitario rappresenta un segnale positivo: risorse umane qualificate e infrastrutture dedicate abbassano il rischio operativo e favoriscono progetti di Ricerca & Sviluppo locali.
- Dal punto di vista macroeconomico, l’iniziativa contribuisce a diversificare l’economia regionale, con potenziali ricadute su export tecnologico e attrazione di capitale umano, a condizione che si garantisca continuità e integrazione con i programmi nazionali di formazione e innovazione.