Ethereum e Base abbandonano i negoziati su uno standard comune per i portafogli digitali dopo mesi di discussioni
- 16 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ethereum e la rete Base, supportata da Coinbase, hanno interrotto i lavori per definire uno standard comune per la prossima generazione di wallet crittografici: gli sviluppatori coinvolti in entrambe le parti hanno ritenuto che il compromesso avrebbe penalizzato troppo ciascuna rete.
L’obiettivo del progetto era rendere i wallet più simili ad applicazioni moderne, introducendo meccanismi come il login mediante passkey, modalità alternative di recupero account, la possibilità per un’app di pagare le commissioni di rete e la capacità di raggruppare più azioni su blockchain in una singola transazione. In questo modo, il possesso di ETH esclusivamente per saldare una commissione sarebbe diventato opzionale.
Il dissenso è nato dalle differenti priorità tecniche e di prodotto tra le due catene: gli sviluppatori hanno impiegato mesi a tentare di fondere i rispettivi design, ma non sono riusciti a trovare soluzioni che rispettassero gli obiettivi fondamentali di entrambi i progetti.
La mancata intesa implicherà che i fornitori di wallet compatibili con entrambe le reti potrebbero dover supportare due modalità distinte per costruire e approvare la stessa transazione, con ricadute in termini di complessità tecnica, costi di sviluppo e manutenzione del software.
Motivazioni tecniche e priorità diverse
Le divergenze principali sono emerse dalle diverse visioni su quale compromesso fosse accettabile fra interoperabilità ed esigenze native della singola rete. Da un lato, alcune scelte avrebbero potuto privilegiare la massima compatibilità e facilità d’uso; dall’altro, modifiche profonde al flusso delle transazioni avrebbero potuto compromettere caratteristiche ritenute cruciali per la sicurezza, la scalabilità o il modello economico di ciascuna catena.
Questa dinamica riflette una tensione più ampia nell’ecosistema: mentre l’interoperabilità facilita l’adozione e riduce le barriere per gli utenti, le reti conservano spesso specifiche differenze architetturali che rendono difficile un’armonizzazione senza rinunce significative.
Conseguenze pratiche per sviluppatori e utenti
Per gli sviluppatori di infrastrutture e applicazioni, la frammentazione degli standard si traduce in maggiori costi di implementazione e test, oltre a una curva di apprendimento più ripida. Per gli utenti finali, la mancanza di un approccio uniformato può significare esperienze incoerenti tra wallet, potenziali errori di gestione delle commissioni e una più lenta diffusione di funzionalità orientate all’usabilità.
Analogamente, operatori di servizi finanziari, exchange e fornitori di pagamenti che vogliono integrare più reti dovranno valutare investimenti aggiuntivi per assicurare compatibilità e conformità operativa, con possibili ricadute sui costi dei servizi offerti agli utenti.
Derek Chiang, sviluppatore di Ethlabs coinvolto nel progetto, ha dichiarato:
“Ethereum voleva essere la migliore versione di Ethereum, e Base voleva essere la migliore versione di Base; sebbene entrambe le parti riconoscessero i vantaggi dell’interoperabilità dell’ecosistema, questa è risultata secondaria rispetto alla necessità che ciascuna chain raggiungesse i propri obiettivi fondamentali.”
Derek Chiang ha scritto su X che gli sforzi di cooperazione sono falliti la settimana scorsa.
Contesto e impatto strategico
La vicenda è indicativa delle difficoltà che emergono quando ecosistemi con governance, incentivi economici e vincoli tecnici distinti tentano di convergere su standard comuni. Standard condivisi favoriscono la competizione basata sull’usabilità e l’adozione di massa, mentre la loro assenza può rafforzare approcci proprietari e consolidare silos tecnici.
Per il mercato europeo e gli operatori italiani, la frammentazione può tradursi in maggiori oneri di conformità e integrazione, ma apre anche margini di opportunità per società che sviluppano soluzioni middleware e strumenti di compatibilità, così come per consulenti tecnologici specializzati nella migrazione e nell’integrazione multi-chain.
Prospettive future
Anche se questo tentativo specifico non ha portato a un risultato condiviso, la necessità di standard più aperti e di esperienze utente semplificate rimane un tema centrale. È probabile che iniziative simili vengano riproposte, talvolta con approcci diversi, o che emergano soluzioni pragmatiche a livello di strumenti di intermediazione che consentano compatibilità senza modificare troppo le singole chain.
Nel frattempo, aziende e sviluppatori dovranno valutare la strategia tecnica più adatta: aderire alle scelte native di ciascuna rete, investire in layer di astrazione, o promuovere convenzioni di interfaccia che possano essere adottate progressivamente.
In sintesi
- La mancata convergenza aumenta i costi di sviluppo e integrazione per progetti multi-chain, suggerendo un possibile aumento dei prezzi dei servizi per gli utenti finali in Italia.
- La frammentazione crea opportunità di investimento in strumenti middleware, consulenza tecnica e soluzioni di interoperabilità che riducano la complessità operativa.
- Per gli investitori, la situazione segnala un rischio di ritardo nell’adozione di massa: progetti che puntano sull’usabilità potrebbero perdere slancio se l’esperienza utente resta incoerente tra reti.
- Dal punto di vista regolamentare e commerciale, l’assenza di standard condivisi può complicare l’integrazione con sistemi finanziari tradizionali e aumentare l’onere di conformità per le imprese italiane attive nel settore.