Il rimbalzo post-Fed di Bitcoin (BTC) richiama l’inizio del mercato orso del 2022: Crypto Daily
- 18 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le criptovalute hanno registrato un rialzo dopo che la Federal Reserve ha annunciato il primo aumento dei tassi dall’estate del 2023, una reazione che può sembrare controintuitiva dato che una stretta monetaria rende generalmente più attraenti gli investimenti a rendimento fisso.
Nel dettaglio, Bitcoin ha guadagnato quasi l’1% nelle ultime 24 ore, mentre Zcash (ZEC) ha segnato un rialzo superiore al 23%, raggiungendo un nuovo massimo storico per la valuta.
Contesto storico e cautela degli operatori
Molti operatori ricordano gli effetti delle precedenti fasi di inasprimento monetario, in particolare quelle del 2022. Bitcoin si trova attualmente circa il 40% al di sotto del proprio massimo storico di ottobre, indicazione che il mercato è ancora distante dai livelli di picco. Quando la Federal Reserve iniziò il ciclo di rialzi nel marzo 2022, la criptovaluta era anch’essa lontana dal massimo di riferimento e, dopo una breve impennata del 18% nei 12 giorni successivi, subì una correzione vicino al 50% per diversi mesi, periodo che coincise con il tracollo dell’exchange FTX.
Ruolo della politica monetaria e dei fattori regolamentari
La decisione del FOMC di alzare i tassi riflette un quadro inflazionistico e macroeconomico che favorisce strumenti a rendimento. Tuttavia, i mercati delle criptovalute risentono anche di elementi specifici come l’incertezza regolamentare: la sospensione di provvedimenti alternativi, come il cosiddetto Clarity Act negli Stati Uniti, ha temporaneamente rimosso alcuni ostacoli percepiti, contribuendo alla reazione positiva dei prezzi.
Flussi di mercato e segnali di fragilità
Nonostante la tenuta dei prezzi, i flussi di capitale mostrano segnali di debolezza: sono usciti circa 746 milioni di dollari dai fondi spot legati a Bitcoin solo tra martedì e mercoledì. Questo indica che, sebbene vi sia una domanda in grado di sostenere rialzi, la liquidità può risultare volatile e i movimenti di mercato restano sensibili agli spostamenti repentini dei capitali.
Per gli investitori, questi elementi sottolineano l’importanza di valutare la correlazione tra politiche monetarie globali e asset digitali, oltre a considerare l’impatto di decisioni regolamentari sui prodotti di investimento come gli ETF spot che canalizzano flussi significativi nel settore.
Implicazioni per il mercato europeo e per gli investitori italiani
Dal punto di vista europeo e italiano, la dinamica mostra come le scelte di politica monetaria negli Stati Uniti possano riverberarsi sui mercati globali, influenzando asset rischiosi e prodotti finanziari che attraggono capitale internazionale. La volatilità dei flussi e la dipendenza dalla liquidità dei grandi fondi rendono la gestione del rischio e la diversificazione portafoglio particolarmente rilevanti per gli investitori domestici.
Prospettive a breve termine
Nel breve periodo ci si può attendere una persistenza della volatilità: gli aggiustamenti di politica monetaria, le notizie regolamentari e i flussi verso o fuori dagli ETF spot continueranno a determinare oscillazioni significative dei prezzi. Gli operatori più cauti terranno d’occhio gli indicatori di liquidità e le eventuali nuove mosse delle autorità di vigilanza.
In sintesi
- La reattività dei prezzi a fronte di un rialzo della Federal Reserve segnala che le criptovalute risentono di un mix di fattori macro e regolamentari, rendendo la correlazione con i tassi d’interesse non sempre lineare.
- Gli importanti deflussi dagli ETF spot evidenziano rischi di liquidità: per gli investitori italiani ciò implica una maggiore attenzione alla dimensione delle posizioni e alla possibilità di slippage in fasi di stress.
- La dipendenza dai mercati statunitensi accentua l’esposizione a decisioni politiche e regolamentari oltreoceano; diversificare per area geografica e per classi di attivo resta una strategia utile per ridurre il rischio complessivo del portafoglio.