Riserve in Bitcoin possono battere BTC: il rischio vale la pena?
- 17 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi anni si è affermata una formula semplice ma diffusa: società quotate raccolgono capitale sui mercati tradizionali, acquistano Bitcoin e cercano di aumentare più rapidamente del diluizione il numero di BTC che sostenono ogni azione.
Questa strategia ha portato, alla fine dell’estate 2026, a circa 179 società con Bitcoin in bilancio, tutte varianti della stessa idea di base: usare il capitale tradizionale per accumulare criptovaluta e sperare che il valore per azione cresca nel tempo.
Mark Palmer, managing director e senior equity research analyst presso StoneX, ha dichiarato:
“È così che le treasury companies cercano di ‘battere’ il rendimento del Bitcoin.”
Quando il prezzo del Bitcoin sale e gli investitori restano disposti a finanziare nuovi acquisti, la strategia funziona con relativa facilità: si emettono azioni o si prende debito, si compra criptovaluta e il valore in Bitcoin per azione può aumentare. Tuttavia, gli stessi meccanismi agiscono anche in senso opposto: quando il premio si dissolve e la propensione al rischio cala, finanziarsi diventa più difficile mentre rimangono impegni di rendimento e scadenze debitorie.
La combinazione di queste variabili ha già prodotto effetti rilevanti sui mercati azionari: le cinquanta maggiori società con tesoreria in Bitcoin hanno perso miliardi di capitalizzazione dalla seconda metà del 2025.
Rischi della diluizione e variabile chiave da monitorare
Il caso recente di reazione degli azionisti verso Metaplanet illustra il tipo di domande che emergono quando le società diluiscono troppo gli azionisti. Il problema non è tanto l’emissione in sé, quanto se il capitale raccolto genera valore aggiunto sufficiente.
Palmer ha dichiarato:
“Emettere azioni a un premio rispetto al valore patrimoniale netto e comprare Bitcoin con i proventi aumenta la quota di Bitcoin per ogni azione esistente. La stessa emissione a sconto distrugge valore.”
Per valutare realmente l’efficacia di una tesoreria digitale, gli investitori dovrebbero guardare oltre il numero complessivo di BTC detenuti e concentrarsi su una metrica più significativa: il Bitcoin per azione fully diluted, al netto di debito e di eventuali azioni privilegiate. Questa misura riflette quanto effettivamente ogni azione sia sostenuta da criptovaluta dopo aver considerato tutte le passività finanziarie.
Quando l’equazione smette di funzionare
Emettere nuove azioni non è intrinsecamente negativo: conta che il nuovo capitale produca profitti o valore tale da compensare la diluizione. Durante il precedente mercato toro questa dinamica è stata favorevole per alcune società perché il Bitcoin cresceva rapidamente, permettendo di emettere debito o azioni con condizioni relativamente vantaggiose.
Ma quando i mercati di capitale non collaborano, i vincoli di rimborsi e rendimento sovrapposti a una posizione in Bitcoin possono amplificare le perdite: la stessa struttura che moltiplica i guadagni in salita li accentua in discesa.
Scegliere la ‘giusta’ tesoreria digitale
Con diverse centinaia di offerte sul mercato, le società più consolidate godono di un vantaggio riconoscibile: il primato di mercato e la presenza di figure carismatiche possono aiutare a mantenere l’interesse degli investitori anche in periodi difficili.
McCarthy ha spiegato:
“È un vantaggio del primo arrivato. Se hai un personaggio dominante al vertice — pensiamo a Michael Saylor o a chi guida certe realtà più grandi — la storia si mantiene anche quando il prezzo del Bitcoin non corre.”
Figure di richiamo come Michael Saylor o Tom Lee diventano in qualche modo parte del prodotto offerto: la narrativa è spesso determinante per il flusso di capitale verso asset così volatili. Tuttavia, la presenza di pochi leader carismatici non garantisce spazio per molti imitatori; secondo alcuni analisti, gran parte delle attività più deboli potrebbe non sopravvivere alla correzione.
McCarthy ha dichiarato:
“Non credo ci sia spazio per cento Michael Saylor; non ci sono così tante persone con quel profilo.”
Alternative più semplici per ottenere esposizione
Per molti investitori retail l’esposizione al Bitcoin può essere ottenuta più direttamente attraverso l’acquisto spot su un exchange o tramite un ETF spot, senza doversi confrontare con la governance aziendale, la struttura del capitale o strumenti finanziari complessi che fanno capo a una società quotata.
Palmer ha dichiarato:
“Il rischio principale per chi compra azioni di treasury company è dimenticare che il diritto dell’azionista ordinario è residuale: debito convertibile e azioni privilegiate hanno priorità. Questi strumenti comportano obblighi di cassa che il Bitcoin in sé non genera.”
In altre parole, il possesso di azioni di una società con Bitcoin è la combinazione di due scommesse: sul valore futuro del Bitcoin e sulla capacità dell’azienda di gestire debito, finanziamenti e governance.
Posizioni difensive e casi estremi
Alcuni amministratori delegati di queste società rivendicano performance superiori al Bitcoin. Matt Cole, Ceo di Strive, sottolinea che la sua azienda ha sovraperformato il Bitcoin in periodi chiave e che non ha venduto alcun Bitcoin durante il mercato ribassista, aumentando anzi le posizioni.
Matt Cole ha dichiarato:
“Strategy ha sovraperformato drasticamente il Bitcoin dopo aver adottato la propria strategia. Anche Metaplanet ha mostrato risultati superiori sin dall’inizio, e Strive ha sovraperformato sia dall’annuncio della strategia nel maggio 2025 sia su base year-to-date nel 2026.”
David Bailey, Ceo di Nakamoto, riporta analoghe performance storiche per alcune società, ma la storia recente mostra anche casi estremi di forte perdita di valore: azioni scese del 99% rispetto ai massimi per alcune realtà e decimi di valore per altre.
Questo dimostra che, oltre al track record, contano l’accesso al capitale, la qualità del bilancio e la capacità di far fronte a scadenze e costi finanziari: società prive di queste caratteristiche possono vedere la strategia ritorcersi contro di loro rapidamente.
In termini di allocazione personale, alcuni gestori suggeriscono approcci conservativi: una quota significativa in strumenti semplici come ETF e una porzione più piccola destinata a posizioni in società che offrono volatilità e potenziale rendimento extra.
McCarthy ha dichiarato:
“Se dovessi allocare 100.000 dollari per esposizione al Bitcoin, comprerei principalmente un ETF e metterei una piccola parte in Strategy per la volatilità.”
Conclusione: due scommesse in una
In definitiva, acquistare Bitcoin è una scommessa diretta sul valore dell’asset. Comprare azioni di una società con tesoreria in Bitcoin aggiunge un secondo livello di rischio e opportunità legato alle persone, alla struttura di capitale, alle scadenze del debito e alla governance aziendale. Gli investitori devono quindi valutare entrambe le dimensioni prima di esporsi.
In sintesi
- La leva operata dalle società che accoppiano raccolta capitale e acquisto di Bitcoin amplifica rendimenti e rischi: in mercati ribassisti ciò si traduce in una maggiore pressione sulle valutazioni azionarie e sui bilanci aziendali.
- Per gli investitori italiani, gli ETF spot rimangono uno strumento semplice e liquido per esporsi al Bitcoin, limitando i rischi legati a governance e priorità dei creditori tipici delle treasury companies.
- La qualità del management, l’accesso al capitale e la struttura del debito sono fattori decisivi: in assenza di solidità finanziaria, anche aziende con grandi riserve in Bitcoin possono subire perdite severe.
- Dal punto di vista macroeconomico, la diffusione di queste strategie nelle società quotate aumenta la correlazione tra mercati azionari tradizionali e volatilità del Bitcoin, con possibili implicazioni per la stabilità finanziaria e la regolamentazione nel medio termine.